Mi fa il conto?

31 01 2009

http://www.stefanomontanari.net

06432c1aaec40bca

Anche se non siete modenesi, questo articolo è da leggere: http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/ambiente/modena-foresta/modena-foresta/modena-foresta.html

Siamo
alla frutta? No: siamo già arrivati al momento in cui si paga il conto
e in cui ci accorgiamo che il borsellino è tristemente vuoto.

Nella
loro ormai vistosa inadeguatezza, senza tirare in ballo direttamente
quelli modenesi che, probabilmente, nemmeno si rendono conto, molti tra
gli amministratori pubblici nostrani sono convinti che l’ambiente sia
una scocciatura e basta. Del resto l’ineffabile Di Pietro Antonio è
stato chiarissimo quando, in TV, ha detto che le valutazioni d’impatto
ambientale (peraltro nella quasi totalità dei casi abbondantemente
taroccate o, comunque, molto benevole nei riguardi di chi ci devasta
casa nostra) sono un intralcio e basta. E l’altrettanto ineffabile
Prestigiacomo Stefania, miracolata ministro dell’ambiente, non è stata
certo da meno sponsorizzando  entusiasticamente l’ultimo dinosauro
veneto. Esistono, poi, progetti di “ricerca” che noi ci paghiamo e che
nascono con tutti i crismi della distorsione dei fatti, nati apposta
per offrire alibi ai vari figli di Attila. Parlo, per esempio, del
progetto “epidemiologico” Moniter con il quale, come ho già scritto in
varie occasioni, compreso un capitolo del libro Il Girone delle Polveri
Sottili, i sofisti della “scienza” dimostreranno che dagl’inceneritori
esce aria di montagna e che chi vuole star sano deve respirare proprio
quell’aria.

Io voglio
essere socraticamente convinto che si tratti solo d’ignoranza e
nient’altro. Non ci sono dubbi, un’ignoranza gravissima da parte di chi
occupa certe posizioni di tanto pesante responsabilità, ma non voglio
pensare ad interessi personali che ad altre longitudini varrebbero la
pena di morte.

Insomma, che cosa è successo a Modena? Per pareggiare l’inquinamento massiccio (tra l’altro, abbiamo appena
più che raddoppiato l’inceneritore, per inutile che sia) ecco che si
ricorre ad un escamotage burocratico comprando, ovviamente a spese
degl’ignari quanto bovini contribuenti, un bel pezzo di foresta
centroamericana in cui, cogliendo l’occasione, si mandano in meritata
vacanza un po’ di funzionari accompagnati da qualche giornalista da
premiare. Veleno in Valpadana, aria pulita in Costarica e il gioco è
fatto: il bilancio è ineccepibile.

Probabilmente i nostri
amministratori provinciali erano in perfetta buona fede quando
pensavano che, rogitato l’acquisto, i loro sudditi potessero, per
diritto acquisito, godere di aria proveniente direttamente da laggiù,
luminoso esempio di filiera corta. Dopotutto Modena è una città dove la
legge è legge, e se la legge stabilisce così…

Da
qualche settimana il mondo ha varcato una sorta di porta dell’inferno,
il che era ampiamente prevedibile ed ampiamente previsto da più di
qualcuno. Ovviamente, quel qualcuno è stato sbeffeggiato da chi la
sapeva ben più lunga. La conseguenza è una crisi economica senza
precedenti, almeno in tempi moderni, da cui faticheremo moltissimo a
risollevarci, se mai lo faremo. E se lo faremo, questo non sarà senza
dolorose amputazioni.

Ma
quello verso cui andiamo incontro è qualcosa d’incomparabilmente più
grave e da cui sarà molto, molto difficile risollevarci. Se una crisi
economica come quella di cui abbiamo appena visto la soglia ha come
conseguenza, al massimo, la povertà soprattutto per il mondo
classificato ricco (pur con ricadute globali), l’avvelenamento del
pianeta è una forma di suicidio che non risparmierà nessuno e che non
avrà antidoti possibili. Molti dei veleni con cui stiamo soffocando la
Terra richiedono tempi lunghissimi per degradarsi a qualcosa di meno
intollerabile, mentre altri sono eterni e non esiste possibilità di
bonifica, naturale o artificiale che essa sia. Nel frattempo, gran
parte dell’ecosistema sul cui fragile equilibrio viviamo sarà andato a
quel paese per essere sostituito da un altro che non è detto sia
compatibile con le nostre esigenze.

L’unica
soluzione è fermarci prima di aver raggiunto il punto di non ritorno.
La prima cosa da fare è cambiare con urgenza i timonieri. Lo abbiamo
già sperimentato: questi ci hanno condotto alla rovina economica ed ora
ci portano a velocità crescente, mantenendoci bendati, verso una camera
a gas immensa a dispetto degl’ingenui negazionisti che non mancano
nemmeno quando sono coinvolti loro stessi.

http://www.stefanomontanari.net/index.php?option=com_content&task=v…

http://www.stefanomontanari.net


Azioni

Information

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: