MANIPOLAZIONE MENTALE

31 01 2009

Codename Artichoke ” (Documentary in english) Da guardare

http://johnlocker.com/all-videos/conspiracy/codename-artichoke.html

http://lapriscatole.forumfree.net            di Kutz

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E’ un dato di fatto che
molte più persone si stanno “risvegliando” e acquisiscono, soprattutto
grazie ad una corretta informazione, la capacità di analizzare gli
eventi dell’attualità riconducendoli ad un quadro più generale. Ed è
proprio l’abilità nel ricomporre i tasselli del mosaico e di
comprendere i meccanismi che regolano la nostra realtà che si diventa
liberi….

Al giorno d’oggi si sente spesso menzionare il termine “controllo e
manipolazione”, in particolar modo quando si tratta l’argomento “mass
media” ovvero mezzi di comunicazione. Manipolazione delle notizie,
manipolazione dell’informazione, messaggi subliminali, condizionamento
mentale al fine, ad esempio, di avere il controllo sull’opinione
pubblica, e chi più ne ha più ne metta.
Numerose ricerche più o meno note, più o meno attendibili, hanno dimostrato le varie subdole forme di condizionamento e controllo mentale provenienti dalla sfera televisiva, pubblicitaria, dal cinema ai cartoni animati, dai giornali alle riviste ai libri e così via. Ci sono dati sufficienti però, per dichiarare che tali azioni non vengono solamente compiute attraverso questi mezzi.

Nonostante la pericolosità della situazione
qui sopra descritta, c’è molto da riflettere se si considera che
l’intelligence statunitense lavora ormai da più di mezzo secolo al
programma di controllo e manipolazione mentale. Risalgono, infatti,
agli anni ’20 i primi esperimenti dell’organizzazione che si chiamerà
OSS prima (Office of Strategic Service) e successivamente CIA, che
avevano come scopo il controllo radio del cervello da prima operato
sugli animali attraverso l’applicazione di elettrodi sul capo.
Successivamente venne sviluppato su cavie umane un programma chiamato
“Valutazione Critica del Metodo Ipogenetico” attuato dal fisiologo
parapsicologo russo Vasiliev. Si trattava di un controllo radio del
cervello su individui che si trovavano in una stanza adiacente a quella
del professore o in stanze ancora più lontane. Coloro, quindi, che
finora sono stati convinti che l’inizio di tali esperimenti sia da
ricondursi al periodo hitleriano e agli studi “sanguinari” effettuati
all’interno dei campi di concentramento, dovranno purtroppo rivedere le
loro ottimistiche opinioni in merito ai nostri alleati d’oltreoceano
(anche se numerosi membri della CIA sono stati proprio personaggi delle
SS e della GESTAPO tedesche). Sono più di ottant’anni di lavoro alle
spalle e si suppone, quindi, che le ricerche siano già a buon punto.

Non molti anni dopo le prime prove su animali, la CIA fece costruire una
clinica di Controllo Sperimentale Della Mente a Montreal, il costo
della quale fu totalmente a carico della Fondazione Rockefeller.

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Mi fa il conto?

31 01 2009

http://www.stefanomontanari.net

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Anche se non siete modenesi, questo articolo è da leggere: http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/ambiente/modena-foresta/modena-foresta/modena-foresta.html

Siamo
alla frutta? No: siamo già arrivati al momento in cui si paga il conto
e in cui ci accorgiamo che il borsellino è tristemente vuoto.

Nella
loro ormai vistosa inadeguatezza, senza tirare in ballo direttamente
quelli modenesi che, probabilmente, nemmeno si rendono conto, molti tra
gli amministratori pubblici nostrani sono convinti che l’ambiente sia
una scocciatura e basta. Del resto l’ineffabile Di Pietro Antonio è
stato chiarissimo quando, in TV, ha detto che le valutazioni d’impatto
ambientale (peraltro nella quasi totalità dei casi abbondantemente
taroccate o, comunque, molto benevole nei riguardi di chi ci devasta
casa nostra) sono un intralcio e basta. E l’altrettanto ineffabile
Prestigiacomo Stefania, miracolata ministro dell’ambiente, non è stata
certo da meno sponsorizzando  entusiasticamente l’ultimo dinosauro
veneto. Esistono, poi, progetti di “ricerca” che noi ci paghiamo e che
nascono con tutti i crismi della distorsione dei fatti, nati apposta
per offrire alibi ai vari figli di Attila. Parlo, per esempio, del
progetto “epidemiologico” Moniter con il quale, come ho già scritto in
varie occasioni, compreso un capitolo del libro Il Girone delle Polveri
Sottili, i sofisti della “scienza” dimostreranno che dagl’inceneritori
esce aria di montagna e che chi vuole star sano deve respirare proprio
quell’aria.

Io voglio
essere socraticamente convinto che si tratti solo d’ignoranza e
nient’altro. Non ci sono dubbi, un’ignoranza gravissima da parte di chi
occupa certe posizioni di tanto pesante responsabilità, ma non voglio
pensare ad interessi personali che ad altre longitudini varrebbero la
pena di morte.

Insomma, che cosa è successo a Modena? Per pareggiare l’inquinamento massiccio (tra l’altro, abbiamo appena
più che raddoppiato l’inceneritore, per inutile che sia) ecco che si
ricorre ad un escamotage burocratico comprando, ovviamente a spese
degl’ignari quanto bovini contribuenti, un bel pezzo di foresta
centroamericana in cui, cogliendo l’occasione, si mandano in meritata
vacanza un po’ di funzionari accompagnati da qualche giornalista da
premiare. Veleno in Valpadana, aria pulita in Costarica e il gioco è
fatto: il bilancio è ineccepibile.

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Il Rinascimento della campagna

27 01 2009

http://www.opifice.it

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Scritto da Vandana Shiva

Anche se potete pensare che i nostri contadini indiani siano al sicuro nelle loro libertà, devo ricordare che le stesse leggi e politiche che hanno distrutto le basi su cui si reggevano i piccoli contadini in Italia, gli stessi processi sono stati avviati anche in India in questo periodo e i nostri sforzi e la nostra lotta è la stessa, per una medesima libertà.

Sono tre i processi coi quali le libertà dei contadini sono soffocate: il primo è il furto dei semi, la trasformazione dei semi in un prodotto industriale e attraverso questo in proprietà intellettuale di cinque società monopolistiche mondiali, per mezzo dell’ingegneria genetica e dei relativi brevetti.
In Europa queste libertà sono state spazzate via senza che la gente se ne accorgesse. Ma quando in India hanno tentato di introdurre i brevetti sui semi o imporre la coltivazione di sementi registrate, facendo in modo che lo stato acquistasse il potere di dare il permesso al contadino di coltivare o meno un dato seme, abbiamo cominciato un grande movimento gandhiano che abbiamo chiamato il Satyagraha dei semi, un po’ come il Satyagraha del sale.
Ricordate che quando gli inglesi decisero di istituire il monopolio del sale, Gandhi fece una marcia fino alla riva del mare e disse che avevamo bisogno del sale per la nostra sopravvivenza: la natura ce lo dà gratis, ci faremo il nostro sale e non permetteremo che farsi il sale diventi un reato. Ci siamo ispirati a quell’episodio e abbiamo detto: «La natura ci dà gratis la biodiversità e i nostri antenati da tempo immemorabile hanno migliorato queste varietà usandole, sappiamo a chi e come possono dare da mangiare, non permetteremo che conservare e scambiare i nostri semi diventi un reato». Gandhi ha anche detto che è solo se ci facciamo dominare da leggi ingiuste che le leggi ingiuste possono restare in vigore. Perciò la Carta per il Rinascimento agricolo che viene proposta qui contiene la decisione di non essere governati da leggi ingiuste. E ricordo che il Manifesto dei semi che abbiamo scritto insieme alla Commissione Internazionale sul futuro del cibo ha fatto sì che la Regione Toscana applicasse queste regole della libertà per il contadino di avere le proprie varietà e scambiarle liberamente.

Il secondo sistema col quale il piccolo contadino viene mandato a gambe all’aria o riempito di un numero insopportabile di regole è il falsissimo argomento della sicurezza alimentare. Eppure tutti gli attentati alla nostra sicurezza alimentare vengono dai processi industriali.

