Fateli tacere una volta per tutte!

17 07 2008

http://www.ldenews.info

Libertà di parola? Una utopia nell’era dell’informazione globale
Dalla Russia alla Spagna, dalla Cina all’Iran, passando per la “pecoreccia” Italia, bloggers arrestati, condannati, messi a tacere.

Se n’era scritto non molto tempo fa per alcuni casi accaduti nel mondo, il più grave – e conosciuto – dei quali la tremenda repressione del regime birmano nei confronti dei monaci buddisti e dei bloggers che cercavano in tutti i modi di far filtrare notizie ed informazioni all’estero; si era riaperto il dibattito recentemente con il caso dello storico Carlo Ruta, condannato per il reato di “stampa clandestina”. Ma nell’ultima settimana l’argomento torna prepotentemente alla ribalta: i bloggers sono testimoni scomodi, il blog un potente mezzo di comunicazione globale.
Internet è pericolosa, bisogna mettere a tacere queste voci libere una volta per tutte.

La cosa che maggiormente preoccupa è che la tendenza rimane la stessa, a prescindere dal sistema legislativo vigente: l’equiparazione di un blog ad una testata giornalistica ed il blogger al direttore di un giornale, responsabile dunque non solo dei suoi scritti ma anche, se non soprattutto!, dei commenti lasciati dagli altri lettori. E’ il caso di quanto accaduto in Russia ed è il caso di quanto accaduto in Spagna, dove i blogger hanno scritto degli articoli, il primo contro la polizia ed il secondo contro la SIAE spagnola, ed i lettori hanno lasciato i loro spesso feroci commenti. Risultato: il russo condannato ad un anno di carcere per “incitamento all’odio” e lo spagnolo e novemila euro di multa per diffamazione.

E meno male che Russia e Spagna sono repubbliche democratiche! … o almeno, dovrebbero esserlo. Perché in Stati totalitari, come la Cina e l’Iran, non si va certo per il sottile.
Huang Qi, noto blogger dissidente cinese già arrestato e condannato ad una pena detentiva di diversi anni, tutti scontati, è stato nuovamente arrestato: tre anni di reclusione per “essersi impossessato di segreti di Stato”. Il suo crimine? Aver dato voce alle centinaia di genitori che chiedevano giustizia per i loro figli morti sotto le macerie delle scuole pubbliche durante l’ultimo, drammatico, terremoto. Il sospetto è terribile: speculatori edilizi, con la complicità dei quadri del Partito locali, avrebbero costruito le scuole con materiale di scarto; non si spiega altrimenti perché in interi villaggi colpiti dal sisma gli unici palazzi a crollare sono state proprio le scuole.
Quale sarebbe il segreto di stato da custodire così gelosamente? L’impasto di scarsa qualità del cemento usato per le costruzioni, o l’alto tasso di corruzione dei dirigenti politici cinesi?

Prigione e multe salate. Ma si può fare di peggio: in Iran sta per essere approvata una legge che condanna i blogger rei (a prescindere?) di promuovere “la corruzione, la pornografia e l’ateismo” all’esilio o all’impiccagione, corredata di amputazione della mano destra e del piede sinistro.

Dovrebbero essere contenti allora i bloggers italiani di avere blog e forum “solo” sequestrati ed oscurati, poco importa se contenga indagini sulla mafia in Sicilia e le sue collusioni con i poteri locali, come nel caso di Carlo Ruta, accese discussioni sulla pedopornografia tra i sacerdoti, come nel caso dei forum dell’associazione ADUC, o una pseudotrascrizione di una improbabile, quanto palesemente falsa!, telefonata “pecoreccia” tra Berlusconi e Gonfalonieri.

Nel nostro (bel?) Paese indagare, discutere, sbeffeggiare parodiando pari sono: una libertà di espressione che non ci è (più) concessa.

http://www.ldenews.info/?p=174


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