Note sulla mercificazione del reale

31 08 2008

http://trumanb.blogspot.com/

Il consumatore non va mai in vacanza
Se il normale lavoratore, grazie a secoli di lotte sindacali, ha visto riconosciuto il diritto a vacanze pagate, il consumatore non ha alcun diritto del genere. Anzi le cosiddette “vacanze” sono solitamente il periodo dell’anno più impegnativo per il consumatore.
Più che mai emergono i doveri della religione consumistica: spendere in modo adeguato al proprio ceto sociale, anzi fare di più e distinguersi nello spendere, visitare luoghi lontani dove nessun conoscente è mai andato prima, o almeno andare in vacanza in una località per vip.
Come sempre, l’abbigliamento è importante ed esso deve indicare lo status di vacanziero, preferibilmente come praticante di uno sport esotico.
Per chi proprio non può andare in vacanza è doveroso dedicare parecchio tempo a visitare enormi centri commerciali ed acquistare oggetti inutili in quantità industriali.

Le nuove cattedrali

Le nuove cattedrali, potenti simboli della religione del terzo millennio, sono i giganteschi centri commerciali che spuntano in continuazione nelle periferie delle città.
Ognuna vuole essere più grande della precedente, per meglio onorare il dio denaro.
Dal punto di vista architettonico sono interessanti: grandi volte, utilizzo di nuovi materiali, prospettive ardite, simbolismi riconoscibili a distanza.
Mentre una volta i grandi architetti lavoravano per la Chiesa, oggi lavorano per la religione economico-commerciale.
Chiaramente la domenica (e anche il sabato) le cattedrali si riempiono dei fedeli.
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L’assurdità del razzismo

30 08 2008

Di OnestaMente

Passano gli anni, i secoli e i millenni ma la gente è sempre razzista.
La tecnologia fa passi da gigante ma le coscienze regrediscono.
Guerre e stermini si susseguono.
Fiumi di inchiostro e sangue vengono versati,
sulla carta e sulla terra
e la storia, con assoluta idiozia
si ripete
sempre.

L’unica cosa  cambiata, è che un tempo si era consapevoli di essere razzisti; oggi
quasi tutti negano, convinti di non essere dei veri razzisti e premettendolo sempre quando parlano.
S sentono cose  tipo: “Io non sono razzista ma… tutti questi immigrati bla bla bla…”; il che li rende addirittura ridicoli (volendo essere gentili). La globalizzazione e le grandi migrazioni degli ultimi anni, rese possibili dall’enorme progresso tecnologico, non sono state seguite da un’altrettanto intenso progresso culturale. In Italia il risultato di questa mancanza sono i campi nomadi bruciati,  la prigionia dei migranti nei CPT, il degrado rivoltante dei nostri centri cittadini e delle periferie dove si pensa di poter migliorare le cose a suon di divieti di ogni tipo e di esercito nelle strade.

Beh signore e signori ve lo dirò chiaro e tondo: il razzismo è una gigantesca assurdità!

Il perché  ve lo dirò tra poco… Prima vorrei puntualizzare che esistono tre tipi di razzismo: etnico, culturale e autolesionista.

Il razzismo di tipo etnico è il più classico dei tre; l’odio e disprezzo di una etnia per un’altra, di diverso colore e tratti somatici (bianchi contro neri).
E’ anche il più stupido e facile da smontare, dato che se si prende neonato di un etnia e lo si fa crescere in una famiglia di una qualsiasi altra; esso crescerà e diventerà figlio della società in cui ha vissuto senza minori potenzialità celebrali, differenze nel comportamento o altre sciocchezze.
Un buon esempio di questo sono tutti quei bambini che adottati vivono (nel bene e nel male) come membri qualsiasi della società che li circonda.

Il razzismo culturale è quello più fine e “dotto”; nel senso che ci sono molti sedicenti intellettuali, politici e sacerdoti, che lo divulgano tra le masse. Il più in uso è quello di tipo religioso. Due esempi di questo sono le recenti violenze indù contro i cristiani in india, e le esternazioni con cui, molti intellettuali, giustificano la pulizia etnica in Palestina e in Libano, con l’esigenza  di Israele a difendersi, o con altre balle colossali, che sarebbero smascherabili da tutti se non avessero un appoggio mediatico così potente.
Questo tipo razzismo si accompagna spesso al precedente.

Certo c’è chi affermerà che il razzismo religioso (per esempio) non esiste, ma si tratta bensi di semplice discriminazione. Ma io intendo dare un significato più ampio al concetto di razzismo; perchè chi discrimina qualcuno in base alla religione,  tende di conseguenza a trattare il “diverso” , come fosse una razza inferiore.

Il razzismo autolesionista infine, è quello che un gruppo etnico/culturale ha verso sé stesso. L’esempio più lampante e quello dei neri americani che chiamano ‘nigger’ (negro) gli altri neri americani e non la prendono come un offesa, a meno che non sia un bianco a chiamarli così, naturalmente. Ditemi se non è da idioti non rendersi conto  di giustificare il razzismo dei bianchi verso i neri, usando su sé stessi il nome che avevano da schiavi. Come dire, ci mettiamo le catene da soli.

Già questo sarebbe sufficiente per rendersi conto della stupidità del razzismo, ma la cosa più interessante è la sua totale assurdità.
Ciò è dimostrato dal fatto che, sono i razzisti  a dipendere da chi  disprezzano, non il contrario. Pensateci…

Perché senza il diverso non avrebbero nessuno da odiare e da additare come colpevole, perderebbero ragione ad esistere.
Immaginatevi Calderoli, Alemanno e company. Se non ci fossero gli immigrati; chi incolperebbero del declino economico e culturale del  paese?
Chi voterebbe lega e alleanza nazionale senza la paura dello straniero? C’era l’albanese e poi il marocchino, ora il mostro è il rumeno, che ti ruba il lavoro e ti violenta le figlie.

Insomma! Ci vuole tanto a capire che se adesso viviamo in queste situazioni di tensione, è stato grazie ai nostri governanti, che in quindici anni di destra e sinistra più o meno con centro,  non hanno mai saputo né voluto gestire i flussi migratori, ovvia conseguenza della globalizzazione, di decenni di guerre per le risorse naturali e di politiche estere scellerate da parte dei paesi europei?

C’è poco da sperare negli accordi con la Libia quando questi migranti non sono quasi mai libici, ma vengono da luoghi molto più lontani (Etiopia, Sudan, Nigeria, Cameroon, ecc.). C’è poco da sperare,  perchè le ‘carrette del mare’ partiranno da altre sponde: Marocco, Algeria, o Tunisia. C’è poco da sperare dalla politica, perchè è solo puntando sull’ignoranza e conseguente idiozia delle persone, che certi gruppi restano al potere.

Essi non desiderano veramente che si interrompano gli ingressi clandestini, ora illegali. La maggior durezza nei  confronti di queste persone, serve a evitare di dargli  alcun diritto come lavoratori e essere umani; trasformarli ancor più, in una manodopera abbondante e a basso prezzo  per l’impianto agricolo, industriale, edilizio, eccetera; ben contento di dar lavoro a gente che prende 3 euro l’ora e lavora 15 ore al giorno senza lamentarsi, perché sa che se no è sulla strada.  Gente facile da additare come colpevole, facile da perseguitare.

Così la casta politica che ha creato il problema
cerca  di farci credere che i colpevoli siano altre vittime
facendoci dimenticare
che il vero problema
sono loro.

E’ ora di svegliarsi.

OnestaMente





ThePirateBay: gli IP degli italiani consegnati alle lobbies

30 08 2008

L’Italia si sta avvicinando pericolosamente alla Cina, e questa volta non è un modo di dire.

http://www.byoblu.com

ThePirateBay, il motore di ricerca peer to peer specializzato in file torrent, è stato sequestrato. Un sequestro preventivo, cioè eseguito prima di qualsiasi processo, disposto dal Gip di Bergamo su denuncia della FIMI (la Federazione dell’Industria Musicale Italiana).
E’ la prima volta che questo accade, ed è l’oscuramento più imponente mai operato su un sito web, non solo in Italia ma in tutta Europa. In quanto a censura, non ci sta dietro nessuno!

Non solo: è stato disposto agli internet providers di oscurare qualsiasi altro nome di dominio presente o futuro facente capo al sito svedese. E’ come se qualcuno vi sequestrasse un computer, e disponesse anche il sequestro di tutti i computer che avrete la disavventura di comprare domani e sempre, in maniera preventiva. E prima di qualsiasi processo.

I precog di Minority Report sono al lavoro: stanno sognando a pieno ritmo.

Ma non è tutto! Gli italiani, siano essi utenti o semplici curiosi, capitati sul sito volontariamente o in maniera accidentale, vengono rediretti su una pagina che informa del sequestro. Ma la pagina, che risponde all’indirizzo IP 217.144.82.26, non risiede in Italia, bensì all’estero: in UK. A gestirla è pro-music.org, cioè la coalizione dei discografici per la tutela dei Marchi.

Pro-Music può così avere accesso a tutti gli indirizzi ip dei visitatori ed usarli a suo piacimento per risalire alla loro identità.
In pratica, è come se l’Italia stesse indirettamente consegnando alle lobbies dedite a fare causa ai privati i nomi e cognomi di chiunque capiti, volontariamente o meno, su ThePirateBay.

E lo sta facendo in barba a qualsiasi normativa vigente.

http://www.byoblu.com/918a8a77-25b8-4046-93e1-ff84fb23c4a8/post.aspx





Gava

13 08 2008

http://gavavenezia.blogspot.com/


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L’allarme del giurista: il bavaglio su internet aspetta solo un grande pretesto

10 08 2008

L’atmosfera sociale è quella di una città assediata… E allo stesso tempo la consapevolezza di essere in guerra, e perciò in pericolo, fa sì che il trasferimento di tutto il potere a una piccola casta sembri la naturale, inevitabile condizione di sopravvivenza.

Non importa che la guerra stia davvero avvenendo, e, poiché nessuna vittoria decisiva è possibile, non importa che la guerra stia andando male. Tutto quel che serve è che uno stato di guerra esista.

George Orwell, 1984

Articolo originale:
Law Professor: Counter Terrorism Czar Told Me There Is Going To Be An i-9/11 And An i-Patriot Act

di Steve Watson
Infowars.net
5 agosto 2008

Traduzione di Pino Cabras
http://pino-cabras.blogspot.com
Lawrence Lessig

Sono emerse delle rivelazioni stupefacenti in relazione ad alcuni attuali piani governativi che intendono mettere mano al funzionamento di internet per applicare restrizioni e controlli molto più estesi sul web.

Il professor Lawrence Lessig, un autorevole giurista della Stanford University, nel rivolgersi al pubblico che quest’anno presenziava alla conferenza Brainstorm Tech – organizzata da Fortune a Half Moon Bay, in California – ha dichiarato che «sta per accadere una specie di ‘11 settembre di internet’», un evento che catalizzerà una radicale modifica delle norme che regolano la Rete.
Lessig ha anche rivelato di aver appreso nel corso di un pranzo con l’ex “Zar” governativo del controterrorismo, Richard Clarke, che c’è già un ‘cyber-equivalente’ del Patriot Act, una sorta di ‘Patriot Act per la Rete’, mentre il Dipartimento della Giustizia è in attesa di un evento cyber-terroristico per poterne applicare le norme.

Durante una sessione di un gruppo di discussione, intitolata “2018: Vita sulla Rete”, Lessig ha dichiarato:

«Sta per accadere una specie di ‘11 settembre di internet’ (“an i-9/11 event” nell’originale, NdT). Il che non significa necessariamente un attacco di al-Qā‘ida, bensì un evento in cui l’instabilità o l’insicurezza di internet diventi manifesta durante un fatto doloso che poi ispira al governo una reazione. Dovete ricordarvi che dopo l’11 settembre il governo ha predisposto il Patriot Act in appena 20 giorni e lo ha fatto approvare».

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Sì del partito unico al Trattato di Lisbona

8 08 2008

di Marco Cedolin

http://www.luogocomune.net/site

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha dichiarato “è un titolo di onore per il Parlamento italiano”, il Presidente della Camera Gianfranco Fini l’ha definita “una bella pagina parlamentare”, il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha parlato di “un risultato particolarmente importante”, il ministro degli Esteri Frattini ha detto che si tratta “di un bell’esempio che l’Italia dà al resto d’Europa”. I deputati del PD di Veltroni, dell’UDC di Casini, e dell’IDV di Antonio Di Pietro hanno votato alla stessa maniera dei loro colleghi della maggioranza e insieme a loro si sono spellati le mani in un lungo caloroso applauso liberatorio. I deputati della Lega che da sempre cavalcano l’euroscetticismo, facendo incetta di voti tramite slogan come “paroni a casa nostra” e hanno chiesto più volte fosse indetto un referendum, non hanno preso parte al battimani ma diligentemente hanno espresso il proprio voto favorevole nei confronti di un documento che di fatto tarperà le ali a qualunque proposito di autonomia ed è stato approvato senza consultare i cittadini.
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