1860/1866 Altro che Risorgimento!

Due articoli per tutti uno sul sud e uno sul nord, ché tutto lo stivale cambiò solo padrone in peggio.

Gli anni dello sprofondamento del Sud

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Di OnestaMente

E’ nostro dovere di cittadini pensanti, non credere mai ciecamente alle versioni ufficiali, sempre troppo semplicistiche e dettate dalle ragioni dei vincitori.

Per quelli che non sanno nulla di storia, sto  scrivendo degli ultimi 6 anni di quel periodo cruciale, che a scuola vi raccontano come il “Glorioso Risorgimento Italiano”. Gli anni in cui tutto lo stivale, tra iperboloici atti di eroismo e unanimi manifestazioni di gioia, si unì in un unico stato centralizzato.
Mai come allora la verità fu messa al bando
e i libri di storia riempiti di menzogne
e di eroismi sintetici

mai come allora i liberatori si rivelarono come dei crudeli assassini
e i briganti come dei coraggiosi guerriglieri.

Ma andiamo con ordine: era la notte del 5 maggio 1860; nel porto di Genova, il futuro “eroe dei due mondi”, tale Giuseppe Garibaldi, stava finendo le operazioni di carico dei due battelli a vapore Piemonte e Lombardo, destinati a trasportare i suoi mille uomini fino a Marsala, in Sicilia, dove avrebbero cominciato l’invasione del regno delle due Sicilie, comprendente praticamente tutto il sud, da Napoli in giù; esso era retto dalla dinastia dei Borboni.
Personaggio poliedrico, Garibaldi era un ex commerciante di schiavi e ladro di cavalli, aveva i capelli lunghi per nascondere l’orribile orecchio mozzato, che gli fecero in Argentina, per punirlo di tali ruberie.
Davanti a quella seppur entusiasta, banda di giovanotti e di criminali male armati (avevano fucili ad avancarica vecchi e inadeguati, che si inceppavano un colpo si e uno no), chiunque sarebbe stato tentato di rinunciare all’impresa; ma Garibaldi ara fiducioso… Godeva infatti della protezione e del finanziamento, oltre che della casa regnante Piemontese dei Savoia, anche dell’Inghilterra e della massoneria internazionale (Garibaldi, Mazzini e Cavour erano massoni), già attiva nella corruzione di un largo numero di ufficiali borbonici.
Infatti, i Garibaldini riuscirono a raggiungere Marsala miracolosamente senza incontrare alcuna nave nemica.
Lo sbarco fu una cosa imbarazzante; con le tante proprietà inglesi che innalzarono la bandiera britannica (chi libera chi?) e uno dei battelli che andò a incagliarsi davanti alla spiaggia, costringendo i garibaldini a farsi il bagno. I difensori cominciarono a sparare troppo tardi e mirando male, apposta per non rovinare le operazioni di scarico di armi e vettovaglie. Sappiate che saranno circa 2300, gli ufficiali borbonici voltagabbana, che si ritroveranno ad avere ruoli di pari o superiore grado sotto i nuovi padroni.

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Poco dopo lo sbarco il 15 maggio del 1860 avvenne la famosa battaglia di Calatafimi; la battaglia del “Qui si fa l’Italia o si muore” e l’Italia si fece, ma non ci fu vera battaglia. I garibaldini in inferiorità numerica, con i loro vecchi e pesanti fucili dovettero correre all’assalto delle postazioni borboniche, meglio armate e poste in alto,  sopra  un pendio a terrazze. Non serve un fine stratega, per rendersi conto che avrebbero potuto  massacrarli tutti facilmente, ma il generale settantenne Francesco Landi (Borboni), con sorpresa di tutti, fece suonar la ritirata. Naturalmente, i figli di tal generale diventarono ufficiali superiori dell’esercito italiano.

Dopo questa “gloriosa” battaglia, la strada fu tutta in discesa per i Garibaldini, che si dedicarono a reprimere nel sangue le rivolte dei popolani senza terra, che minacciavano i  possedimenti dei latifondisti inglesi e non.  Repressione violenta, arresti indiscriminati, processi sommari e conseguenti fucilazioni erano i metodi delle camice rosse. Il caso più famoso fu quello di Bronte il 10 agosto del 1860, dove, dopo aver soppresso la rivolta, arrestarono circa 150 persone e ne fucilarono 5, dopo un breve processo farsa.

Il 19 agosto i garibaldini sbarcarono in Calabria e il 7 settembre entrarono in una Napoli indifesa; il re Francesco II  aveva portato l’esercito nei pressi di Gaeta sul fiume Volturno, dove avvenne la battaglia finale vinta dai garibaldini con l’aiuto dei regolari piemontesi.
Presto furono annesse le altre regioni del sud e del centro, tranne Roma e quel poco che rimaneva dello stato Pontificio, che restò sotto protezione francese fino all’attacco chiamato ‘La breccia di porta Pia’ nel 1870; quando i francesi se ne erano già andati e la città era quasi indifesa.

Al Sud non ci misero molto ad accorgersi che avevano solamente cambiato padrone, e che l’avevano cambiato in peggio. Speravano in un vera riforma agraria che non ci fu.
Venne introdotta la leva obbligatoria e aumentarono molto le tasse, sopratutto per i ceti più poveri (come l’odiosa tassa sul macinato, ovvero la tassa sulla miseria). Il tesoro e le altre ricchezze del regno delle due Sicilie vennero spolpate per coprire il già grande indebitamento dello stato Italiano.

