Inferno Bolzaneto: la verità di Nando Dalla Chiesa

17 07 2008

1,2,3 .. viva Pinochet!
4,5,6 .. a morte gli ebrei!
7,8,9 .. il negro non commuove!

Rino Sanna mi manda due righe sulla sentenza di ieri sera. Le ricevo e le pubblico.

Il tribunale di Bolzaneto inseguendo le prove, impugna il denaro, con le labbra lubrificate di soldi il Tribunale pronuncia la fellatio della giustizia, la prescrizione bipartisan celebra la cremazione bipartisan della partecipazione e prepara l’omertà della democrazia. Tutte accolte le richieste di indennizzo delle vittime, solo 15 le condanne. assolti gli altri 30 per mancanze di prove. (salvi coloro che già sono stati promossi ad alte cariche dal precedente governo)

Due righe da Inferno Bolzaneto, di Mario Portanova, ed. Melampo:

“..P. Ester. Arrestata il 20/7 intomo alle ore 17,30 circa – immatricolata alle ore 3,20 circa del 21/7 – tradotta all’istituto penitenziario il 21/7 alle ore 6,30 circa. È in cella insieme a E. Taline e a E Diana. Lei è costretta, come E. Taline, a stare in piedi contro il muro per almeno cinque ore; alle altre invece ogni tanto viene consentito di stare sedute. Vede E. Taline quando toma dal bagno: ha gli indumenti strappati, piange e le riferisce di essere stata picchiata. Quando è il suo turno per il bagno la insultano ripetutamente con parole quali: «Troia, puttana» e le infilano la testa dentro la tazza; fanno riferimenti di tipo sessuale del tipo: «Che bel culo, ti piace il manganello». Viene riportata in cella costretta a camminare con la testa bassa; al passaggio riceve insulti, sberle, calci e sgambetti da due ali di agenti con i guanti neri, che stazionano ai lati del corridoio. Arriva una persona in borghese che preleva E. Taline e lei; le da due sberle e le fa lo sgambetto facendola cadere a terra durante il tragitto. All’intemo dell’ufficio trattazione atti rimane sola con cinque uomini; chiudono la porta e le esibiscono dei fogli da firmare, al suo diniego, due con i guanti neri la colpiscono, bloccandole le mani contro il muro; sanguina dal naso e le rompono gli occhiali da vista. Vede poi nel corridoio un ragazzo colpito ripetutamente con manganellate alla schiena e calci ai testicoli sino a farlo cadere a terra. Nel corridoio vede che un agente trattiene per un braccio L. David, che si lamenta per il dolore. Lo rivede in infermeria.
Durante la traduzione anche a lei fanno gridare «Viva il Duce»….”


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