LA FEBBRE

5 06 2008

http://www.cloroalclero.com/?p=236 DI H.S.

Da che io ricordi – non poco tempo , ma neanche remoto – , la violenza è sempre stato un terreno piuttosto privilegiato di discussione , un argomento dalle mille sfaccettature su cui confrontarsi.
Siamo andati via via discorrendo di guerre e violazioni dei diritti umani , delle varie forme di violenza mafiosa , delle violenze degli “estremismi politici” o delle violenze pseudopolitiche , della criminalità comune della delinquenza e della microcriminalità , delle violenze poliziesche , delle violenze ribellistiche delle violenze e dei delitti della cronaca nera su cui si soffermano morbosamente i mass media e l’informazione , delle violenze degli “extracomunitari” , delle piccole forme di violenza urbana , delle violenze sessuali e di quelle deprecabili sui minori , della semplice violenza verbale e del turpiloquio , delle violenze delle baby gang , delle violenze da stadio , delle violenze teppistiche , delle violenze delle bande , della violenza giovanile o del bullismo , della violenza sportiva , dell’ultraviolenza contenuta in certi generi di musica , film , fumetti o videogiochi , ecc…

Abbiamo cercato di individuare le cause della violenza che , di volta in volta , a seconda del proprio modello culturale di riferimento , abbiamo indicato o nell’ingiustizia o degrado sociale , nella crisi sociale o nella disgregazione morale. Singolarmente presa , ogni causa si è sempre rivelata insufficiente ; spesso nelle forme di violenza è insita una tale carica di irrazionalità ed energia selvaggia che si rimane allibiti… Allora non continuiamo a fare altro che porci la stessa domanda : perché ?

Il consueto paradigma illuminista che descrive l’uomo come un essere dotato di ragione è chiaramente disarmato ed insufficiente… Gli abissi dell’uomo sono tali e tanti che mai riusciremo a comprendere appieno la sua natura e questo significa che non siamo in grado di capire fino in fondo noi stessi… Forse la spiegazione è tautologica : l’uomo è quello che è… Dovremmo ricorrere agli abusati concetti di Freud , padre della psicanalisi , che coniò le espressioni greche di Eros e Thanatos. D’altronde Freud stesso , che trascorse un’intera vita a sondare la propria psiche , è stato fra coloro che , indirettamente , hanno messo in discussione il dominante paradigma illuminista.
Thanatos , quindi… Thanatos come distruzione o l’insieme delle intime forze che concorrono a distruggere o ad autodistruggersi… Per quel che mi riguarda preferisco adoperare il termine Febbre… Febbre , perché l’uomo reca in sé la sua malattia… Febbre , perché in lui cresce un germe che , a determinate condizioni , rende manifesta la malattia. La Febbre è , per me , la distruzione intesa nel suo senso più ampio : quel groviglio di sentimenti fondamentalmente negativi come la rabbia , la paura , il rancore , l’insicurezza , l’intolleranza , l’odio , ecc… che sfociano in comportamenti aggressivi e violenti in senso fisico , psicologico e verbale. E’ come un imponente corso d’acqua di cui non possiamo misurare la capacità , solo erigere dighe che , nelle nostre aspettative , possono arginare questo potente flusso… Vi sono poi i soggetti sadici o che ricavano soddisfazione dalla violenza per il proprio interesse o piacere o per l’ebbrezza di partecipare ad un gioco emozionante… Non ponendosi il problema senza alcuna cognizione di causa , costoro sono già fuori da un contesto civile. Ma quale può essere la diga di tal fatta ? Quale può essere , se preferite , il vaccino che ci può relativamente dal morbo che ci portiamo dietro dalla nostra origine animale , dalla nostra ancestrale memoria… E’ chiaro che una società deve affidarsi ad una serie di soluzioni , un’ampia gamma di opzioni di vario genere : pedagogiche , sociali , economiche , morali , ecc… Non si può cancellare la violenza… Si può contenerla e confinarla in luoghi accettabili , mentre vi sono forme che sono sicuramente inaccettabili come l’omicidio , le aggressioni e i pestaggi gratuiti , gli stupri o la pedofilia. Siamo pronti – o almeno molti di noi sono pronti – a giustificare o , almeno , a perdonare le trasgressioni delle leggi fatte in assoluto stato di necessità come la fame o lo stato di indigenza , ma , con altrettanta forza , non possiamo essere disposti a passare sopra ad episodi di violenza bestiale anche se nascono da contesti sociali degradati.
Insomma l’argomento si presta a complesse riflessioni , tanto più urgenti considerati i tempi difficili che la nostra vecchia Italia sta attraversando. Vediamoli…

Jacqueries contro l’apertura di discariche , assalti e devastazioni di campi rom , ronde , pistolettate contro i rapinatori in negozi e ville , la polizia che manganella , omicidi di clochard , giovani contro giovani in risse fra fazioni di opposta tendenza politica , piccole guerre di quartiere , ultras del tifo che si affrontano o che si alleano per colpire i poliziotti , scontri fra bande , ragazzi che aggrediscono altri ragazzi per l’abbigliamento che portano , bullismo e “bravate” di ragazzini nei confronti dei più deboli , ecc…
Senza voler per forza stabilire stretti nessi fra tutti questi fatti , è , tuttavia , indubitabile che , anno dopo anno , la temperatura della Febbre si stia alzando inesorabilmente ed ineluttabilmente. Riuscirà la diga a reggere i colpi che le sono state portate da più parti ? Tracimeranno , alfine , su tutto il nostro essere questi potenti ed irrazionali flutti ? Quattro sono le ridondanti e turbinose folate di vento che hanno piegato quella che credevamo un robusta quercia :

1) Il cosiddetto “Scontro di Civiltà” e l’”11 settembre 2001” : non intendo affrontare nel dettaglio e nel particolare il castello di omissioni e menzogne che sono state orchestrate intorno all’11/09 e al crollo delle Torri. Dovrebbe essere sotto gli occhi di tutti che Washington , retta da un’amministrazione che ha non ha fatto altro che aumentare esponenzialmente le spese militari , ha costruito un bel castello di manipolazioni e falsità per giustificare la propria volontà egemonica. Quel che più grave è , invece , che è stata fatta passare l’idea del cosiddetto “Scontro di Civiltà” , l’idea che l’Occidente e i suoi baluardi sono costantemente minacciati da nemici terribili , barbari , quasi marziani estranei a qualsiasi sentimento di umanità… Il manicheo conflitto fra Bene e Male , insomma… Oggi è l’Islam , domani chissà… In fondo , se sono state aggredite Washington e New York , come possiamo pensare si essere al sicuro se non attaccando a nostra volta e altrettanto violentemente ? Si diffonde , così , quasi un senso comune secondo il quale il nostro mondo si divide fra amici e nemici (della sola Civiltà) ed in guerra tutto è lecito… Abu Ghraib o Guantanamo come le torture , per molti , diventano delle necessità. Possiamo , quindi , ben dire che dopo l’11 settembre , il mondo non è stato più lo stesso e non è certo cambiato in meglio : siamo diventati tutti più intolleranti e certo più rabbiosi… Bisognerebbe rileggere oggi , a distanza di tempo , gli articoli della Fallaci sul Corriere della Sera e i suoi libri editi da Rizzoli per misurare tutto il veleno che è stato versato per la gioia delle pulsioni neoconservatrici o leghiste… Il linguaggio della Fallaci era condito di pesanti improperi , insulti e turpiloquio che costituivano e – se letti oggi – costituiscono ancora un invito all’aggressione non solo verbale dei soggetti “indesiderati”. In questo caso gli arabi preferibilmente musulmani identificati come i responsabili collettivi della azioni terroristiche dell’11/09. Non è possibile stabilire fino a dove e fino a quando , nelle sue concezioni teoriche (Huntington) e nella sua volgarizzazione di senso comune , si spingerà il “pensiero dello Scontro di Civiltà” , ma , sicuramente , la sua continuerà ad essere un’ onda lunga lunga… Anche se , ormai , si discorre poco di quel che successe sette anni fa , nel nostro incoscio quelle immagini sono ancora ben presenti…

