ACQUA IN BOCCA – VI ABBIAMO VENDUTO L’ACQUA

23 10 2008
il governo Berlusconi senza dire niente a nessuno ha dato il via alla privatizzazione dell’acqua pubblica.

Mentre nel paese imperversano annose discussioni sul grembiulino a
scuola, sul guinzaglio per il cane e sul flagello dei graffiti, il
governo Berlusconi senza dire niente a nessuno ha dato il via alla
privatizzazione dell’acqua pubblica.
Il Parlamento ha votato
l’articolo 23bis del decreto legge 112 del ministro Tremonti che
afferma che la gestione dei servizi idrici deve essere sottomessa alle
regole dell’economia capitalistica.
Così il governo Berlusconi ha
sancito che in Italia l’acqua non sarà più un bene pubblico, ma una
merce e, dunque, sarà gestita da multinazionali internazionali (le
stesse che già possiedono le acque minerali). Già a Latina la Veolia
(multinazionale che gestisce l’acqua locale) ha deciso di aumentare le
bollette del 300% Ai consumatori che protestano, Veolia manda le sue
squadre di vigilantes armatati e carabinieri per staccare i contatori.
La
privatizzazione dell’acqua che sta avvenendo a livello mondiale
provocherà, nei prossimi anni, milioni di morti per sete nei paesi più
poveri. L’acqua è sacra in ogni paese, cultura e fede del mondo: l’uomo
è fatto per il 65% di acqua, ed è questo che il governo italiano sta
mettendo in vendita.
L´acqua che sgorga dalla terra non è una merce,
è un diritto fondamentale umano e nessuno può appropriarsene per trarne
illecito profitto.
L´acqua è l’oro bianco per cui si combatteranno le prossime guerre.
Guerre
che saranno dirette dalle multinazionali alle quali oggi il governo,
preoccupato per i grembiulini, sta vendendo il 65% del nostro corpo.
Acqua in bocca.

http://www.liberacittadinanza.it/articoli/acqua-in-bocca-vi-abbiamo-venduto-l2019acqua





INDIVIDUALISMO DI MASSA, Paradossi e speranze contemporanee

22 10 2008

Di OnestaMente

Guarda il video “Euronics: l’evoluzione si è fermata”

http://www.youtube.com/watch?v=mVjpvriC76c

Qualche giorno fa ho incontrato per strada un caro amico che non vedevo da diversi mesi, avendo egli vissuto fuori dell’Italia. Come fotografo, non è riuscito (nonostante molta buona volontà) a lavorare abbastanza da riuscire a campare nel nostro paese.

Dopo essere stato in Germania per un altro lavoretto era passato in Austria dove sembra essere riuscito a trovare lavoro per una rivista locale.

Dopo i soliti convenevoli, siamo passati a parlare della situazione socio-economica italiana. Avendo sempre avuto un buon feeling, la nostra conversazione prese presto una piega decisamente psicologica e ce ne venimmo fuori con un concetto che voglio condividere con voi.

Stavamo disquisendo sul continuo aumento degli episodi di razzismo nel nostro paese, e sul suo sempre più chiaro declino economico/culturale. Parlavamo di come molte (troppe) persone avessero un atteggiamento di assoluta sconfitta e menefreghismo generale. I più anziani, ma anche, paradossalmente i giovani, che non sembrano avere un senso del bene comune, uno spirito minimamente comunitario..

Alché lui commentò: “..E’ colpa dell’individualismo…”

E io: “Ma vedi, anch’io mi considero un assoluto individualista; ma nel senso di avere una mentalità critica, cioè di pensare con la mia testa.”

“.. e in questo non c’è niente di male, ma quello propagandato dai media, non ha niente a che fare con il vero Individualismo.

Non spinge a pensare, ma solo a consumare e a trovare in questo atto la soluzione dei propri problemi.

Un ottimo esempio di questo è nel modo in cui le industrie farmaceutiche pubblicizzano i loro prodotti. Prendi un’aspirina e non avrai più mal di testa, prendi le vitamine se sei stanco, l’antidepressivo se sei triste, il calmante se sei agitato.

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L’esercito nelle strade: perché? Ha qualche cosa a che vedere con il crack finanziario?

