Welfare all’italiana

29 11 2008

att_jpg

Di Cloro
http://www.cloroalclero.com
Segue “Il paradosso dei manager italiani:stipendi d’oro, aziende in rosso”
di Mr Wolf
http://www.notiziedallinferno.com

Per Casini (UdC amico di Cuffaro ) che presenzia dall‘ineffabile Santoro, tutto è lineare.
Gli italiani che, pensionati con l’emolumento ridotto o disoccupati, ex
precari o cinquantenni vittime di “razionalizzazioni” così frequenti in
questo paese aggredito dalla recessione economica causata dalle speculazioni finanziarie globalizzate, soffrono perchè Berlusconi ha tolto l’ICI
, importante introito dei comuni, non permettendo piu’ ad essi di
assistere come prima le fasce piu’ disagiate della popolazione.

Certo, Casini, per motivi di convenienza politica, è insolitamente critico con Berlusconi (si vocifera infatti di un prossimo avvicinamento al PD e a Veltroni in particolare) e del resto è facile: l’iniziativa della social card (40 euri al mese, tra l’altro erogati attraverso “mastercard”) suona così pomposamente munifica alle orecchie di un disoccupato italiano ch’egli non puo’ far altro, come dice Berlusconi, che dar fiato a tutto il suo ottimismo -D

Emerge il problema della crisi economica aggravata dai tagli che i comuni, poveretti,
dovranno obbligatoriamente applicare agli aiuti sociali e ai servizi,
mentre le prestazioni sanitarie saranno soggette a nuovi pesanti ticket
da parte delle regioni, lasciando solo i 40 euri della “pover card” berlusconiana che, nella proverbiale “fantasia” degli italiani sapranno (se piantati nel “campo dei miracoli” di pinocchiesca memoria -D ) compensare i tagli che gli enti locali obbligatoriamente dovranno adottare per risolvere i loro problemi di bilancio.

Difatti abbiamo casi, come quello di Messina, dove non ci sono piu’ i mezzi pubblici, o meglio ci sono solo sulla carta, perchè il comune non ha piu soldi (dice) per pagare la benzina.

Anche il comune di Milano non scherza, difatti la giunta Moratti, per mettere soldi nel macchinario dell’Expo 2015 che in tempo di crisi porterà una miseria di guadagni per i milanesi, ma che frutta già oggi agli amministratori e ai palazzinari un botto di soldi intende tagliare l’ormai secolare tradizione scolastica diurna e serale che ha costituito per Milano una consolidata realtà.

Insomma, pur con ottimismo, dobbiamo considerare, digerire, assimilare, che soldi non ce ne sono

Ma non è così per tutti -o (ma va?)

Leggiamo che, in provincia di Treviso, un comune amministrato dalla
Lega Nord, ad un immigrato che resta senza lavoro ma ha ancora il
permesso di soggiorno, eroga 2000 euri se accetta di lasciare il comune.

2000 euri che, se confrontati con i 40 euri mensili di cui
beneficerebbero disoccupati e pensionati poveri, molti dei quali magari
costretti a lasciare casa perchè non possono piu’ pagarsela (la “pover
card” purtroppo non copre tali costi), certo lasciano qualche dubbio
sul razzismo della lega , alla faccia dei discorsi di Borghezio.

Del resto il “sogno ottimista” di Berlusconi ha uno scopo:
far indebitare i poveracci ancora di piu’ per “incentivare i consumi”
oggi, mentre domani si forniranno al rinfrescato capitalismo una
montagna di braccia disperate , costrette dalla pressione dei debiti ad
accettare qualunque condizione contrattuale pur di portare a casa
qualche euro.

Un modo come un altro per aggirare pretese sindacali morbide, ma comunque fastidiose.

” Yes we can” dice il potere. Puo’ farlo. Potrà farlo anche in
futuro. Perchè se in Italia siamo destinati un po’ tutti ad
impoverirci, non è che pezzenti diventeranno proprio tutti tutti gli italiani. Anzi.