Quello che seguì (1861-1869) fu chiamato il fenomeno del brigantaggio, ma in realtà fu una vera e propria Guerra civile del Sud contro il neonato stato unitario. I rivoltosi erano composti da contadini e pastori poveri, ma anche da ex soldati borbonici e loro sostenitori, da disertori dell’esercito italiano e garibaldini delusi. Furono otto anni di atrocità indicibili (certo, da entrambe le parti), fucilazioni sommarie e distruzione di interi villaggi. .

Il culmine della crudeltà si ebbe con la creazione di veri e propri Lager in Lombardia e in Piemonte. Il più terribile di questi fu quello di Fenestrelle, posto all’imbocco della Val Chisone, tra i 1200 e i 1800 metri, dove gli inverni erano terribilmente gelidi e il vento spirava forte. Migliaia di persone furono condannate ad estenuanti lavori forzati, con poco cibo e camice di tela, venivano lascati a morire così. I corpi venivano poi liquefatti nella calce viva, per cancellare le prove della loro stessa esistenza.
“Secondo le stime ufficiali del Regno d’Italia, solo per il periodo che va dal settembre del 1860 all’agosto del 1861 vi furono nell’ex Regno delle Due Sicilie 8.964 fucilati, 10.604 feriti, 6.112 prigionieri, 64 sacerdoti, 22 frati, 60 ragazzi e 50 donne uccisi, 13.529 arrestati, 918 case incendiate e sei paesi dati a fuoco, 3.000 famiglie perquisite, 12 chiese saccheggiate, 1.428 comuni sollevati; poiché ufficiali c’è da considerare che come tali queste cifre furono sicuramente sottostimate dal ministero della guerra, nonostante si riferissero ad un solo anno.” wikipedia

C’è chi afferma che esso fu un vero e proprio genocidio della gente del sud per ragioni razziali. Ma non mi sento di condividere pienamente questa opinione. Il razzismo dei soldati italiani era forte, ma a combattere  furono anche soldati arruolati nel sud. I ribelli non avevano sempre l’appoggio della popolazione, sopratutto negli ultimi anni, quando le rivolte assunsero carattere più sporadico. Inoltre molti di quei latifondisti che si arricchirono dalla privattizzazione dei terreni del demanio pubblico e dal furto dei terreni dei contadini più poveri, erano del Sud.

Se queste rivolte avessero avuto successo, ottenendo del tutto o in parte l’indipendenza, allora leggeremmo nei libri di storia che l’esercito dei Savoia si rese colpevole di gravi crimini contro l’umanità e che le rivolte dell’Aspromonte, della Sicilia, della Basilicata, eccetera, furono capitanate da coraggiosi e fieri partigiani.

Capite ora, da dove nasce la questione meridionale e l’arretramento del Sud?

Capite perché sono convinto che l’Italia unita sia stata la rovina d’Italia?
Avrebbe potuto diventare come la Svizzera, uno stato federale rispettoso delle varie autonomie locali, o una confederazione di stati indipendenti. Ciò avrebbe aiutato lo sviluppo di tutte le regioni. Invece si fece uno stato centralista irrispettoso di tutti.

“Fatta l’Italia facciamo gli italiani” disse Cavour dimostrando l’intento di questo stato Massonico. La cui terribile Soluzione Finale era l’annullamento delle culture locali. Ci sono riusciti in parte; con le lingue locali, rilegate quasi completamente al solo al linguaggio orale.

Ma cosa sono 148 anni di unità rispetto a più di un millennio e mezzo di divisione?
Io credo nella temporaneità dello Stato italiano unitario.
Se ce ne rendessimo conto in tanti, potremmo finalmente riprendere in mano il nostro destino.

OnestaMente

Letture consigliate:

-“INDIETRO SAVOIA! Storia controccorrente del risorgimento italiano”

di Lorenzo Del Boca

-“BASTA CON QUESTA ITALIA! Il fallimento dello stato mafio-massonico”

di Marco Della Luna

-“1866: LA GRANDE TRUFFA Il plebiscito di annessione del veneto all’Italia”        di Ettore Beggiato

-“I LAGER DEI SAVOIA”   di Fulvio Izzo

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1866: LA GRANDE TRUFFA. Il plebiscito di annessione del Veneto all’Italia


Estratto dal libro omonimo di Ettore Beggiato

Un libro importante, culturalmente e politicamente.

Ci parla della nostra storia, di quanto è accaduto quando il Veneto è stato annesso all’Italia…. Noi tutti sappiamo che l’unificazione del Paese è stata più imposta che voluta. Che è arrivata sulla punta delle baionette dell’esercito piemontese, che molti plebisciti sono stati manipolati… Oggi, dopo oltre un secolo e mezzo, è nostro dovere ricostruire la storia della Regione in cui viviamo o siamo nati…

E mai come questa volta, i vincitori che stanno a Roma si sono applicati scrupolosamente e scientificamente per stravolgerla, mistificarla e nasconderla. I Veneti non dovevano, e non debbono, conoscere questa pagina fondamentale della loro storia.

“Tutto si svolse con mirabile ordine e fra universali manifestazioni di gioia”, così sta scritto nri (loro) libri di storia.

Va innanzitutto sottolineato come le potenze europee intendevano riconoscere, attraverso il plebiscito, al Popolo Veneto il diritto di scegliere il proprio futuro, il diritto all’autodeterminazione si direbbe oggi. Un principio, un diritto riconosciuto dai trattati internazionali come “diritto umano”…

Diritto all’autodeterminazione che ha una valenza permanente: vale a dire che finchè c’è un popolo, quel popolo ha sempre il diritto all’autodeterminazione.