21 10 2008

http://paolofranceschetti.blogspot.com

Quest’estate il Governo ha sostanzialmente militarizzato il nostro territorio.
Migliaia di soldati sono stati inviati in varie città d’Italia al fianco di polizia e Carabinieri, perché?
E’ stato detto che questo provvedimento serve per far sentire la presenza dello Stato e per dare più sicurezza ai cittadini ed ai turisti.
La tesi non mi convince.
Qualsiasi turista che si sia recato in un paese dove per le strade vi era l’esercito in assetto antisommossa tutto può aver provato tranne che la sensazione di sentirsi sicuro, anzi. Normalmente queste misure vengono prese in territori fortemente destabilizzati e rischiosi, in quei paesi, per intenderci, dove la Farnesina, consiglia ai turisti che vi si recano di comunicare data di arrivo, luogo di pernottamento e data di partenza. Niente di tutto ciò si è mai visto in Paesi come la Francia, Inghilterra, Svezia, Olanda, Canada, ecc…
Qualcuno ha affermato che l’esercito sia stato mandato per sopperire ai tagli del Governo alla sicurezza. Per intenderci: meno soldi per le forze dell’ordine, meno organico e, quindi, necessità di utilizzare l’esercito. Anche questa tesi mi convince poco visto che importanti tagli sono stati operati anche nei confronti delle forze armate.
Ci è stato anche detto che l’invio delle forze armate, soprattutto in Campania, è giustificato per combattere la camorra. Anche questa tesi non mi convince. Dubito che per combattere la camorra sia utile inviare l’esercito per le strade in tenute antisommossa. Il camorrista che potrebbe capitare nelle mani dell’esercito, magari colto in flagrante mente spara ad un pregiudicato di una famiglia rivale, rappresenta la bassa manovalanza, niente di più.
La camorra non si smantella arrestando la bassa manovalanza, ma colpendo i boss. Per fare questo si deve combattere la collusione, la complicità, l’associazionismo che sta ai vertici del territorio. Gli accordi, quelli che permettono al camorrista o mafioso di mantenere il controllo di un territorio, non avvengono per le strade ma in uffici pubblici e privati, suggellati da strette di mano e mazzette.
Per combattere tutto ciò, probabilmente, è più utile l’intelligence, non uomini dei reparti speciali addestrati alla guerriglia urbana.
Se tutte queste motivazioni non convincono, e personalmente non mi convincono, la domanda resta: perché da circa due mesi l’esercito in tenuta antisommossa pattuglia le strade delle nostre città?
Negli Stati Uniti, il 30 settembre, la rivista dell’esercito americano Stars & Stripes in un articolo ha sottolineato come la 1° Brigata da Combattimento della 3° Divisione di Fanteria è stata incaricata di stare agli ordini del NorthCom (US Northern Command), internamente agli Stati Uniti, a partire dal 1° ottobre. La rivista ha qualificato l’iniziativa così: “Potrà essere mobilitata per aiutare nelle operazioni richieste da sommosse popolari e per controllare la folla”.
Dunque l’esercito è pronto anche negli Stati Uniti, ma perché?
Questo dispiegamento di forze militari ha qualche cosa a che vedere con il crack finanziario a cui stiamo assistendo?
Certo è che se domani diverse banche chiudessero lasciando i correntisti senza soldi forse qualcuno potrebbe arrabbiarsi.
Allora sorge spontanea una domanda. Non sarà mica che l’esercito serve per prevenire le possibili sommosse che conseguono al crack finanziario? Dato che i nostri politici sapevano bene che ci sarebbe stato il crack, non è sospetta questa coincidenza di tempi?
C’è un’altra coincidenza sospetta. La rcente introduzione della pena di morte per i casi di “sommossa” introdotta da quel capolavoro che è il Trattato di Lisbona. Non sarà mica che quando i politici hanno parlato di pena di morte e di sommossa hanno pensato proprio a questo tipo di situazione, del resto ben nota anche a loro, da anni?

di

Paolo Franceschetti

http://paolofranceschetti.blogspot.com/2008/10/lesercito-nelle-strade-perch-ha-qualche.html





