Scuse sui preti pedofili? Il Papa è stato frainteso

28 07 2008

http://www.giornalettismo.com

di Maddalena Balacco (loska)

Sono incompatibili con il sacerdozio, ma questo non vuol dire che qualcuno debba scusarsi per i loro crimini. La piaga dei preti pedofili e l’ennesima marcia indietro di una Chiesa che proprio non ci sta a riconoscere il problema

Sui media australiani la notizia è riportata da ore. Forse perchè in Australia, in queste ore, arriverà un padre. Alla ricerca di scuse, almeno quelle, che invece pare proprio non arriveranno, nè oggi, nè domani, nè mai. Il Reverendo Federico Lombardi ha infatti dichiarato di non ricordare che il Papa si fosse detto prossimo a scusarsi per gli abusi sessuali compiuti da preti sui minori. “There is a problem understanding the meaning of apology”, un problema di comprensione sul significato delle scuse. Il Papa, secondo Lombardi, non avrebbe dichiarato l’intenzione di scusarsi per alcunchè. Evidentemente, è stato frainteso, forse dichiarare che gli abusi sono “incompatibili” con il sacerdozio, non vuol dire deprecarli o scusarsi per essi. Almeno in quanto istituzione che, in virtù del suo nome e della fiducia che la gente accorda e ha accordato a gli uomini che proprio a questa istituzione appartengono, ha permesso a dei criminali di abusare di bambini.

SCUSE? A CHI? – Un padre e una madre, dicevamo, sono in viaggio in queste ore. Sono i coniugi Foster, abitavano a Melbourne e avevano due figlie. Due ragazzine. Che ai tempi della scuola elementare furono stuprate da padre Kevin ÒDonnell, insegnante nella loro scuola. Già questo basterebbe, ma il motivo per cui i Foster hanno deciso di partire da Londra è un altro: l’arcivescovo di Sydney card. George Pell, che allora guidava la diocesi di Melbourne, è stato accusato di aver insabbiato altri casi come il suo, e loro lo accusano quindi di aver ostacolato le richieste di risarcimento della famiglia. Perciò questa famiglia distrutta chiederà di incontrare il Papa e l’arcivescovo, pretendendo da loro scuse che, peraltro, non accetteranno finchè la chiesa non darà una svolta al suo atteggiamento “nei confronti delle vittime”. Vittime, le due figlie, il cui dramma si è concluso nel peggiore dei modi: la prima, di 26 anni, si è impiccata dopo una lunga battaglia contro la tossicodipendenza, che il padre collega anche agli stupri subiti. La seconda figlia, Katherina, che beveva molto, è ora menomata dopo essere stata investita da un automobilista ubriaco nel 1999. Due vite spezzate, a cui però nessuno renderà giustizia. E che, probabilmente, nemmeno arriveranno come eco alle orecchie di un Papa troppo impegnato a festeggiare i giovani, almeno a parole.

E’ SOLO PER LE TV – Una contraddizione che urla ipocrisia. Una giornata mondiale della gioventù (GMG) che proprio in quanto tale dovrebbe e potrebbe accogliere le scuse per un comportamento criminale tenuto da alcuni esponenti della Chiesa Cattolica, il che non significherebbe in alcun modo ammettere che è il sistema ad essere marcio, ma appunto isolerebbe le sole mele. Queste scuse non arriveranno, anzi. Il coordinatore della GMG, vescovo Anthony Fisher, si è detto sicuro che la maggior parte degli australiani stesse “apprezzando” lo “spettacolo di bellezza” offerto da questi giovani. E non quello di chi, invece, era venuto solo per “riaprire vecchie ferite“. La madre delle due vittime, ha risposto che non ci sono “vecchie” ferite. Che le ferite così sono sempre attuali. Ma su una cosa, probabilmente, il vescovo Fisher ha ragione. Qualcuno di certo starà apprezzando la bellezza di questi giovani.

http://www.giornalettismo.com/archives/1349/preti-pedofili-papa-scuse/


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One response

3 06 2010
Roberto P.

Salve a tutti,

commenterei con queste parole :

2. Gesù rivela ai suoi discepoli che uno di loro lo tradirà. Non v’ha dubbio possibile che Gesù lavò i piedi a Giuda come agli altri; ma non lo fece per ignoranza, perché non appena ripreso il vestito di sopra, che si era tolto per esser più libero nei suoi movimenti Giovanni 13:4, e sedutosi di nuovo alla mensa, egli annunziò che non tutti erano netti, ma che in uno di essi si realizzerebbe la descrizione profetica del traditore fatta in Salmi 41:9; e dipoi, “turbato nello spirito”, dichiarò esplicitamente che uno di loro lo tradirebbe. L’effetto naturalissimo di una tale dichiarazione di Gesù fu di riempire i discepoli di timore e di renderli sospettosi gli uni degli altri. Finalmente Pietro accennò a Giovanni, il quale trovavasi più vicino al Maestro, di accertarsi di chi egli intendesse parlare. Il nome di Giuda non fu pronunziato; ma Gesù diede a Giovanni un segno al quale non poteva mancare di riconoscerlo. Dopo che Giuda ebbe preso il boccone datogli dal Signore, Satana entrò in lui, ed, egli, licenziato dal Signore con significanti parole, uscì per tradirlo, mentre i più fra i suoi compagni credevano che fosse andato ad adempiere qualche incombenza datagli li dal Maestro, perché portava la borsa comune alla piccola comitiva Giovanni 13:18-30.

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