Bassolino: l’editoriale di Ezio Mauro su “Repubblica”

10 03 2008

Responsabilità Quei rifiuti che restano per strada a Napoli dopo due mesi, in una nuova eccezionale normalità italiana, sono adesso diventati un caso penale e giudiziario, com’è giusto che sia, con il rinvio a giudizio per il governatore Bassolino e per altri 27 imputati – tra cui i vertici della società Impregilo – per frode, truffa aggravata ai danni dello Stato, falso e abuso d’ufficio. Vedremo dunque, a maggio, il processo alla spazzatura,

e lo vedremo sugli schermi televisivi di tutto il mondo, come immagine simbolo dell’ultimo gradino che l’Italia sta scendendo verso il suo declino.Lo specifico napoletano in questa vicenda è evidente: è fatto di ritardi e complicità, di pressioni e minacce camorriste, di ribellismi popolari e connivenze politiche (di tutta la politica), di lucro sul peggio, con l’emergenza trasformata in pubblica assistenza. Un dividendo popolare dello sfascio. Addirittura un inedito welfare della disperazione. Ma è inutile pensare che sia Napoli il perimetro esclusivo di questa crisi, in una sorta di razzismo politico che assolve lo Stato. Se nel mondo è sotto accusa l’immagine d’Italia, bruciata dentro quei cassonetti, è un’intera classe dirigente nazionale che deve sentirsi alla sbarra. L’emergenza rifiuti in Campania dura da troppi anni, ha attraversato giunte e governi di ogni colore, ha contato sul tirare a campare di tutti, sulla sottovalutazione di ognuno, fino a scoprire alla fine che la saturazione cieca delle discariche non consente nemmeno più di nascondere i rifiuti come si è fatto fino a ieri, e oltre al buco nient’altro è stato progettato. Ma quando l’immondizia occupa strade e piazze per due mesi, corrompendo una grande capitale europea, allora è il sistema che fa bancarotta, è il Paese sotto scacco, non un comune o una regione.In questo senso l’emergenza rifiuti è un attacco al cuore dello Stato, perché mette a nudo la sua impotenza. Sommersa dall’immondizia è la Piazza d’Italia. E dunque, mentre diventa un caso penale, lo choc dei rifiuti non può non diventare un caso politico. Se la vicenda ha questa portata, qualcuno – più simbolicamente esposto – deve assumersene il peso e il carico davanti alla pubblica opinione, anche al di là delle sue colpe specifiche, per far capire ai cittadini che la politica è anche responsabilità e sa pagare i suoi prezzi. Sono le ragioni per cui Antonio Bassolino deve dimettersi. (Ezio Mauro)…nessun dubbio che Bassolino, a questo punto, farebbe cosa “buona e giusta” a dimettersi. Però, al fine di evitare tentazioni cerchiobottiste, bene avrebbe fatto Ezio Mauro a ricordare che in 14 anni a Napoli di monnezza si sono occupati personaggi di sinistra e di destra, ma a dirlo non genericamente, ma facendo nomi e cognomi (fra cui Rastrelli, che ha firmato il demenziale, inapplicabile contratto con la Impregilo, e Bertolaso, il “Nembo Kid” della destra che era arrivato dicendo: “…risolverò il problema in un mese…”). Giusto per dare a Cesare quel che è di Cesare.

Tafanus

http://banane-e-mazzette.blogspot.com/2008/03/bassolino-leditoriale-di-ezio-mauro-su.html


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2 responses

26 03 2008
Marcieqi

thanks much, bro

5 04 2008
Ianthws

thank you, bro

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