L’altro aspetto centrale della questione è quello che potremmo chiamare della “temporaneità“.

Quella che, come Veneti, stiamo vivendo sal 22 ottobre 1866 è solamente una parentesi nella nostra storia plurimillenaria.

Cosa sono centotrentatre anni di presenza italiana nel Veneto di fronte ai secoli di storia e di indipendenza Veneta?…

Per non parlare della sistematica distruzione del patrimonio culturale e linguistico del Veneto: l’Italia nasceva accentratrice, calpestando la cultura e l’identità dei singoli popoli, all’insegna del “Fatta l’Italia bisogna fare gli italiani: a oltre centotrent’anni di distanza sono ben lontani da tale aberrante “soluzione finale“…

21 e 22 ottobre 1866: fu vera festa?

Il plebiscito che sancì l’annessione del Veneto all’Italia viene liquidato dai nostri libri di scuola in poche battute visto che la storiografia ufficiale sostiene che “tutto si svolse con mirabile ordine e fra universali manifestazioni di gioia” (-Mirabile ordine e gioia? E quando mai stanno insieme in questo paese? La storia si ripete e si cancella, ma le versioni ufficiali non stanno mai in piedi– nota di OnestaMente).

Pochi sanno che in realtà fu una colossale truffa, la prima di una serie infinita di truffe perpetrate da Roma e dall’italia ai danni dei Veneti…

Arriviamo poi a quei plebisciti che interessano più vicino i popoli “vittime” dell’espansionismo sabaudo.

(Riporto di seguito 2 esempi)

Napoli

Il 21 dell’ottobre del 1860 fu il giorno felicissimo del plebiscito nelle province napoletane. L’interrogazione era questa: “Il popolo vuole l’Italia una e indivisibile con Vittorio Emanuele Re costituzionale e suoi legittimi discendenti?”. Il popolo Napolitano rispose con un solennissimo si, e fu proclamato il lieto risultato dei voti, lo splendido plebiscito, come chiamavano il conte di Cavour: 1302064 si e soli 10512 poverissimi no…

Cesare Cantù racconta come si svolgevano le operazioni di voto a Napoli: “Il plebiscito giunge a fino al ridicolo, poichè oltre a chiamare tutti a votare sopra un soggetoo dove la più parte erano incompetenti, senza tampoco accertare l’identità delle persone e fin votando i soldati, si deponevano in urne distinte i Sì e i No, che lo rendeva manifesto il voto; e fischi, e colpi e coltellate a lo desse contrario. Un villano gridò: Viva Francesco II! E fu ucciso all’istante.

Rovigo

Lo storico Luidi Sutto, incaricato dal costituendo Museo del risorgimento “Carlo Alberto”, di ricostruire dati ed episodi del Plebiscito…. Il decreto sulle norme del Plebiscito prevedeva che i pretori trasmettessero alla Corte d’Appello i verbali dei risultati Comune per Comune del referendum. Il nostro ebbe apprezzamenti e consigli anche in sede ministeriale, ma non ebbe mai in visione i fascicoli. E annota sconsolato che nè pretura nè Municipi li hanno! (Non è neanche legalmente valdo! NDD)

La conseguenza più importante dell’arrivo degli italiani fu……la partenza dei veneti. Un emigrazione biblica che investì il nostro popolo in seguito ad uno stato di miseria e di disperazione come mai nella nostra storia. Interi paesi emigrarono alla ricerca della “Merica”, soprattutto dell’America Latina e in particola re nel Brasile meridionale, ricreando un altro Veneto al di là dell’oceano (Nova Bassano, Nova Vicenza, Nova Padua ecc.)… Per coloro che rimasero fame, tasse (in particolare quella sul macinato, una vera e propria tassa sulla miseria), disperazione…

E il malcontento cresceva: ecco allora la necessità di rafforzare l’apparato repressivo. I liberatori “taliani” arrivarono a proibire la tradizionali processioni religiose in quanto “assembramento pericoloso per l’ordine pubblico!” (?!!!!! NDD).

Ma nonostante questo l’intero territorio veneto è costella to da tutta una serie di rivolte, di manifestazioni: da Thiene a S. Germano (Vi), da Cavarzere al Cadore, a Legnago alle manifestazioni polesane de “La Boje”.

Ma di tutto questo nella storiografia ufficiale non c’è traccia.

