Buone feste a tutti

19 12 2008

di Marco Cedolin

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In questi giorni di metà dicembre, con i cieli plumbei solcati da nuvoloni
neri che si fronteggiano con furia belluina, i corsi d’acqua in piena
che borbottano minacciosi e le montagne infiocchettate di neve come mai
prima d’ora in questo periodo, lo “spirito natalizio” sembra permeare
ogni cosa, fino a penetrare le nostre anime aride d’inguaribili
pessimisti.

Il Presidente degli Stati Uniti G. W. Bush, recatosi
in terra d’Iraq per un saluto di commiato da porgere alla colonia in
occasione della scadenza del suo mandato, ha finalmente portato alla
luce quelle armi di distruzione di massa che per tanti anni hanno
albergato solamente nella sua fantasia ed in quella di pochi suoi
fedelissimi. Si trattava di un paio di scarpe numero 42 che sibilando
sinistramente sono sfrecciate poco sopra la sua testa, senza che nessun
missile patriot riuscisse preventivamente ad intercettarle. Scarpe
provenienti certo dall’arsenale segreto di Saddam, che un giornalista
iracheno addestratosi a lungo nei campi di Al Quaeda nell’attesa del
momento propizio, gli ha lanciato contro con destrezza, apostrofandolo
contemporaneamente come “cane” fra lo stupore degli astanti, provocando
un certo risentimento fra tutti i quattro zampe che hanno dimostrato di
non gradire affatto il paragone.

In Italia il PD di Veltroni
somiglia sempre più alla vecchia Democrazia Cristiana durante il
periodo di tangentopoli. Il numero degli inquisiti continua a salire
ogni giorno di più e gli scandali si susseguono uno dopo l’altro senza
soluzione di continuità. Veltroni, ormai drammaticamente a corto di
fantasia, inveisce contro la magistratura che avrebbe preso di mira il
suo partito, pronunciando le stesse frasi che Berlusconi ripete ormai
da quasi 15 anni. Tutti si affannano a discutere della “questione
morale”, ma non si comprende bene come il ladrocinio qualora praticato
all’ombra di un partito cessi di essere “furto” per trasformarsi
semplicemente in un’azione moralmente discutibile.

Le elezioni
in Abruzzo hanno decretato il crollo del PD, che dopo gli scandali si è
manifestato molto più vicino ai penitenziari che non agli elettori.
Nonostante lo scontato successo del PDL i veri vincitori sono risultati
l’astensione, che ha portato un abruzzese su due a disertare le urne e
Antonio Di Pietro, …

… al quale ormai basta fare opposizione
poco e male per raccogliere a piene mani voti dal partito ombra di
Veltroni che non riesce a fare neppure questo.

Silvio Berlusconi
si è appropriato della filosofia Unieuro e simile ad un venditore di
lavatrici e televisori esorta gli italiani ad essere ottimisti e
spendere a più non posso nei regali di Natale. L’importante è sostenere
i consumi, smentendo le cassandre e fugando i fantasmi della
recessione. Ora che la social card di Tremonti ha risolto i problemi
relativi alla spesa alimentare delle famiglie si può osare di più, va
bene anche un alberello acquistato a credito o un TV al plasma preso a
rate con il rimborso a partire da aprile 2009. Va bene anche
l’abbonamento a SKY di “Pasquale” o un cucciolo robot che riesca a
deliziare i bimbi senza sporcare in casa. Natale viene una volta l’anno
ed ogni cittadino è chiamato a fare la sua parte di buon consumatore
che contribuisce a far girare l’economia, senza dare troppa importanza
al fatto che anche volendo applicarsi mancherebbero i danari, come
fanno i soliti pessimisti.

Nel mondo non si vendono più auto,
probabilmente perché nel corso dell’ultimo secolo se ne sono vendute
troppe e molte persone hanno iniziato a prendere coscienza del fatto
che il mantenimento del “parco auto” (con relative tasse, gabelle,
multe e riparazioni) ha un peso insostenibile all’interno del bilancio
famigliare.

Dagli Stati Uniti all’Europa tutti i magnati
dell’auto che per un secolo hanno accumulato fortune miliardarie
all’interno dei propri forzieri, lamentano il crollo delle vendite e
domandano l’appoggio statale che li aiuti a socializzare le perdite
che, a differenza degli utili, aspirano a condividere con il resto
della collettività.

In Italia proprio Walter Veltroni risulta
essere in prima fila fra coloro che esortano il governo ad aiutare
economicamente la Fiat, sulla falsariga di quanto sta avvenendo con le
industrie automobilistiche delle altre nazioni. Esortazioni del tutto
superflue dal momento che gli aiuti di fatto sono già stati stanziati,
in quanto la Fiat proprio in questi giorni ha deciso che i propri
stabilimenti resteranno chiusi per un mese intero, scaricando in questo
modo sulla collettività (attraverso la cassa integrazione) l’onere
degli stipendi dei propri dipendenti.

In Irlanda è scoppiato
il caso del maiale alla diossina che ha tenuto banco per molti giorni
sulle pagine dei giornali, e sta prendendo corpo anche l’ipotesi che la
UE pretenda di ripetere il referendum che ha bocciato il trattato di
Lisbona, probabilmente ad oltranza fino al momento in cui vinceranno i
SI, ma di questo i giornali hanno parlato molto meno.

In Italia
Freccia Rossa ha inaugurato l’era del TAV “taroccato” riuscendo perfino
a peggiorare (chiunque avrebbe giurato che sarebbe stato impossibile)
la drammatica condizione dei pendolari e dimostrando che al peggio
davvero non c’è fine.

Negli Stati Uniti la FED ha tagliato il
tasso di sconto (ora è compreso fra 0 e 0,25%) probabilmente per
l’ultima volta, dal momento che a partire dalla prossima manovra le
banche dovranno provvedere a pagare chi prende soldi a prestito.

Sempre
negli USA gli agenti immobiliari hanno iniziato a noleggiare dei
pullman per portare i propri clienti a visitare le case espropriate ai
proprietari schiacciati dai debiti, e davvero lo spirito del Natale
fatica a manifestarsi all’interno di questi tour ai quali i proprietari
rovinati sono costretti ad assistere loro malgrado.

Nonostante
tutto, siamo ormai giunti alla settimana prenatalizia, deputata allo
shopping per antonomasia, in quei giorni dell’anno durante i quali
anche il più cinico degli animi non può fare a meno di aprirsi verso
gli altri e trasudare bontà, comprensione, amore verso il prossimo.

Cammineremo
fra le vie dei centri cittadini barbaglianti di luci, fra abeti che
sfavillano intarsiati di lampadine, luminarie iridescenti che
baluginano abbarbicate sopra le nostre teste, stelle comete, Babbi
Natale e pacchetti regalo che occhieggiano in ogni dove, accattivanti,
rassicuranti, a trasudare serenità e letizia, a dimostrarci che i
mutamenti climatici e la crisi economica sono soltanto fantasie da
disfattisti.

I nostri sguardi si specchieranno dentro
all’allettevole cornice delle vetrine, per inebriarsi di luci e colori,
le musichette natalizie ci delizieranno riportandoci a quando eravamo
bambini ed aprivamo i regali sotto l’albero con il visetto giocondo che
si arrubinava tutto per l’emozione. Intorno a noi trepiderà un
alluciolio così sfolgorante, gioioso, perfetto da farci sentire in
colpa, noi ed il nostro inguaribile pessimismo che ci impedisce di
consumare come dovremmo.

Buone feste a tutti, naturalmente.

Marco Cedolin

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