La recessione alle porte

26 03 2008

21 marzo 2008

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La notizia del tonfo della Bear Stearns ha fatto il giro del mondo. Il semi-crac di una delle cinque maggiori banche d’affari americane ha fatto versare fiumi di inchiostro sui quotidiani di mezzo mondo. Ma quanto alle analisi ci sarebbe molto da dire. Per di più i media italiani non hanno approfondito bene l’argomento. Un po’ perché non hanno capito, un po’ perché la realtà nuda e cruda spaventa i potentati finanziari anche a casa nostra.
Per evitare il collasso del sistema bancario statunitense, la banca centrale del Paese a stelle e strisce è dovuta pesantemente intervenire «per rimodulare le garanzie degli gli asset di BS», si direbbe in perfido slang yuppie. In realtà per evitare il tracollo di una privatissima banca, la banca centrale americana ha dovuto usare i soldi del contribuente per garantire la stabilità, solo temporanea del suo sistema finanziario.

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Il miracolo della vitamina D: che c’è di vero?

17 03 2008

di MARTIN MITTELSTAEDT – 12 marzo 2008

Link alla pagina originale
Traduzione per Disinformazione.it a cura di Stefano Pravato

Nell’estate del 1974 ai fratelli Garland, Frank e Cedric, venne l’idea eretica. I giovani epidemiologi stavano partecipando a una conferenza sui tassi di mortalità per cancro, contea per contea, negli Stati Uniti. Seduti nell’aula dell’Università Johns Hopkins di Baltimora, mentre osservavano le carte geografiche colorate a seconda dei casi di cancro, notarono una suddivisione evidente, maggiormente pronunciata per il cancro al colon. Le contee con i tassi più elevati erano in rosso; quelle con tassi bassi erano blu. Stranamente, la nazione era divisa in due quasi perfettamente, rosso al nord e blu al sud. Perché, si chiesero, il rischio di morire di cancro era maggiore nel bucolico Maine piuttosto che nella maggiormente inquinata California del Sud?

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L’opera di Dio

12 03 2008

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Scritto da Attilio Giordano

Giovanni Paolo II, dopo anni di diffidenza vaticana, concesse all’Opus Dei, nel 1982, lo status di «prelatura personale»: un’organizzazione che non risponde alla gerarchia, ma solo al papa in persona.
L’istituzione, quanto poche altre, è da sempre circondata da un velo di mistero e da sentimenti fortissimi: dall’adesione assoluta dei suoi 85 mila fedeli, all’odio assoluto dei moltissimi detrattori.
Come per ogni organizzazione religiosa, è importante capirne il Dna.

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Fini non sapeva? E quando mai ha saputo o ha capito qualcosa?

11 03 2008

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http://www.hereticus.eu

Il Cavaliere prova a chiudere il caso Ciarrapico e spiega l’utilità della sua candidatura
Ma resta la polemica con l’alleato An. La precisazione di via della Scrofa
Berlusconi: servono i suoi giornali
An polemizza: “Fini non sapeva”
A Fiamma Nirenstein il Cavaliere ha promesso una tuta d’amianto per ripararla dal calore dei forni crematoi.

“Ognuno ha scelto i propri candidati, scelta non condivisa e saputa solo a cose fatte”
Veltroni: “La motivazione della candidatura peggio della stessa. Idea politica inaccettabile”

(da repubblica.it)

Aldo Fabrizi (a sinistra) e Giuseppe Ciarrapico. Per Berlusconi l’imprenditore “sprizza la stessa simpatia di Fabrizi”
ROMA – Lo “scandalo” e “l’incoerenza” si risolvono, al modo di Berlusconi, in tre parole: “Ciarrapico ci serve”. Servono i suoi “piccoli ma radicati quotidiani” soprattutto nel sud del Lazio. Serve il suo trasversalismo, dall’acqua minerale alle cliniche passando per società di catering e editoria. Serve, soprattutto, “il suo cuore nero” che sa parlare a quella parte del Lazio che potrebbe votare Storace e che invece dovrebbe votare Pdl. E poi, per dirla tutta, il Ciarra “è uno simpatico come Aldo Fabrizi”.

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“Guerra o pace per noi pari sono”. Disinnescata la crisi andina, la tensione resta alta

10 03 2008

http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idc=&idart=10388Colombia – Bogotá – 10.3.2008
Sudamerica dal nostro inviato
Stella Spinelli

“Lo sapevo! Non ho creduto un solo momento a questa guerra di frontiera. Nessuno ha il coraggio di immischiarsi fino in fondo in questo nostro pazzo paese. Ci chiamano Locombia mica per niente!”. Sorride divertito John Jairo, 33 anni, di Medellin, responsabile di un’impresa import-export colombiana, mentre commenta le ultime notizie sparate dal notiziario di Canale Uno, trasmesso nel bar dell’aeroporto internazionale di Bogotà: Colombia, Ecuador e Venezuela, riuniti venerdì a Santo Domingo per la XX Cumbre del Gruppo di Rio, hanno scelto la via del compromesso, col beneplacito del Nicaragua, terzo paese ad aver rotto le relazioni diplomatiche con Palazzo Narino. L’emergenza internazionale sembra rientrata: pace fatta.

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Nerone Prodi e le ecoballe

10 03 2008

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Nerone Prodi ha deciso che SETTEMILIONIDITONNELLATE di “ecoballe” devono essere bruciate nel termodistruttore di Acerra. Nessuno sa con certezza cosa c’è nelle “ecoballe”. Sono state sigillate senza verificare il contenuto. Possono contenere qualunque cosa. Rifiuti tossici, medicinali scaduti, scorie radioattive. Bruciarle vuol dire accelerare la condanna a morte delle persone che vivono nel territorio di Acerra e in quelli vicini. Infatti, la zona è già chiamata “Triangolo della morte” per la diffusione dei tumori. Morto in più, morto in meno che differenza fa? E’ un calcolo politico e anche economico. Se i campani non si lamentano muoiono e se muoiono non si lamentano più. Si scrive Nerone Prodi si legge Impregilo. Le donne di Giugliano si danno fuoco per disperazione e il vicerè Bassolino è ancora lì.
Pubblico una lettera di Alex Zanotelli.

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Bassolino: l’editoriale di Ezio Mauro su “Repubblica”

10 03 2008

Responsabilità Quei rifiuti che restano per strada a Napoli dopo due mesi, in una nuova eccezionale normalità italiana, sono adesso diventati un caso penale e giudiziario, com’è giusto che sia, con il rinvio a giudizio per il governatore Bassolino e per altri 27 imputati – tra cui i vertici della società Impregilo – per frode, truffa aggravata ai danni dello Stato, falso e abuso d’ufficio. Vedremo dunque, a maggio, il processo alla spazzatura,

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