A SEGUIRE I COMMENTI DEI DUE ARTICOLI CHE ALL’INIZIO ERANO SEPARATI

2 responses

26 05 2010
Onesta Mente

7 risposte

4 05 2009
GIANCARLO – VERONA (18:21:06) : modifica

La Storia, quella con la S maiuscola non si può cambiare e nemmeno nascondere in eterno.
E’ quello che i politici italiani hanno fatto per oltre un secolo e continuano a propinarci demagogia a tonnellate invece di essere onesti, riconoscere gli sbagli commessi e di fare quanto è doveroso fare per sanare ferite che continuano a sanguinare sia al Nord che nel Sud del paese.
Siamo ancora al panem et circense….. pane e calcio…… ma la pentola bolle e prima o poi sbotterà.
Voglio dire che invece di fare i politici veri….stanno tutti recitando il pro domo loro……perchè a quest’ora se l’Italia fosse divisa amministrativamente in tre macroregioni ed unita solo a livello federativo con accordi negoziabili se non di anno in anno, triennio per triennio…l’Italia avrebbe già mangiato i spaghetti in testa a tutto ilo mondo. Invece siamo alla frutta perchè e meno faticoso sperperare il denaro pubblico che spenderlo in maniera mirata e lungimirante.
Il Sud italia , come Veneto , ha tutta la mia solidarietà perchè anche noi , qui, ne abbiamo subite di tutti i colori e ci siamo “ciucciati” due guerre mondiali…per gli “italioti”.
Mazzini, Cavour, I Savoia, etc..etc.. alla faccia loro ai mortacci loro si sono inventati l’Italia, ma non potevano inventarsi gli italiani perchè non esistevano…..i tempi dei romani era passato….quindi ???
VIVA SAN MARCO
VIVA LA SERENISSIMA
VIVA IL REGNO DELLE SUE SICILIE
Giancarlo da Verona

p.s. Chi scrive e parla senza aver studiato la storia ed essersi documentato….è un vile millantatore, falso e bugiardo e…non dico altro per amor di “patria”!!!
7 05 2009
Onesta Mente (12:47:41) : modifica

Grande Giancarlo!
Finalmente qualcuno che ha compreso perfettamente il punto della situazione.
Il FALLIMENTO DELLO STATO MASSONICO ITALIANO.
Se avessimo creato una federazione sarebbe stato sicuramente molto meglio, ma questa è pura speculazione.
Quel che conta è che la loro aberrante soluzione finale, del “fatta l’Italia facciamo gli Italiani” non è riuscita. Se fosse stata un successo non ci sarebbe questo grande ritorno di ideee autonomiste, né la recente revisione della storia dei popoli italici. Non ci sarebbero persone come me e te.
VIVA LA SERENISSIMA
MA VIVA ANCHE IL REGNO DELLE DUE SICILIE
E SEMPRE
VIVA L’AUTODETERMINAZIONE DEI POPOLI!
7 09 2009
Lidia Zitara (22:51:03) : modifica

Ti chiedo scusa, ti ho raggiunto con altri parametri di riceca, ma mi pare che tu non conosca l’opera di mio padre,Nicola Zitara, che studia questo argomento da decenni, e che posso dire -non perchè mio padre- che insieme a Paolo Cinanni sia tra i più grandi meridionalisti calabresi.

Ti indirizzo volentieri al suo sito http://www.eleaml.org
6 05 2010
carmine (12:11:56) : modifica

perche’ nessuno lo dice mai quandoin televisione parla qualche leghista ignorante che nnconosce untubo di storia? …………. e per paura di far sapere che il tesro della banca d’italia quando e stato costituito x piu’ della meta’ e stato preso dal banco di napoli e banco di sicilia . vorrei una risposta grz ……………..un napoletano onesto e convinto
12 05 2010
Francesco (11:43:32) : modifica

fa schfo!!!!!!!!!!!!!!!1
12 05 2010
Giovanni tosi (11:46:43) : modifica

è stupendo ma io sono contrario perchè io sono un professore rompi coglioni e antipatico!!!!!!!!!!!!!!!!
15 05 2010
Onesta Mente (18:09:38) : modifica

Contrario a cosa?

26 05 2010
Onesta Mente

22 risposte

12 01 2009
giancarlo (17:51:04) : modifica

Quale Veneto documentato sono costretto a confermare tutto.
Nella mia famiglia bisnonno e nonno mi hanno tramandato i valori della Veneta Serenissima Repubblica e sinceramente mi chiedo come noi Veneti possiamo convivere dentro questa repubblica italiana dove l’illegalità anche costituzionale regna sovrana. Mi auguro che quanto prima la verità sia fatta.
Non faccio conto sullo “Stato Italiano” ma sugli organismi preposti internazionali. Noi Veneti come popolo Veneto da oltre 1.400 anni possiamo chiedere quando vogliamo l’autodeterminazione. Non e’ questione se sia possibile o meno, ma solamente quando……. A ROMA NON SANNO CHE QUANDO OTTERREMO DALLE ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI LA CONDANNA DELL’ITALIA E VERRA’ INDETTO UN REFERENDUM……BEN NOI DICIAMO L’80% DEI VENETI DARA’ FAVOREVOLE A STACCARSI DALL’ITALIA.
SE A ROMA NON HANNO PAURA CHE CE LO DIMOSTRINO……
VIVA SAN MARCO
VIVA LA SERENISSIMA REPUBBLICA VENETA INDIPENDENTE.
20 01 2009
Onesta Mente (22:31:01) : modifica

Ci sono associazioni che hanno provato a portare in tribunale la truffa plebiscitaria, ma Roma non lascierà andare la vacca da mungere e le organizzazioni internazionali (UE,NATO,ONU..?) se ne sbattono altamente, a parte forse in futuro l’UE, ma solo per sostituirsi come mungitore…..
La così detta rivolta dei sindaci del nord e la fuga verso la regioni autonome dei comuni vicini, sono tuttavia importanti segnali che le cose si stanno muovendo.
Non riempiamoci con false speranze sulle istituzioni, se vogliamo la libertà dobbiamo prendercela.
21 01 2009
giancarlo (12:51:35) : modifica