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2012: LE PROFEZIE DEI MAYA (DOCUMENTARIO)

26 01 2009

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IN ITALIANO

1flv2via Veoh.com (Scarica il veoh player gratuito)

IN INGLESE

flv1via Googlevideo

o

1flvvia Guba.com

dA OnestaMente

Un documentario molto interessante su questa misteriosa data… Dalla sua rarisima posizione astrale, alle profezie apocalittiche,  in cui essa appare continuamente e in culture distanti nel tempo e nello spazio……

There are prophecies and oracles from around the world that all seem to point to December 21, 2012 as doomsday. The ancient Mayan Calendar, the medieval predictions of Merlin, the Book of Revelation and the Chinese oracle of the I Ching all point to this specific date as the end of civilization. A new technology called “The Web-Bot Project” makes massive scans of the internet as a means of forecasting the future… and has turned up the same dreaded date: 2012. Skeptics point to a long history of “Failed Doomsdays”, but many oracles of doom throughout history have a disturbingly accurate track record. As the year 2012 ticks ever closer we’ll speculate if there are any reasons to believe these doomsayers.

Watch and decide for yourself if it is true.





I Veneti preromani nel contesto europeo

26 01 2009

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“I Veneti. Società e cultura di un popolo dell’Italia preromana”
Autore    Capuis Loredana

“Antichi testi veneti”
Autore    Marcato Carla; Cortelazzo Manlio; Formentin Vittorio

http://www.centrostudilaruna.it

Silvano Lorenzoni

‘Veneti’ ce ne furono non solo
nell’Adriatico settentrionale ma anche in Armorica (Bretagna), sulle
Alpi (Lago di Costanza), alla foce della Vistola (Prussia occidentale),
nel Lazio e anche in Asia Minore, ma gli unici sul conto dei quali si
sappia qualcosa – per quanto poco – di storicamente fondato sono i
veneti del Veneto. – Quanto alla presunta origine microasiatica dei
veneti – essi sarebbero venuti dalla Paflagonia guidati da certo
Antenore, troiano, dopo la caduta di Troia proprio come i romani
sarebbero arrivati nel Lazio da Troia guidati da Enea, secondo l’Eneide
di Virgilio – si tratta di un’invenzione lanciata inizialmente da
Plinio, che a sua volta faceva riferimento a Catone, poi continuata da
Livio in un clima di esaltazione politica della grandezza di Roma.

Come dappertutto in Europa, e non solo,
la genesi delle diverse nazioni e culture, quali grosso modo sono
riconoscibili ancora adesso, risale alla dominazione del continente da
parte di signori indoeuropei
che si imposero su popolazioni paleoeuropee non certo tutte uguali. Dal
punto di vista culturale ed etnico il Veneto arcaico – fino, grosso
modo, al secolo XI – apparteneva all’ecumene centroeuropeo, del quale
la Padania viene a essere il meridione. Il tipo umano predominante era
ed è quello alpino (cioé: il tipo alpino della razza bianca o
europide), che non è quello mediterraneo e neppur quello nordico o
quello balcanico. Esso assomiglia piuttosto a quello prevalente nel
Baltico e, in generale, nell’Europa Nord-orientale, e anche le lingue
pre-venete/pre-indoeuropee
parlate nel II millennio dovevano essere di tipo finnico-uralico.
Incomincio perciò con dare un’idea di quali potessero essere le
caratteristiche del Veneto pre-veneto….

Gli abitanti pre-veneti della pianura
veneta furono i cosiddetti euganei, sul conto dei quali non si sa
praticamente niente, mentre le zone montagnose erano abitate dai reti,
che si estendevano in tutto il Tirolo fino alla Baviera meridionale.
Queste due popolazioni dovevano essere virtualmente identiche e si dice
che con il sopraggiungere dgli indoeuropei
gli euganei siano fuggiti e si siano attestati sulle montagne assieme
ai reti. È invece molto più probabile che la stragrande maggioranza
degli euganei siano rimasti dov’erano e abbiano continuato la loro vita
come vassalli dei veneti indoeuropei
dei quali, un poco alla volta, essi adottarono la lingua.

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Internet cambia il rapporto fra “adulti” e “bambini”

24 01 2009

http://www.luogocomune.net

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Massimo Mazzucco

Il caso di Andrea P., lo studente quindicenne escluso da un concorso per una leggerezza della giuria, dimostra ancora una volta come non sia esagerato definire Internet “una delle più importanti rivoluzioni della storia umana”, che rischia di capovolgere in pochi anni il fondamentale rapporto fra “adulti” e “bambini”.

Dopo aver presentato qui il suo lavoro originale (una sintesi dei punti deboli della versione ufficiale sull’11 settembre), Andrea è stato lodato per una capacità di ragionare, ed un controllo del linguaggio, normalmente riscontrati in gente molto più anziana di lui. (Avevamo anche dedotto che fosse proprio questo “salto” qualitativo, rispetto ai lavori degli altri ragazzi, ad aver insospettito la giuria, portandola a verificare le fonti in Internet).

In realtà Andrea non è affatto un enfant-prodige, sono gli altri ragazzi della sua età ad essere in ritardo.

Andrea è semplicemente una persona che ha scelto già da tempo di chiudere il televisore, e di informarsi esclusivamente in Internet. Questo non solo lo tiene al riparo dalle ondate di letame quotidiano …

… che ci viene riversato addosso, ma gli impone di diventare “attivo” nel processo stesso di acquisizione dell’informazione.

Mi spiego meglio: mentre il televisore ti permette di ricevere informazioni senza fare il minimo sforzo (da cui la classica immagine ciabatta-birretta-e-patatine), Internet ti impone costantemente di scegliere “dove andare”, prima ancora di iniziare a leggere qualunque cosa.

Se accendi il computer e aspetti, nessun Emilio Fede salterà fuori a cantarti la ninna-nanna.

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Il tradimento degli intelelttuali di Paolo Barnard

24 01 2009

http://www.paolobarnard.info    Paolo Barnard

Marco Travaglio ha appena scritto un commento su Gaza, diramato dalla sua casa editrice Chiarelettere, che inizia così: “Israele non sta attaccando i civili palestinesi. Israele sta combattendo un’organizzazione terroristica come Hamas che, essa sì, attacca civili israeliani”.
Bene.

Il compianto Edward Said, palestinese e docente di Inglese e di Letteratura Comparata alla Columbia University di New York, scrisse anni fa un saggio intitolato “The Treason of the Intellectuals” (il tradimento degli intellettuali). Si riferiva alla vergognosa ritirata delle migliori menti progressiste d’America di fronte al tabù Israele. Ovvero come costoro si tramutassero nelle proverbiali tre scimmiette – che non vedono, non sentono, non parlano – al cospetto dei crimini contro l’umanità e dei crimini di guerra che il Sionismo e Israele Stato avevano commesso e ancora commettono in Palestina, contro un popolo fra i più straziati dell’era contemporanea.

E di tradimento si tratta, senza ombra di dubbio, e cioè tradimento della propria coscienza, delle proprie facoltà intellettive, e del proprio mestiere. Gli intellettuali infatti hanno a disposizione, al contrario delle persone comuni, ogni mezzo per sapere, per approfondire. Ma nel caso dei 60 anni di conflitto israelo-palestinese, con la mole schiacciate e autorevole di documenti, di prove e di testimonianze che inchiodano lo Stato ebraico, non sapere e non pronunciarsi può essere solo disonestà e vigliaccheria. Poiché in quella tragedia la sproporzione fra i rispettivi torti è così colossale che non riconoscere nel Sionismo e in Israele un “torto marcio”, una colpa grottescamente e atrocemente superiore a qualsiasi cosa la parte araba abbia mai fatto o stia oggi facendo, è ignobile. E’ un tradimento della più elementare pietas, del cuore stesso dei Diritti dell’Uomo e della legalità moderna. E’ complicità, sì, com-pli-ci-tà nei crimini ebraici in Palestina. Leggete più sotto.

I traditori nostrani abbondano, particolarmente nelle fila dell’ala ‘progressista’. Marco Travaglio guida oggi il drappello, che vede Furio Colombo, Gad Lerner, Umberto Eco, Adriano Sofri, Gustavo Zagrebelsky, Walter Veltroni, Davide Bidussa et al., affiancati dell’instancabile lavoro di falsificazione della cronaca di tutti i corrispondenti a Tel Aviv delle maggiori testate italiane. E ci si chiede: perché lo fanno? Personalmente non mi interessa la risposta, e non voglio neppure addentrarmi in ipotesi contorte del tipo ‘il potere della lobby ebraica’, la carriera, o simili.
Ciò che conta è il danno che costoro causano, che è, si badi bene, superiore a quello delle armi, delle torture, delle pulizie etniche, del terrorismo. Molto superiore.

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