Fini non sapeva? E quando mai ha saputo o ha capito qualcosa?

11 03 2008

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http://www.hereticus.eu

Il Cavaliere prova a chiudere il caso Ciarrapico e spiega l’utilità della sua candidatura
Ma resta la polemica con l’alleato An. La precisazione di via della Scrofa
Berlusconi: servono i suoi giornali
An polemizza: “Fini non sapeva”
A Fiamma Nirenstein il Cavaliere ha promesso una tuta d’amianto per ripararla dal calore dei forni crematoi.

“Ognuno ha scelto i propri candidati, scelta non condivisa e saputa solo a cose fatte”
Veltroni: “La motivazione della candidatura peggio della stessa. Idea politica inaccettabile”

(da repubblica.it)

Aldo Fabrizi (a sinistra) e Giuseppe Ciarrapico. Per Berlusconi l’imprenditore “sprizza la stessa simpatia di Fabrizi”
ROMA – Lo “scandalo” e “l’incoerenza” si risolvono, al modo di Berlusconi, in tre parole: “Ciarrapico ci serve”. Servono i suoi “piccoli ma radicati quotidiani” soprattutto nel sud del Lazio. Serve il suo trasversalismo, dall’acqua minerale alle cliniche passando per società di catering e editoria. Serve, soprattutto, “il suo cuore nero” che sa parlare a quella parte del Lazio che potrebbe votare Storace e che invece dovrebbe votare Pdl. E poi, per dirla tutta, il Ciarra “è uno simpatico come Aldo Fabrizi”.

Silvio Berlusconi prova a chiudere il caso Ciarrapico e il suo elogio del fascismo a Repubblica e a mettere da parte l’imbarazzo di An e di altri suoi candidati, la giornalista Fiamma Nirenstein in testa (“Non posso essere compatibile con uno che non rinnega il fascismo”). L’imprenditore è candidato al Senato in Lazio e lì rimane salvo vizi formali nel deposito delle liste che nessuno però finora ha sollevato.

Ma An non ci sta a far la parte di quella che un giorno dice una cosa e quella dopo un’altra. Non ci sta a essere sbugiardata dal candidato premier che oggi dice “Fini sapeva della candidatura di Ciarrapico” mentre ieri il leader di An aveva detto di non essere stato informato. In via della Scrofa, quartiere generale di Fini, la dichiarazione di Berlusconi sortisce lo stesso effetto di quando la pezza è peggiore del buco: un pasticcio. A cui An è costretta a replicare correggendo ancora una vota, in poche ore, il tiro del Cavaliere: “Non è corretto dire che sapevano”, queste parole sono come minimo “improprie”.

Se può sembrare esagerato definire scontro quello in corso tra Berlusconi e Fini, di certo è un pesante e imbarazzato chiarimento. La smentita del candidato premier è affidata a un comunicato di Ignazio La Russa, capogruppo alla Camera del partito di Fini e responsabile per conto di via della Scrofa al tavolo della candidature. “Ho saputo sabato mattina a Milano, prima della manifestazione del Pdl, della candidatura di Ciarrapico. Ne ho parlato subito con Fini – spiega La Russa – e ho espresso a Berlusconi le nostre forti perplessità”. Ciarrapico ha attaccato Fini e An spesso e volentieri, anzi appena ha potuto ma la regola al tavolo delle candidature è stata che Fi e An hanno presentato i prprpi candidati e, si spiega in via della Scrofa, “nessuno ha meso bocca in quella dell’altro”. “Dire che eravamo d’accordo – precisa La Russa – è improprio mentre è vero che alla fine, al momento della decisione finale, abbiamo mostrato al leader della coalizione le nostre perplessità e abbiamo preso atto della sua decisione”. Quindi Ciarrapico è una scelta di Berlusconi, non certo di Fini, a cui An si è adeguata.

In via dell’Umiltà, sede operativo-logistica del Partito della Libertà, si tende comunque a considerare chiuso il caso. “Giovedì – si spiega – Ciarrapico sarà con altri candidati alla manifestazione che è stata organizzata nella sede della Confindustria all’Eur per la loro presentazione”.

Ma le parole con cui Berlusconi motiva la candidatura del “Ciarra” non possono non rimbalzare su Veltroni impegnato nel nord-est nel suo Giro per l’Italia. “La motivazione della candidatura è quasi peggiore della candidatura stessa” stigmatizza il segretario del Pd. Candidarlo perchè “è un editore” e per “non avere contro i suoi giornali” è “un’idea della politica che non condivido e non accetto. E penso che anche gli italiani si siano stancati di queste furbate”.
Pubblicato da giordanobruno a 17.31 0 commenti Link a questo post
Meno male, e’ bastata la frase magica berlusconiana : “sono stato frainteso”

E Ciarrapico recupera il suo posto nella lista del PdL.

Pfuiiii!!!

Ora si che anche l’ebrea nelle file fasciste del PdL puo’ tirare un sospiro di sollievo.

Addirittura la famiglia Ciarrapico durante i rastrellamenti delle leggi razziali aiutava le povere famiglie ebree (no, i froci, gli zingari e tutti gli altri no eh… mica scemi, solo gli ebrei erano ricchi…) , mica cazzi; si, li aiutava a salire sui vagoni per Auschwitz e Birchenau e forniva loro tutti i comfort e i necessaires per il viaggio: orinatoi bisex per adulti e per bambini, spazzoloni per i cessi, urne dove raccogliere le ceneri dei propri cari (macche’ estinti, bruciati proprio, fino all’osso).

Insomma una famiglia di Filantropi che oggi questi quattro comunisti di Repubblica vorrebbero spacciare per Licantropi.

E Bossi? Bossi che ne pensa?
E’ bastata una telefonata del Silvio, per ricordargli che il Ciarra e’ un amico di cui c’e’ da fidarsi e che si fa garante lui in persona, il Silvio; e allora ha detto… “ah beh, se lo dici tu… ma digli di investire i suoi soldi qua’ da noi al nord che lo accoglieremo a braccia aperte…”

Fini invece dopo alcuni guaiti iniziali ha replicato: “meno male che ha smentito…”

E Così, pace fatta… prosegue la marcia trionfale del PdL: tutti insieme appassionatamente: ebrei e palestinesi, nazisti ed ebrei, post-fascisti e post-comunisti, ex-fascisti ed ex-comunisti, ex-democristiani ed ex-socialisti, democristiani-doc e craxiani-doc, guardie e ladri, giudici e imputati, mafiosi e vittime della mafia…
una miscela che in qualunque altra nazione al mondo sarebbe ESPLOSIVA anche a riposo; da noi invece grazie alle proprieta’ inibitorio-catalitiche del DioDenaro pare che per il momento abbia raggiunto una solida stabilita’ .

Giuseppe Ciarrapico

Ci voleva Giuseppe Ciarrapico, il «Ciarra» come lo conoscono i più, con i suoi toni da imprenditore ciociaro poco avvezzo a usare il fioretto quando parla, a scuoterla violentemente. E a far sobbalzare i leader politici di tutto l’arco parlamentare. In un’intervista a «Repubblica» Ciarrapico si è lasciato trasportare dall’entusiasmo per essere riuscito finalmente a coronare il sogno di approdare in Parlamento, grazie alla candidatura che gli ha offerto Berlusconi, e ha risposto candidamente, e assai ingenuamente, che «il fascismo mi ha dato sofferenze e gioie. Mai rinnegato, mai confuso, mai intorpidita la mente da pensieri sconclusionati e antistorici». L’ultimo riferimento era ovviamente all’«abiura» di Fini. Verso il leader di An l’imprenditore che fu nel cuore di Giulio Andreotti e che oggi è sotto inchiesta per alcuni finanziamenti ricevuti, non ha infatti mai nutrito simpatia. Ma è la dichiarazione sul fascismo a scuotere tutto il mondo politico, a mandare in fibrillazione lo stesso Pdl.
Il mondo ebraico fa fuoco e fiamme, partono le telefonate verso palazzo Grazioli, Fiamma Nirenstein (candidata anche lei nel Popolo della Libertà) annuncia che non può stare nelle stessa lista con un personaggio del genere — «non sono compatibile con chi rivendica il fascismo, io sono antifascista — Fini replica con un gelido «Se è davvero fascista si ritiri». E tutta Alleanza nazionale si dissocia dalla candidatura voluta dal Cavaliere. Umberto Bossi, non certo un esempio di diplomazia politica, chiede addirittura che si ritiri: «È opportuno che Ciarrapico faccia un passo indietro se non vuole danneggiare la coalizione». Insomma la candidatura voluta, forse un po’ incautamente, da Berlusconi in persona, per qualche ora ha rischiato di far esplodere un «pasticciaccio» dentro il Pdl.
Alla fine, dopo una girandola di telefonate, è stato lo stesso Ciarrapico a rimediare, spiegando che «il testo dell’intervista pubblicata oggi sul quotidiano La Repubblica non corrisponde al mio pensiero». Ma prima di deporre le armi il «Ciarra» ha tirato fuori l’orgoglio per replicare a Umberto Bossi: «Mi chiede di ritirarmi? È una sua idea personale, che non trova motivi validi perché io l’accolga».
Poi arriva la precisazione sul suo «vero» pensiero su fascismo, annessi e connessi. «Sono un cittadino fedele della Repubblica italiana e quindi della democrazia che la regola — spiega — spero solo che le riforme istituzionali richieste dal precedente governo Berlusconi, e bocciate dallo strumentale referendum dell’epoca di Prodi, la migliorino. Per quanto riguarda il passato, come giustamente ha detto Gianfranco Fini, è qualcosa che attiene alla memoria storica». «Il fascismo — prosegue — appartiene al nostro passato e il giudizio su questo periodo drammatico della nostra storia è bene che sia lasciato agli storici. Per quanto mi riguarda, non ho mai nascosto la mia giovanile adesione ad esso, al pari di tanti illustri italiani, ma al tempo stesso ho sempre espresso la mia netta riprovazione e condanna, qualunque sia stata, per la perdita della democrazia e ancora di più per le discriminazioni razziali». Anzi Ciarrapico ha raccontato di aver anche aiutato una famiglia ebrea durante la guerra: «Io e la mia famiglia ci siamo sempre onorati di aver assistito nella latitanza nel 1944 una delle più importanti famiglie israelite in Roma».
Berlusconi tira un sospiro di sollievo, il Pdl anche. E il «Ciarra» si tiene il suo posto in lista al Senato nel Lazio.


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