2) La contraddizione fra crisi economica e la cultura consumista : per come la concepisco , la crisi economica che stiamo attraversando dagli inizi del nuovo millennio , non è solo quella della crescita generale del reddito e della produzione. A lungo il neocapitalismo si è affidato a quel dogma della crescita infinita e indefinita per cui l’uomo (occidentale) non può che continuare a consumare , in dosi sempre maggiori e massicce , le merci che gli vengono propinate… La crisi è innanzitutto lo stallo dei salari e la diminuzione del potere d’acquisto : come si fa , infatti , ad acquistare prodotti sempre nuovi ed innovativi , se il reddito di ognuno – intendo ogni non abbiente – cala esponenzialmente ? In questo senso ha ragione Latouche : bisognerebbe rivedere quel dogma della crescita infinita che ci portiamo dentro…
Bisognerebbe prendere in seria considerazione l’ipotesi della “decrescita”… Oltretutto ben sappiamo ormai come lo sviluppo senza freni sta comportando un generale peggioramento del clima e della qualità di vita. Aver tanto , quindi , non significa stare bene. Il neocapitalismo , però , ci ha educato e continua ad educarci in maniera diversa : non siamo più un popolo di risparmiatori , ma , in molti strati della popolazione , di consumatori “spendaccioni”… Non mi riferisco alle sicure difficoltà che , calando gli stipendi , si devono affrontare per sopravvivere giorno per giorno. Sono sotto gli occhi di tutti ! Eppure , molti fra noi italiani , non rinunciano ad affrontare spese per andare in automobile o nell’utilizzo del cellulare , a versare cifre considerevoli per i beni voluttuari. Pensare che un tempo eravamo un gran popolo risparmiatore e i nostri padri e nonni affrontavano sacrifici per farci studiare ed assicurarci un futuro migliore ! Così non sono poche le famiglie che si indebitano anche per sostenere spese insostenibili ed inutili ; magari per una vacanza all’estero !
E’ evidente , comunque , che calando stipendi e salari , è sempre più difficile mantenere un certo tenore di vita e la contraddizione sempre più forte fra la crisi e la nostra mentalità consumista non fa che accentuare la frustrazione generale : perché , se attraverso mass media e pubblicità , sono indotto a consumare , poi non ho i mezzi per spendere adeguatamente ?
Così la frustrazione dell’italiano medio ma anche meno abbiente si riversa contro i soggetti più deboli della società come gli extracomunitari o i mendicanti perché , a seconda dei casi , vengono considerati o parassiti che vivono alle spalle di una società economicamente in crisi ; o gente che ruba il lavoro agli “indigeni” (in realtà molti italiani non sarebbero mai disposti a fare quei lavori o a lavorare a quelle condizioni salariali o di sicurezza imposte dai loro datori di lavoro). Quello che , in condizioni migliori o , comunque , di maggior crescita , veniva tollerato maggiormente , oggi ha di fronte a sé il rifiuto di larghi strati della popolazione… E alla frustrazione si aggiunge la paura… Paura di essere socialmente degradati ; quel terrore che attanaglia i ceti medi in ogni periodo di crisi. E’ il terrore nei confronti di quel che si potrebbe diventare. Così si moltiplicano le piccole guerre fra non abbienti e poveri e fra i poveri e gli indigenti…

