Non chiamatelo suicidio: Mubraka è morta di razzismo

9 05 2009

Ulisse Acquaviva  http://www.mamma.am

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Si vabbè: i Talebani, il velo islamico, le dittature, le teocrazie, i terroristi: ma NOI?

Mezza vita trascorsa in Italia, unico reato: essere tunisina. Ma se perdi il lavoro, le nostre leggi ti rinchiudono in un lager e ti deportano in un paese che non conosci. Quanti morti ci vogliono per decidere che ci fa schifo?

Quarantanove anni, di cui trenta trascorsi in Italia. Se fosse nata a Savona o Cosenza, Mubraka Mamouni sarebbe stata una semplice disoccupata, ma se sei nata in Tunisia e resti senza lavoro non ci servi piu’, e decretiamo la tua deportazione forzata nel tempo libero rimasto tra una commemorazione sionista dell’Olocausto e un festeggiamento repubblichino del 25 aprile, cosi’ tanto per riempirci la bocca di diritti e liberta’. Tanto come te ne troviamo a migliaia, disposte a trascorrere tre quinti della vita nel nostro cazzo di paese a ingoiare odio e pregiudizio, per nutrire quella piccola speranza di una vita migliore che riempie i cantieri edili, le case degli anziani, i ristoranti, i bordelli e i campi di pomodori di un paese grasso e ingrato che tratta i suoi schiavi a Roma peggio di come facevano i senatori imperiali duemila anni fa. La Croce Rossa e’ “profondamente addolorata” dalla morte di un corpo, ma resta fredda e indifferente di fronte a tutte le violenze quotidiane e le morti dell’anima che si consumano nel “Centro di indentificazione ed espulsione” di Ponte Galeria e in tutti lager di stato dove la croce benedice i carnefici ed e’ rossa di sangue altrui anziche’ di vergogna propria. Che cosa farebbe in quei luoghi il titolare di quella croce? Sarebbe il volto buono del potere o rovescerebbe i tavoli come ha fatto nel tempio? Prenderebbe trenta denari per gestire la sofferenza altrui o griderebbe per sputtanare gli ipocriti e i farisei perfino nelle sinagoghe e nei luoghi piu’ sacri? E il pensiero va a tutti quelli che muoiono di burocrazia, galera e razzismo, disprezzati dai benpensanti, derisi e schifati dalle puttanelle e dai palestrati che festeggiano il papi bianco vestito di nero e sfruttati dai criminali veri che restano a piede libero. E li’ a sinistra, non fate finta di niente, che ce l’ho anche con voi. Vero Livia Turco? Vero Presidente? Poteva essere mia madre, aveva quasi cinquant’anni, un marito e un figlio, l’abbiamo catturata mentre era in coda alla Questura per mendicare un pietoso pezzo di carta e l’abbiamo fatta disperare senza pieta’ fino ad impiccarsi. E ora ditemi che siamo una civilta’ superiore, maledetti criminali assassini.

http://www.mamma.am/mamma/articoli/art_2179.html


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