Riprendo il discorso e sono parzialmente d’accordo sull’analisi.
Desidero però esternare un mio pensiero che mi assilla dopo aver sentito il discorso di Barack Obama alla sua insediatura come Presidente U.S.A.
1) Nessun politico italiano ha mai fatto un discorso di così alto livello.
2) Sarebbe impossibile che qualcuno dei ns. lo facesse perche’ l’identità nazionale qui da noi in Italia è praticamente inesistente e sono proprio i ns. politici che con i loro comportamento fanno da “cattivi maestri”. Uno contro l’altro, tutti contro tutti.
3) Gli sforzi negli ultimi anni che i ns. politici di destra e sinistra fanno per rivalutare i tricolore,le forze armate, la solidarietà tra italiani etc..etc… è pura demagogia. Sanno benissimo che esistono almeno 3 italie……Nord-centro e Sud-isole…mentalità diverse,culture,filosofie di vita,storie etc..diverse. Inoltre al Sud non esiste lo Stato se non sporadicamente.
Giù comandano le mafie, le andranghete etc.. è sarà impossibili sradicarle se i meridionali le tollereranno ancora, se non addiruttura ci vivano e convivano anche per un puro senso di soppravivenza.
4) Da molti anni i ns. politici italiani stanno predisponendo questa “Nazione” all’avvento di situazioni di diverso genere che porterà alla BALCANIZZAZIONE dell’ITALIA con tutti i più nefasti scenari. Sò di procurare prurito o sgomento o peggio indignazione a quanto scriverò adesso, ma Signori miei ci rendiamo conto che è solo questione di tempo e se qui non si cambia radicalmente tutto il sistema, anche a livello istituzionale è facile profetizzare che un certo percorso verso una guerra civile è da mettere in conto ?!?
4) Perche’ parlo di guerra civile, perchè la storia ce lo insegna più e più volte.
Quando all’interno di un territorio devono convivere diverse anime e queste anime sono dirette da un sistema centralizzato massimo e la stessa costituzione viene disattesa da decenni allora viene meno l’identità nazionale e tutti desiderano ardentemente l’indipendenza.
5) TUTTI DIVISI PER STARE MEGLIO TUTTI INSIEME.
Non è un paradosso. Un’Italia fatta da diversi soggetti indipendenti, ma legati da un patto deferativo potrà un domani ritrovarsi e forse sentirsi più uniti e solidali.A questo punto una revisione della Costituzione italiana è non solo necessaria, ma doverosa. Senza cambiamenti radicali ci ritroveremo in mano un paese povero e perso.Il Prof. Miglio lo aveva capito anche prima di Bossi.
6) IL VENETO, ha una peculiarità importante.
Innanzitutto se il Veneto diventasse uno stato indipendente l’italia andrebbe a fondo in brevissimo tempo. Quindi non gli verrà mai accordato alcunchè che possa dare la stura ad una vera diaspora. Quindi da questa consapevolezza maturerà sicuramente una insofferenza che scaturirà prima o dopo in una sollevazione generale e a quel punto o l’italia farà la guerra al Veneto ( impensabile….) oppure il VENETO TUTTO proclamerà l’indipendenza e l’autodeterminazione del suo popolo. ( Popolo antico come antica di oltre 1.400 è stata la sua indipendenza e Repubblica Serenissima.
7) Quanto sopra non vale solo per il VENETO, ma anche per il fù regno delle due sicilie, etc…etc…. insomma i giornali e le Tv possono fare la più bieca censura, ma rimane il fatto che l’identità nazionale non esiste proprio se non nella testa dei ns. politici ( per interesse personale…) e in qualche nostalgico della resistenza……..
8) Al contrario se a Roma capissero…ma non capiscono, che mettersi ad un tavolo e studiare la soluzione migliore per ridisegnare questa sbargherata nazione è la soluzione e non un’espediente come il federalismo fiscale,allora forse….
9) Il federalismo fiscale sarà la prova del 9 per questa Repubblica.
Infatti tutto il Nord Italia insorgerà se il federalismo fiscale non porterà quella vera ed unica novità per migliorare la gestione di questo paese. Infatti c’e’ già chi ipotizza situazioni draconiane se il Nord ed anche il Sud non avranno cambiamenti radicali in questo senso. Vanno premiate le regioni virtuose e vanno penalizzate le regioni che sperperano. Solo così si potrà trovare un modus viventi che sposti nel tempo quello che comunque io ritengo prima o poi accadrà, cioè se non più una guerra civile una guerra sui valori, sui contenuti, sulla storia e cultura di ogni regione rispetto alle altre. Insomma la revisione della Costituzione è improcastinabile e se non sarà fatta su basi federative purtroppo in questo paese ne vedremo delle brutte.
10) Il decimo comandamento dice non desiderare….. al Sud non devono più desiderare di andare avanti così come fatto sino adesso. Devono rivoluzionare il loro modo di pensare e di vivere pena dover forzatamente costringere il Nord a salvarsi per poter poi eventualmente risalvare il Sud.
Ma solo su basi federali. Capire ? o non capire ? questo è il problema dei meridionali ed in primis dei politici meridionali. Vorranno loro rinunciare….a chè il Sud sia in mano alla malavita di basso-medio ed alto ceto ??? Vorranno con uno scatto di orgoglio salvare il Sud ? Ai posteri l’ardua sentenza !!!
Una cosa è sicura che il Nord ed in primis il Veneto non starà a guardare la sua agonia.
Giancarlo da Verona
21 01 2009
Onesta Mente (19:29:35) : modifica

Complimenti per il commento! Che analisi acuta Giancarlo…
Ho deciso di promuovere il commenyo a articolo a se’ stante.
Solo un piccolo taglia e incolla; fammi sapere se ti va bene o vuoi cambiare qualcosa.
22 01 2009
giancarlo (10:33:14) : modifica