3) L’informazione “trash” : non c’è dubbio , le nostre conoscenze sul mondo sono necessariamente limitate… Conosciamo innanzitutto la realtà sotto i nostri occhi per cui veniamo colpiti , inevitabilmente e , in fondo , giustamente , dai problemi del nostro caseggiato , del nostro quartiere , ecc… Problemi che non sono sempre e necessariamente la piccola delinquenza , lo spaccio , la prostituzione , ecc… La nostra sensibilità si rivolge , poi , a quei problemi che , magari , apprendiamo dai libri , saggi , ecc… Non c’è però alcun dubbio che la maggior parte di noi si informa attraverso i grandi mass media. Televisione , giornali , rotocalchi , anche Internet per certi aspetti… Il problema – e lo affermo in tutta sincerità – è che gran parte dell’informazione odierna è pura spazzatura , “trash”. Le notizie veramente importanti vengono accantonate a favore di una diseducativa logica del profitto che tratta il fruitore come un poveretto pronto ad ingurgitarsi qualsiasi schifezza. La questione è che , appunto , molti fra noi conoscono attraverso i giornali e gli altri mass media e , in aggiunta , prendono per oro colato tutto quello che sta scritto.
Se guardiamo poi alle notizie che vengono somministrate , il panorama italiano è desolante (ma all’estero è poi così roseo ?) : si presta orecchio ad ogni singola affermazione , anche frivolezze e stupidaggini dei nostri politici , probabilmente per compiacerli considerato il finanziamento pubblico destinato alla stampa. Vi è poi tutta quella mole di “cronaca rosa” da rotocalco dedicata all’Italia “vippara” fatta di divi dei reality , veline , presentatori televisivi , cantanti , attori , calciatori , altri sportivi , ecc… Una stampa e una televisione che invita a desiderare e ad ammirare la vita spensierata ed opulenta di questi personaggi , quel tenore di vita a cui mai si potrà accedere.
Il resto è rincorsa ossessiva sul tasto della cronaca nera e dei fatti di microcriminalità o delinquenza spicciola. Titoloni dedicati spesso a fatti che dovrebbero rimanere confinati in ambito privato.
Da un lato , sempre con i due occhi attenti al mercato , si fa leva sui sentimenti e sullo stomaco degli spettatori e dei lettori , trattando i “grandi gialli” della cronaca nera come Cogne , Novi , Garlasco , Perugia , ecc… come fiction , soap o polizieschi televisivi fino a dare l’impressione di assistere ad uno spettacolo divertente ed eccitante. Chi non ricorda la fila per assistere al processo per il delitto di Cogne ? E non sussiste un minimo di responsabilità in ciò , nella conduzione delle trasmissioni televisive , per fare qualche nome , di Vespa , Cucuzza e la Sciarelli ?
Come se la realtà diventasse essa stessa virtuale… Tralasciamo poi il soffermarsi sui particolari macabri , mostruosi e truculenti per sollecitare gli istinti morbosi dei fruitori… Sesso , droga , violenza e rock ‘n roll a misura di “informazione” , insomma…
Quel che , invece , mi preme sottolineare è il ruolo dei mass media come cassa di risonanza degli allarmi più disparati con il risultato di instillare nel lettore o nello spettatore la paura , la rabbia impotente e l’insicurezza. Pensiamo solo all’attenzione dedicata a vere o presunte manifestazioni di terrorismo… Pensiamo anche a fenomeni scuramente preoccupanti come la diffusione delle sette sataniche o della pedofilia, ma che , probabilmente , non meritavano gli spazi a loro dedicati…
Significativo , invece , che giornali e telegiornali approntino titoloni per quegli episodi che vengono fatti ricondurre all’annosa questione della sicurezza : le rapine nelle ville e nei negozi , gli stupri , la “criminalità” di quartiere , ecc… Non si tratta di rinunciare all’informazione , quanto di dare giusto peso e misura alle cose e questo giusto peso , quasi mai collima con la politica delle redazioni e con le logiche di mercato. Forse una rapina nell’abitazione di un imprenditore colpisce maggiormente l’immaginazione comune di qualche morto per carenze nei sistemi di sicurezza sul luogo di lavoro. Il tono allarmistico , in ogni caso , dà la sensazione di essere preda di esseri feroci che minacciano le città… Nuovi mostri ,vampiri o marziani… Lo spettatore assorbe e , dopo la visione di un telegiornale , non può che chiudersi in una paura paralizzante o avere reazioni aggressive e rabbiose. Verrebbe da chiedersi , invece : ma è tutto qui il mondo ? E ‘ veramente tutto qui , per quanto grande esso sia ? Naturalmente dai giornali ci si può difendere con adeguati strumenti culturali…