Alifarsa

19 10 2008

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http://www.beppegrillo.it

La cordata per Alitalia sta tagliando la corda. Tutta colpa della crisi internazionale. I 16 salvatori della compagnia di bandiera sono a corto di liquido. Il capofila Roberto Colaninno aveva promesso di versare 150 milioni di euro in CAI,
la nuova società. Non i suoi, come consuetudine dai tempi della scalata
a Telecom Italia. I soldi contava di prenderli in prestito, come ogni
imprenditore italiano che si rispetti. La scelta è stata oculata. La
banca che doveva assistere CAI era infatti la Lehman Brothers. Questi portano sfiga… Appena lo hanno saputo a New York la Lehman è fallita dopo essere sopravvissuta anche al 1929
e si è scatenato il panico nelle Borse mondiali. Colaninno sta cercando
altri finanziatori, aspettiamo il prossimo nome per toccarci.
La nuova Alitalia doveva partire, secondo l’amministratore delegato Corrado Passera
di Banca Intesa, il primo novembre. Se partirà l’anno prossimo sarà un
miracolo. Ancora adesso non si sa chi dei magnifici 16 si presenterà
all’assemblea del 28 ottobre. Potrebbero uscire Aponte, l’Ilva di
Emilio Riva e Fossati, ma anche il fondo Clessidra, e pure la Marcegaglia
voleva mollare tutto, come ha riportato il Corriere della Sera. Il
partner straniero non si sa ancora chi è, quale peso avrà. L’unica cosa
chiara è che l’Alitalia è già fallita, che Air One, con cui dovrebbe fondersi, ha una barca di debiti e Banca Intesa, sponsor dell’operazione, è tra le maggiori creditrici di tutte e due.
Io
sono affascinato da come è stata gestita Alitalia. E’ l’uovo di
Colombo. Si prende una società fallita per colpa della politica e dei
sindacati. La si divide in due parti. Una con tutti i debiti a carico
dei contribuenti che viene chiamata: “bad company“. E una senza debiti, detta “good company“,
che si offre a prezzo di realizzo a imprenditori senza soldi
(Colaninno), concessionari dello Stato (Benetton) o interessati a EXPO
2015 (Tronchetti). Gente che la potrà rivendere dopo un certo tempo con
il dovuto guadagno a una compagnia straniera che entra da subito nel
capitale. Un esempio per ogni italiano. Si impacchettano le rate del
mutuo, i debiti con i fornitori, le perdite in Borsa e la suocera in
una bad company e la si passa allo Stato. Casa, crediti, stipendio,
interessi si conferiscono invece a una good company e si riparte come
nuovi.
Da Banca Intesa fanno sapere che “la cordata è granitica“. Mai visto una corda di granito. Una lapide, invece sì.

http://www.beppegrillo.it/2008/10/alifarsa/index.html?s=n2008-10-15





Ammazzateli tutti Dio riconoscerà i suoi

18 10 2008

Documentario straordinario sulla chiesa cattolica.

Dai catari ai dolciniani  fino ai valdesi. Storie vere di crimini efferati perpetrati dalla chiesa verso altri cristiani la cui unica colpa era di voler credere in un cristianesimo diverso.

Via SuperNovaTube

o

“Fin dai tempi più antichi, il filo d’oro è il simbolo di un sapere che nasce dall’esperienza personale e che è libero dai condizionamenti istituzionali. E’ un filo perché rappresenta la continuità di un’esperienza sempre antica e sempre nuova ed è esile perché in ogni generazione questa consapevolezza viene mantenuta da una minoranza di individui. Questo filo è d’oro perché è immortale: resta sempre, anche nei periodi più caotici e oscuri; a volte più apparente, a volte più nascosto.”





The History of the Devil (DOCUMENTARIO)

16 10 2008


The idea of God’s evil enemy has been around for thousands of years & it’s still as powerful as ever. Where did Satan’s story begin, where did he come from & how did he become the Prince of Darkness? This documentary seeks to answer these questions.





The Big Brother State (Video)

15 10 2008

The Big Brother State è un film che ci informa su ciò che i politici dichiarano essere la ‘protezione della nostra libertà’, alla quale noi però ci riferiamo con il termine ‘legislazione repressiva’.

Da quando il terrorismo è diventato un tema globale, specialmente in seguito al 11 settembre 2001, i governi di tutto il mondo hanno iniziato a rinforzare le leggi destinate alla sicurezza nazionale.

Queste leggi, ovviamente, mirano ad un secondo fine: far guadagnare agli stati sempre più controllo sui cittadini al costo della nostra privacy e libertà.

http://www.arcoiris.tv