Tieni presente che l’ho scritto di getto ed in fretta…sono in ufficio a lavorare.
Fallo pure purchè i concetti rimangano quelli espressi.
Correggi anche qualche piccolo errore ortografico che mi sono accorto di aver fatto nella velocità di scrivere………grazie.
Giancarlo
16 03 2009
Onesta Mente (14:30:23) : modifica

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desireclery detto
20 Giugno 2008 @ 16:59 · Modifica

Povera ex-Serenissima… contesa per decenni, insanguinata e mai riconosciuta pubblicamente in maniera adeguata, a partire appunto dal 1861. Perfino sotto gli Asburgo avevamo più prestigio culturale!
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Onesta Mente detto
21 Giugno 2008 @ 12:15 · Modifica

Grazie per il commento.
Si, probabilmente saremmo stati molto meglio stto il governo austriaco.
Comunque lo dico e lo ribadisco:
L’ITALIA UNITA E’ STATA LA SUA ROVINA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
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Petro detto
24 Giugno 2008 @ 01:50 · Modifica

Concordo,purtroppo la storia è scritta dai vincitori e tutto ciò che può loro nuocere viene tralasciato o omesso…I libri di storia non dicono che l’unità ( o meglio invasione con conseguente carneficina dei vinti) fu voluta e preparata dagli ambiennti massonici italiani ed europei; tutti i principali artefici dell’unità da Cavour,Mazzini a Garibaldi(che fu nominato addirittura Gran Maestro e Primo libero muratore d’Italia) erano massoni e la stessa famiglia Savoia non avrebbe potuto portare termine l’Unita senza l’appoggio dei poteri forti e delle grandi famiglie europee.. All’Unità di Italia si opposero in molti basta pensare al Regno di Napoli c stabile e prospero che fu saccheggiato e privato di ogni ricchezza; atti ufficiali dell’esercito piemontese parlano di decine di migliaia di soldati calabresi e campani deportati in Piemonte e in Vallle d’Aosta e lasciati morire in dei veri e propri campi di contramento, gli stessi atti parlano di centinaia di stupri e saccheggi, di una lotta senza quartiere alla quale parteciparono anche le donne in tutto il meridione per opporsi all’invasione..Ci sono lettere scritte dai generali piemontesi in cui si parla di veri e propri stermini e addirittura dello scambio delle teste mozzate dei nemici tra i vari comandati dell’esercito piemontese…Quello non era certo lo spirito di un esercito che lottava per l’unione nazionale,ma quello di un esercito invasore in cerca di conquiste quindi fu un unità forzata e non un unità voluta come i libri di storia vorrebero farci credere…
12 05 2009
Anonimo (17:34:01) : modifica

fortunamente che qualche votazione è stata manipolata altrimenti ci troveremmo i pagliacci della Casa Savoia come governanti
16 05 2009
Onesta Mente (09:26:54) : modifica

Invece ora ci troviamo i Pagliacci di casa Berlusconi a governarci.
………………………
…………………
MOOOOOLTO MEGLIO! COME NO…………………..
……………………
…………………………….
Ma per favore.
30 06 2009
KuK (23:23:52) : modifica

Purtroppo la maggior parte dei Veneti non e´ istruita(opinione mia).
La popolazione, si sa`, non ama lo stato italiano per il suo caos e la sua inefficenza; ma vive rassegnata. Oggi poi la vita frenetica non da certo tempo e voglia alla gente di informarsi sulla tradizione Veneta. C e il benessere. la patria e` quella ke ti ha insegnato a scuola lo stato italiano; va bene anke cosi. I Veneti sono percio´facile vittima della televisione e della propaganda italiana, ke incolla tutti dal Brennero alla Sicilia con il campionato di calcio e la nazionale. E´ purtroppo cosi. Io mi sono trasferito da anni in Austria; qui i Veneti sono visti bene; ho trovato una nuova patria, si vive Bene; ma non dimentico da dove sono venuto. Forse un giorno lo stato italiano crollera`…. spero di ESSERCI. Anche sforzandomi non riesco a fermare il mio odio verso il piemonte invasore e sopratutto la casa savoia.
5 07 2009
Onesta Mente (00:29:54) : modifica

L’era del controlllo totale dell’informazione da parte della TV sta finalmente tramontando. Gli stessi concetti di cultura, lettura e scrittura sono stati completamente rivoluzionati dalla diffusione di internet.
Nel rallegrarmi di ciò, concordo pienamente nel tuo giudizio impietoso sull’ignoranza dei veneti. Ma dai tempo al tempo. Le idee hanno bisogno di germinare, radicarsi e crescere, prima di venire accettate cambiando la cultura e la società. Io stesso non sapevo nulla delle menzogne risorgimentali fino a pochi anni fa e lo stesso vale per molti altri.
Il problema è che qui come in America c’è tutta una fascia di età della popolazione che va mediamente dai 35 ai 60 anni, o quali non riescono a credere a niente che non esca dalla TV.
Concludo nel riporre fiducia nelle nuove generazioni di blogger, hacker, storici, studiosi di ogni genere che con la loro passione stanno dando i mezzi e le conoscenze per un riscatto culturale a sempre più persone.

Ti propongo di guardare questi documentari.
In Italiano:

http://onestamente.net/2009/06/24/hackers-fuorilegge-e-angeli/
http://onestamente.net/2008/12/26/steal-this-film-documentario/

e
http://onestamente.net/2009/03/21/the-age-of-transitions/
E’ il migliore per farti capire appieno cosa ci aspetta,ma purtroppo è solo in inglese.
2 08 2009
Ernestina (12:15:03) : modifica

Io sono nata nel Veneto,e mi considero Veneta non Italiana! il problema è che a 143 anni dal plebiscito-truffa, il popolo veneto non ha mai alzato la testa,non si è mai ribellato…ci siamo adagiati sugli allori e intanto siamo quelli che paghiamo tasse piu’ di tutti!!!! comunque a mio parere,Lo stato italiano è destinato al crollo totale. Se succederà,forse allora noi veneti ci sveglieremo!!!!!!
21 01 2010
vianeło (17:35:20) : modifica

se non ci riprendiamo la Serenissima con la stessa determinazione e fermezza inflessibile dimostrata, per esempio, da Sebastiano Venier e molti altri padri, è meglio stare zitti che facciamo più bella figura.
la spallata demolitrice la si da tutti assieme, altrimenti il risultato sarà la mollezza dell’ultimo doge.

ma quanti morirebbero (come ultima risorsa) per la propria indipendenza?

ho visto che è nato un partito veneto…
che senso ha un partito?
ciò significa: abbiamo una classe politica veneta, ma ci consideriamo agganciati sempre all’interno dell’italia.
un partito è una struttura che non appartiene alla Serenissima.
la Serenissima è la Serenissima, non è in italia. solo se il veneto venisse ritenuto dai veneti “parte” dell’italia allora si potrebbe parlare di… “partito”.

scusate lo sfogo ma la rabbia è molta.
24 01 2010
Onesta Mente (19:15:40) : modifica

Per Vianelo:
Non hai niente di cui scusarti, non sei stato volgare ne offensivo e anzi hai tutto il diritto di sfogarti.
Certo ciò che affermi è contestabile.
IO credo che più che a una totale indipendenza dovremmo puntare ad una maggiore autonomia nell’unine europea, con la continuazione dell’Euro, da mettere assolutamente accanto agli SCEC (Solidarietà ChE Cammina), monete alternative autoprodotte localmente e da usare per consumi locali, ma questo discorso è lungo e per maggiori info ti consiglio:

http://www.terranauta.it/a879/citta_in_transizione/arriva_lo_scec_riscoprire_il_vero_valore_della_moneta.html
http://www.scecservice.org/
26 01 2010
vianeło (19:10:37) : modifica

grazie per i link.

infatti non intendevo indipendenza totale perchè non c’è cosa peggiore che isolarsi. abbiamo bisogno di scambi, e oggi si possono risolvere molte cose senza ricorrere alle guerre come una volta.
intendevo indipendenza nella propria gestione, libera organizzazione.
sono del parere che solo chi vive la propria individualità nella libera espressione della propria natura può esprimersi e dare il meglio in un contesto più grande (nel nostro caso “europeo”).
l’insieme senza l’individualità è… “vuoto”.

certo la serenissima non potrà mai essere oggi lo specchio di quella di ieri.
ci dovrebbero essere degli adattamenti ai tempi presenti (forse una delle cause della sua caduta è stato proprio il perpetuare vecchi schemi).
ma lo spirito dei veneti deve ritrovare il suo posto. in questi ultimi 200 anni secondo me ha subito uno shock passando attraverso eventi su eventi che hanno ferito l’animo del popolo veneto. bisogna ritrovare la forza per rialzare la testa.

le foglie possono cadere ma l’albero no.

grazie del blog 😉
7 02 2010
Onesta Mente (23:04:14) : modifica

“le foglie possono cadere ma l’albero no.”
Bella frase, molto poetica.
14 02 2010
pikk (22:06:26) : modifica

VENETO NAXION! dai ke sen senpre de pì, co internet i doveni i se sveja prima e graxie anca a iutub i xe orgojosi dea propria lengua..itajaaa TIE’ prrrrr
AVANTI VENETI SEN SOEO AL’INISIO!
20 02 2010
vianeło (17:21:50) : modifica

@ pikk:
scusa una domanda, sei dalle parti di belluno?
21 02 2010
Onesta Mente (22:47:01) : modifica

No son veneziano
23 02 2010
vianeło (14:13:20) : modifica

forse c’è un equivoco, io avevo chiesto all’utente “pikk”. non credevo foste la stessa persona. grazie comunque della tua risposta. sono veneziano anch’io.
però non vorrei passare per uno che è di parte.
ritengo tutte le città venete tutte “sorelle” della serenissima e mi dispiaccio per quelle che hanno ricevuto qualche girata di spalle da parte di venezia da quando l’italia si è presa il veneto facendo circolare anche qui la modalità tipica italiana.
27 04 2010
FIL DE FER – VERONA (11:33:53) : modifica