4) “Tolleranza zero” : manco a dirlo , il termine è stato coniato negli States , in particolare a New York ove all’ex sindaco Rudolph Giuliani è stato quasi unanimemente riconosciuto il merito di aver debellato la criminalità della metropoli. “Zero tolerance” non è altro che la traduzione “scientifica” della “law and order” , la politica della “legge ed ordine”. L’attenzione viene puntata sulla microcriminalità da strada , sulla piccola delinquenza , sulla violenza urbana , considerate la questione precipua da sciogliere in un contesto cittadino e metropolitano. Le autorità si trasformano in una sorta di operatori ecologici dei “rifiuti umani” e anche i tanto celebrati successi del sindaco Giuliani sono stati messi in discussione. Perché ? Recenti studi sociologici hanno dimostrato come la politica della “zero tolerance” si fondi su una sostanziale criminalizzazione della povertà , dell’indigenza e della diversità. Nel corso degli ultimi trent’anni le disuguaglianze sociali ed economiche fra i vari strati della popolazione americana si sono enormemente gonfiati , soprattutto a partire dalle amministrazioni repubblicane di Reagan : mentre la crescita economica si è ridimensionata rispetto al passato , stipendi ed emolumenti dei grandi manager sono cresciuti esponenzialmente. A ciò si è accompagnato un progressivo aumento della popolazione carceraria chè , ormai , nessuno può essere paragonato agli States… La discriminazione economica molto forte va a braccetto con quella razziale ed etnica : la percentuale di condannati , anche alla pena capitale , fra cittadini o (non) cittadini di colore o ispanici è di molto superiore a quella di popolazione bianca. Naturalmente i cultori della “zero tolerance” , spesso neoconservatori , trascurano la prospettiva di questo dato : non esisterebbero classi , ceti sociali e non sussisterebbe il “fattore razza”. La società sarebbe composta solo da “individui” che differirebbero per semplice qualità “morale”. Inde neri ed ispanici avrebbero una mentalità più degradata dei bianchi… Non può , invece , non saltare all’occhio come vi sia una disparità di trattamento nelle aule di tribunale , a parità di reato. Non si può non tener conto di come le polizie americane si accaniscono contro le minoranze… Siamo all’order senza law… Orbene questo è il modello che si sta imponendo nel mondo…
E l’Italia ? “Zero tolerance” è il modello di ordine pubblico non dichiarato , ma evocato dalle dichiarazioni soprattutto dei politici di centrodestra che , nelle ultime elezioni , hanno fatto della sicurezza – confondendola maliziosamente e volutamente con i temi dell’immigrazione – la loro bandiera. E’ proprio su questo tasto che la Lega ha ottenuto ampi consensi e , peraltro , il modello di “sicurezza metropolitano” ben si adatta alle esigenze leghiste. Chi non si ricorda che , fra i primi atti del sindaco milanese Moratti , vi è stata una visita proprio a New York per studiarne i sistemi di “lotta alla criminalità”.
Sul tasto della sicurezza ha , poi , battuto ossessivamente il neo sindaco postfascista di Roma Alemanno che è stato premiato grazie anche all’aver cavalcato l’onda dell’emergenza stupri (naturalmente ad opera di rumeni…) cha ha usato per accusare l’amministrazione di centrosinistra quasi di incoraggiare la delinquenza e il degrado delle periferie. D’altronde il centrosinistra ha , sia pure più blandamente , rincorso il centrodestra sul tema della sicurezza più o meno urbana con l’argomentazione che “il tema della sicurezza non è né di destra , né di sinistra…”. Era , però evidente , che , tenuto conto dei toni accesi , il centrodestra sarebbe stato premiato nella contesa… Si sarebbe trattato non di rincorrere il centrodestra , ma di rasserenare o tentare di rasserenare gli animi snocciolando cifre , dati , ecc… Il problema “sicurezza” o della delinquenza urbana non sembra , in realtà mutare negli anni , quindi i toni allarmistici , sempre strumentali , dovrebbero essere fuori questione. A dire il vero non sono stati tanto i Prodi o i Veltroni ad insistere sul tema , ma i sindaci di centrosinistra che , probabilmente ansiosi di assumere maggiori poteri , si sono lasciati trasportare da pulsioni “leghiste”. Come , allora , non comprendere il successo della Lega ? Ma “”zero tolerance” non è solo “politica , ma anche senso comune… sempre più comune…
Si diffonde sempre più una rabbia , un disprezzo , un odio nei confronti di individui che vengono etichettati per la razza o la fede religiosa , le preferenze sessuali , presunte “posizioni politiche” e perfino il modo di abbigliarsi , vestirsi o presentarsi… L’aspetto fisico diventa un indicatore del livello “delinquenziale” , ma più che di delinquenti dovremmo parlare di “indesiderabili”… Rom , rumeni , musulmani , omosessuali , mendicanti , giovani emarginati o “deviati” , perfino persone con handicap. Le avvisaglie erano visibili a Bolzaneto , durante il G8 , quando alcuni poliziotti si sono accaniti su ragazzi con il piercing. Se queste pulsioni diffuse fra esponenti delle forze dell’ordine sono preoccupanti , la loro presenza fra la cittadinanza comune dovrebbe far suonare un campanello , perché ciò investe le normali relazioni quotidiane… Siamo già forse divisi fra cittadini normali e “non cittadini”. Episodi di “giustizia fai da te” e presunte legittime difese , di costituzione di ronde o di bande di quartiere più o meno improvvisate sono altrettanto indicativi di un clima… Di come , in parecchi strati di cittadinanza , la “tolleranza zero” sia senso comune. Nell’immediato ciò potrebbe attizzare le guerre di periferia fra bande… Comunque chi sembra beneficiare maggiormente della diffusione di questo “senso comune” sono proprio la Lega e le destre radicali , fazioni sempre pronte ad affibbiare etichette come minimo discriminatorie. Bisognerebbe verificare quante di queste ronde hanno una coloritura “politica”… Per inciso la “tolleranza zero” verso chi è diverso dai canoni sociali stabiliti da chissà chi , è puro razzismo , xenofobia e razzismo.