Ci sono corporazioni che, alla faccia della crisi finanziaria, si vedono aumentati, e bene, gli emolumenti. Il caso piu’ paradossale è quello dei manager di piazza degli affari. Per piacere date un’occhiata Qui dove si puo’ vedere che, alla faccia dei centinaia di miliardi di euri bruciati giorno dopo giorno nelle borse, c’è chi di questa crisi non ne risente minimamente.

ANche i comuni e gli altri enti pubblici (ASL ecc…), che piangono miseria e piangendo tagliano spudoratamente servizi essenziali, non trattano male i manager pubblici, a prescindere dalla loro competenza. Vediamo QUI il caso siciliano (scandaloso) e, specularmente, il caso del Comune di Milano, della Moratti, come si è detto, oggi impegnata nell’immenso business dell’EXPO, che con i soldi elargiti a dirigenti e consulenti potrebbe mantenere il parco scuole attuale (parliamo di decine di milioni di euri) .

Per non parlare degli emolumenti dei dirigenti delle aziende municipalizzate (anche di essi dobbiamo ringraziare i comuni-piangenti-miseria) : 480 mila euri per il liquidato miliardario Elio Catania, oggi presidente di un ATM che sforna incidenti e 650 mila euri per il presidente della SEA Giuseppe Bonomi. E cio’ a prescindere che siano competenti o fannulloni (in ATM questi ultimi vengono licenziati solo se percepiscono stipendi al di sotto dei 1000 euri).

Chi si è occupato del caso degli operai fannulloni dell’ATM è sempre Elio Catania, che prima di fare il manager lì, con scarsi risultati, a 480 mila euri annui è stato liquidato da trenitalia con 10 milioni di euri,
dopo aver diretto tutte le operazioni legate alla trasformazione
dell’azienda in S.P.A. quando, sotto la sua direzione era stata portata
sull’orlo del fallimento.

Tralascio, quasi, la questione delle pensioni d’oro agli elementi della “casta” che dimostra come la vecchiaia non sia, in assoluto, un disvalore. 8-)

Insomma: c’è un’Italia (spesso fannullona e precaria, ma bacchettata dall’inquisitore Brunetta) che piange e un’Italia che, a dispetto delle scarse prestazioni lavorative dei soggetti e della qualità dei risultati non piange affatto.

E sullo sfondo della pantomima i due pirla ricchissimi, inadeguati al lavoro che fanno e furbacchioni: Berlusconi e Tremonti. Il primo che emette un peto e poi ci ammonisce che “l’ottimismo è il profumo della vita” e il secondo che rinforza il messaggio ottimistico del premier, comunicando ai piu’ disperati che “certe cose non hanno prezzo. Per il resto c’è Mastercard da 40 euri al mese“.

E quest’è (il capitalismo).

ps è di stamane la notizia che il commissario straordinario
Fantozzi, per la gestione dell’affaire Alitalia, sarà retribuito con 15
(quindici) milioni di euri.

http://www.cloroalclero.com/?p=419

www.cloroalclero.com

“Il paradosso dei manager italiani:stipendi d’oro, aziende in rosso”
di Mr Wolf

MILANO – La bolla dei superstipendi a Piazza Affari continua a
sfidare la forza di gravità. La frenata degli indici (-7% l’S&P Mib
nel 2007) e la bufera subprime non sono bastati a rallentare la corsa
delle buste paga dei manager italiani. I 50 dirigenti più pagati del
listino milanese si sono messi in tasca l’anno scorso quasi 300
milioni, il 29% in più del 2006 (le buste paga da lavoro dipendente
sono cresciute del 2,3%). In dodici mesi la Borsa ha creato 150 nuovi
milionari – nel 2003 erano “solo” 53 – con un boom che sembra in molti
casi slegato dai risultati ottenuti sul campo dai Paperoni del mercato.