Oggi, 27 Aprile 2010 dovrebbe essere la festa dei Veneti in quanto il Veneto fù liberato il 26-e 27 Aprile…invece “loro” i tagliani festeggiano il 25 Aprile festa del patrono di Venezia. Un caso….premeditato come sempre nei confronti di noi Veneti. Non voglio sembrare chi mette zizzagna o semina odio…non è questo che mi interessa. Quello che mi interessa è che noi Veneti ci meritiamo ed abbiamo titoli per autogovernarci anche stando dentro l’Italia.
Il deficit pubblico è arrivato ad oltre 1.820 migliari di euro…circa tre volte il debito pubblico della GRECIA…..alla Sig.ra VENETA ERNESTINA dico di aver fiducia nel crollo dell’ITALIA è solo questione di tempo….inoltrere dico ad ERNESTINA e a tutti i VENETI che noi NON ABBIAMO, RIBADISCO…NON ABBIAMO alcun debito pubblico da sostenere in quanto i VENETI hanno sempre dato più di quanto hanno ricevuto da questo Stato Taglian e quindi siamo liberi da questo annoso problema quando avremo deciso di riprenderci la nostra nazione veneta, la nostra storia, la nostra lingua etc..etc.. il ZAIA è uomo che crede nei VENETI e nel VENETO…BISOGNERà VEDERE quanto coraggio ci metterà nell’aprire la vertenza con ROMA e se Bossi gli permetterà di agire da VENETO per il VENETO.
Comunque sappiate tutti che l’EUROPA o sarà l’EUROPA dei popoli o non sarà l’Europa della nazioni attuali perchè è naturale che debba essere così.
Già vediamo come funziona…non funziona l’Europa e se domandassi a tutti gli Europei se si sentono parte di questa ” grande nazione” la maggioranza direbbe di NO !!!
Allora dobbiamo avere fiducia che la forza della ragione deve vincere e che sarà meglio per tutti sia qui in Italia che in Europa che i signori politici si siedano ad un tavolo…ragionino, discutano,decidano..ma senza fingimenti e senza accordi sotto-banco ma per un vero futuro Europeo dove tutti i popoli si riconoscano. Se così non sarà l’Europa è già ora finita !!!
W SAN MARCO SEMPRE !!!!
29 04 2010
Francesco di stirpe veneziana (11:03:41) : modifica

Ho letto con gioia e tante speranze i vari commenti, ma, purtroppo sono convinto che solo un miracolo potrà realizzare quello che ogni “vero veneziano”…e per veneziano intendo anche gli abitanti di tutti i territori veneti (compresi: Bergamo, Brescia etc…. assurdamente relegati, anzi regalati alla Lombardia).
Sono figlio di “Arsenaloti”…da secoli i miei lavorarono in Arsenale e credetemi, pur essendo laureato ed in possesso di due diplomi, la “vera” storia di Venezia, l’ho appresa solo dai miei antenati e non dai testi scolastici.
Consultate i vostri libri di storia delle elementari e noterete che tutti i secoli di storia su Venezia, sono quasi sempre, stampati solo, su quattro facciate, intestate: Le quattro antche repubbliche marinare…..in compenso troverete pagine e pagine, o capitoli interi, sulla Storia di Roma.
Pochi sono i veneziani che conoscono la storia della Serenissima, grazie all’occultamento perpetrato per anni e anni, prima dai Savoia, poi dal Fascismo ed infine dall’attuale Repubblica Italiana.
La storia, tutti voi lo sapete, la scrive chi vince.
Quando sento per televisione che tutti noi dobbiamo ricordarci e non dimenticare, tutti quelli che (poveretti veramente) sono morti per l’Italia ….dai martiri del Risorgimento, ai caduti delle due guerre mondiali ed infine ai partigiani, caduti per la liberazione….tutto vero….ma, nessuno dice di ricordarci (anzi è meglio che non si sappia) di tutti quelli che sono caduti per la libertà della Serenissima ed anche dell’Europa di allora…e che credo siano molti e molti di più, dato i mille e passa anni di storia che è stata (ripeto) occultata.
Altro occultamento, chiaramente è il plebiscito del 1866 e più volte discutendone con varie persone sia venete che di altre regioni, la loro risposta è sempre stata questa: eh “ormai è il passato”…..ormai è il passato?.
La vita è fatta di attimi, secondi che si susseguono, uno dopo l’altro, momenti che passano velocemente…e diventano…ricordi….passano i secondi, i minuti, le ore…..giorni, mesi anni ed infine secoli…”ormai”.
Io ho 65 anni, mio padre era del 1903, mio nonno del 1867, il mio bisnonno…..fate pure i conti…era con Daniele Manin e la bandiera veneziana che combattevano contro gli austriaci,….secoli, anni, mesi…….secondi, TUTTO E’ UN ATTIMO…..e quell’ “ormai è passato”…non ha senso.
“ORMAI E’ PASSATO” è una frase di comodo detta da chi non sa cosa dire ed ancor meno giustificare, l’infamia perpetrata ai danni di un intero popolo…e che popolo…giustamente orgoglioso e fiero delle passate glorie.
Il tempo?…è un’invenzione di noi uomini, ieri…oggi…domani…la dignità, l’orgoglio e la giustizia….non conoscono tempo.
Scusate lo sfogo.
Viva San Marco….e lo dedico a voi tutti ed anche a mio figlio Marco di 23 anni, augurandogli che sia migliore di me …e che…abbia il coraggio di fare quello che io non ho fatto…per una Serenissima che non deve morire.
Francesco
9 05 2010
vianeło (18:32:51) : modifica

come dice francesco penso anch’io che solo un miracolo possa fare tornare liberi i serenissimi.
sono troppi i veneti che hanno bevuto l’italianità e si credono italiani.
molti non conoscono la storia veneta (o meglio conoscono quella filtrata dall’italia).
devo dire che sono non poco incavolato proprio con i veneti.
gli italiani possono calpestare i piedi altrui se è quello che vogliono dalla vita, ma è chi se li sente calpestati che dovrebbe reagire. invece offre anche quelli dei propri figli.
è lo stesso atteggiamento che ebbe l’ultimo doge: consegnare tutto allo straniero.

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