La Febbre si alza dunque… La Febbre che si veste di espressioni verbali sprezzanti e turpiloquio per poi tradursi in atteggiamenti aggressivi… La Febbre che ci fa litigare violentemente con il vicino per futilità… La Febbre che ci fa vedere nemici e pericoli dappertutto e ci convince che solo le maniere forti sono efficaci… La Febbre che riempie sempre di più gli stadi e , soprattutto , le periferie… La Febbre del branco… La Febbre dei giovani che si autodistruggono sulle strade o che si rendono responsabili di atti di violenza insensati come le stragi nelle scuole americane… La Febbre degli adulti che non è meno pericolosa… La Febbre della “giustizia fai da te”… La Febbre dell’intolleranza…
Già una società che si regge su presunti valori o (dis)valori neocapitalisti , individualisti , edonisti e consumisti che galleggiano nel mare della nostra società fra l’ossessione della competizione – per cui nella vita bisogna vincere anche con ogni mezzo necessario e se perdi non sei nessuno , solo un fallito – e l’insinuazione costante del desiderio e del bisogno – che si rivela , per ovvi motivi , spesso irrealizzabile e crea frustrazione – non può non stimolare fattori disgreganti che allontanano l’individuo dall’individuo… I fattori suindicati , poi , mettono in serio pericolo quella diga che fa da argine alle peggiori tendenze , quelle che , sì mettono in discussione quel che veramente si dovrebbe percepire come “civiltà… Occorrerebbe aggiungere nuova calce con il ricorso di inediti elementi sociali , economici e culturali…

Ma la Febbre sale…

Siamo forse in bilico fra un nuovo autoritarismo o la guerra fra tribù e bande , la hobbesiana guerra di tutti contro tutti ?

Concludo , scusandomi se il tono è stato eccessivamente preoccupato ed aggiungendo che non ho risposte da dare…

Forse il tempo sarà galantuomo e noi dobbiamo solo aspettare…

Saluti

http://www.cloroalclero.com/?p=236


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