Fatemi scendere!

12 01 2009

AX034842

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Scritto da Stefano Montanari

No,
non avevo nessuna voglia di commentare l’ormai lontano discorso di fine
anno del presidente della repubblica, o di quel che resta di lei, tanto
che ho lasciato passare diversi giorni dall’evento. Qualcuno, però,
continua a sollecitare la mia opinione, per quel che vale.

Come si può commentare la minestrina dell’ospedale? Che si potrà mai dire di un quarto d’ora di stucchevole aria fritta?

Napolitano
ha visto cose bellissime nell’italica industria, nell’altrettanto
italica ricerca e nell’istruzione. Fatti, li definisce. Quali siano
questi fatti, però, resta pudicamente ammantato di mistero. Chiedete ad
un licenziato o ad un cassaintegrato che cosa pensi dell’industria e ad
un ricercatore, se mai ne esistono ancora in ambiente istituzionale, e
avrete una risposta certo più puntuale. Se non altro la avrete da
addetti ai lavori. Quanto, poi, al livello della nostra istruzione,
basta dare un’occhiata alle classifiche mondiali che riguardano le
università o, se si vuole toccare con mano, leggere certi libri, ad
esempio quello di tale Franco Battaglia sull’impossibilità pratica di
usare l’energia solare, o ascoltare le esternazioni di certi
cattedratici del tipo di tale Michele Giugliano, e il quadro assumerà
contorni più netti. “Privilegiare l’istruzione,” dice il presidente di
tutti gl’italiani. Appunto.

Napolitano vede luci nelle istituzioni. Scusate se faccio un caso personale

per piccolo che sia: noi dobbiamo avere non poco
denaro da un paio di procure della repubblica a pagamento di lavori
enormi che abbiamo svolto per loro. Lo dobbiamo avere da tempo
immemorabile e tutto quello che riceviamo in cambio è una continua
serie di umilianti prese in giro e un tasso debitorio da far paura da
parte della banca. Si tenga conto di come lo stato ponga limiti
temporali relativamente stretti per i propri pagamenti e poi, non solo
non rispetti le sue stesse leggi, ma si prenda gioco dei suoi creditori
con ignobili giochi delle tre carte e scaricabarile. Uno stato che
definire truffaldino è eufemistico. Naturalmente il nostro caso va
moltiplicato per chissà quante altre migliaia di casi analoghi.
Qualcuno avrà avvertito il signor presidente con tutta la sua corte di
corazzieri, autisti, cuochi, camerieri e quant’altro?

E
che dire delle istituzioni confrontate con l’assai meglio organizzata
malavita? È di stamattina la notizia, piccina anche questa, di un
ristorante di Portici (Napoli) che chiude perché si è rifiutata di
pagare il pizzo alla Camorra. Che cosa hanno fatto le istituzioni? Il
solito nulla.

Non mi addentro nella sezione del
discorso che tratta delle nostre risorse (creatività, patrimonio
storico e culturale…) perché non ho alcuna intenzione di essere
maleducato. Non sarebbe male, però, che il presidente portasse uguale
rispetto verso coloro ai quali si rivolge. Quanto il nostro “genio” sia
valorizzato e quanto si faccia per tutto quanto di culturale esiste in
questo paese, ed è ancora tanto, nonostante tutto, è sotto gli occhi di
chiunque decida quegli occhi di aprirli.

Del
problema più grave, quello dell’ambiente, appena un accenno del tutto
inconcludente riguardante la Campania. Il presidente ci ha
semplicemente informato che esiste. Guarda un po’! Forse al presidente
di tutti noi non è stato spiegato che, mentre la crisi economica
globale prima o poi passerà (non è detto con quali risultati), la
rovina dell’ambiente è progressiva e terribilmente duratura. Sotto
qualche aspetto irreversibile.

Insomma, quindici minuti a reti unificate di cui si poteva fare a meno senza che se ne sentisse la mancanza.

Per
fortuna abbiamo di che consolarci: sta arrivando il Festival di Sanremo
con i suoi lustrini milionari. Certo, c’è il rovescio della medaglia:
stiamo vivendo il problema gravissimo di Vittorio Umberto Antonio Maria
Sgarbi, l’intellettuale di cui andiamo tutti fieri, quello che si è
illustrato per gli squisiti dibattiti televisivi, che si è visto
bocciare una canzone (“Come Cleopatra” è il titolo) dal prossimo
conduttore del Festival: un affronto che grida vendetta e di cui
l’Italia intera dovrà farsi carico.

Dall’altra
parte, però, ci sono due notizie che bellissime sono davvero: Alba
Parietti ha dato la sua disponibilità a candidarsi con il PD alle
prossime elezioni europee e Valeria Marini ha fatto lo stesso per la
grande armata di Berlusconi. Siamo salvi.

No, ragazzi, non si può scendere.

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