Il caso , da anni è il Bengodi dei compensi made in Italy, è emblematico. Il titolo è in caduta libera (-7,8% nel 2007), gli utili frenano (-18%), il dividendo è stato drasticamente tagliato. Eppure Riccardo Ruggiero, l’ad uscito di scena con una busta paga di oltre 17 milioni, si è raddoppiato a 3,7 milioni il bonus per le performance aziendali(!). Benissimo è andata anche a Giulia , presidente e ad Premafin. La holding di famiglia, a dire il vero, non ha vissuto un 2007 particolarmente brillante: l’utile è calato del 30%, le azioni del 22%. Lei però si è consolata con un congruo ritocco (+29%) alla busta paga, salita a 4,4 milioni di euro.

Dalle polizze al mattone, la musica non cambia. Prendiamo Luigi Zunino, numero uno e socio di controllo di Risanamento. I subprime e la crisi immobiliare hanno messo alle corde il suo gruppo. Il
titolo ha lasciato sul terreno in 12 mesi più del 60%, il bilancio si è
chiuso con quasi 100 milioni di rosso. Lui stesso (pressato dalle
banche creditrici) ha deciso di fare un passo indietro cercando un
manager
cui affidare le redini dell’impero. E lo stipendio? Quello non si tocca. Anzi. Nel 2007, malgrado tutto, è
stato rivisto al rialzo (+15%) a 4,5 milioni. La stessa busta paga, per
dare un’idea di Jeroen Van Der Veer, numero uno di quella Shell che in
Borsa capitalizza 2mila volte il valore di Risanamento.

L’elenco di compensi che si muovono in direzione opposta rispetto
alle performance aziendali e ai titoli in Borsa potrebbe essere
lunghissimo. Giampiero Pesenti ha guadagnato nel 2007 il 70% in più – 5,4 milioni – mentre le azioni e i conti della sua Italmobiliare hanno innestato la retromarcia. In casa , invece, Fedele si è regalato un aumento dell’8% malgrado Piazza Affari (-23%) non abbia proprio premiato il Biscione nel 2007. Piersilvio Berlusconi è stato più discreto e ha mantenuto il suo aumento (+2,7% a 1,45 milioni) in linea con l’incremento del costo della vita.

La Cuccagna degli emolumenti made in Italy è ancora più evidente se
come pietra di paragone si utilizzano i “740″ dei manager europei. Alessandro Profumo con i suoi 9,4 milioni (il 39% più del 2006 malgrado il titolo in frenata) è il secondo banchiere più pagato d’Europa dopo Josef Ackermann (13,9) di Deutsche Bank. Una posizione forse meritata viste le dimensioni e il lavoro fatto da Unicredit. Stupisce invece un po’ di più Aldo Bizzocchi, ad del Credito emiliano che con i suoi 4,7 milioni guadagna più di Francisco Gonzales (1,9) del Bbva e persino di Michael Geohegan della Hsbc (4,5). Il Belpaese monopolizza come accade ormai da anni la classifica delle tlc grazie alla generosità di .

Ma si difende anche sul fronte assicurativo. Antoine Bernheim –
contestato dagli hedge fund per la sua busta paga – con i suoi 5,2
milioni è secondo in Europa solo a Don Shepard (7) della Ing. Ma
surclassa i concorrenti più diretti Michael Dieckmann di Allianz (4,2)
e Andrew Moss di Aviva (3,2), battuti anche da Jonella
(5) di Fondiaria. Tenendo conto anche dei bonus straordinari, poi, il
tricolore torna a sventolare glorioso sul pennone più alto nel business
delle polizze: Fondiaria ha premiato nel 2007 Fausto Marchionni per i suoi 40 anni in azienda con un superstipendio da 7,1 milioni.
(3 aprile 2008) di ETTORE LIVINI – Fonte: www.repubblica.itligres

http://www.notiziedallinferno.com/economia/il-paradosso-dei-manager-italiani-stipendi-doro-aziende-in-rosso/
http://www.notiziedallinferno.com



Azioni

Information

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: