Il grande bluff

16 05 2009

2-di-picche

by loris
http://www.ldenews.info

E i nodi cominciano a venire al pettine. Dopo le prime “scoperte”
nel decreto inerente lo stanziamento di fondi per la ricostruzione post
terremoto (i soldi sono meno di quelli inizialmente promessi, sono
“spalmati” su oltre venti anni, son soldi “virtuali” che si dovrebbero
ricavare dal gioco d’azzardo, da manovre anti-evasione, dai tagli ai
fondi per il sud, e via dicendo …), adesso qualcuno comincia seriamente
a “far di conto”. E si scrive nero su bianco che e’ tutto un bluff. Un
grande bluff.

Lo fa una residente aquilana, la Dott.ssa Rosella Graziani, che in una lettera al quotidiano “Il Messaggero“, scrive:

Da un primo esame del Decreto legge n. 39 saltano agli
occhi queste particolarità: all’art. 3 non si parla di una cifra
specifica, ma nella relazione tecnica allegata si indica la somma di €150.000,00 quale tetto massimo spettante ai singoli cittadini per la prima casa. Orbene, la cifra che sarà poi effettivamente riconosciuta a ciascuno degli aventi diritto, per un terzo dovrà essere coperta con un mutuo a tasso agevolato a carico del cittadino, e per un altro terzo
dovrà essere anticipata, sempre dal cittadino, che potrà recuperarlo nell’arco di 22 anni non pagando le imposte, mentre lo stato interviene con denaro liquido solo per l’ultimo terzo.

E non finisce qui. Continua la dott.ssa:

All’art. 3, comma 1 , lettera c, si dispone che se un
immobile, gravato da un mutuo, è andato distrutto, la Società Fintecna, a richiesta del privato cittadino. si accollerà il mutuo nei limiti del contributo che al predetto è stato riconosciuto, ma diverrà proprietaria di quel che resta dell’immobile. Se però il mutuo supera il contributo riconosciuto, la conseguenza parrebbe essere, dall’esame della norma, che il cittadino dovrà continuare a pagare la parte residua del mutuo: insomma non avrà più la casa ma continuerà a pagare il mutuo. Il rischio è che la città vada per gran parte nelle mani della Fintecna.

E dopo il danno, la beffa:

dopo aver dichiarato la città “zona franca”, lo Stato non rinuncia a pretendere da quegli sventurati cittadini che si faranno carico della ricostruzione, il pagamento dell’IVA al 20% ( art. 3, comma 1°, lettera d).

SEGUE:

“Il sud, i poveri ed i giocatori d’azzardo finanzieranno la ricostruzione?”

E non potendoci essere limite al peggio, l’ennesima chicca: in tutti
i precedenti eventi catastrofici nella storia di questa
dissestata/disastrata nazione, la gestione dei fondi per la
ricostruzione e’ sempre stata affidata ai sindaci: chi meglio di loro
conosce il proprio territorio, le esigenze della comunita’ locale, i
bisogni primari? Cosi’ e’ stato in Friuli, in Irpinia, in Umbria. In
Abruzzo no. Sulla soglia del tanto voluto “federalismo” (fiscale e
non), il Governo tira i cordoni della borsa, prende in mano “tutto il
cucuzzaro” e affida la gestione dei fondi al sottosegretario alla
presidenza del Consiglio con delega alla protezione civile, Guido
Bertolaso.

Ci fosse stato il terremoto nelle valli lombardo-venete, i sindaci leghisti che avrebbero detto/fatto contro “Roma ladrona” ?

http://www.ldenews.info/?p=1425#more-1425

“Il sud, i poveri ed i giocatori d’azzardo finanzieranno la ricostruzione?”

terremoto2

E’ quanto sembrerebbe emergere dal decreto del Governo pubblicato
ieri sulla Gazzetta Ufficiale, e non sarebbe l’unica beffa: degli otto miliardi promessi
dal Presidente del Consiglio soltanto cinque giorni fa, per ora ne
arriveranno solo poco piu’ di uno. Il resto spalmato in circa venti
anni di finanziamenti con questo andamento: l’anno prossimo 539 milioni
e tra il 2011 al 2033 il rimanente, con stanziamenti progressivi via
via decrescenti (330 milioni nel 2011; 468 nel 2012, 500 nel 2013 fino
a 2,9 milioni di euro nel 2029).

Qual e’ la copertura finanziaria? Giochino vecchio: nessun aumento di tasse, ma tagli alle spese. E di quelle importanti: il fondo aree sottoutilizzate (Fas), il Bonus Famiglia(si, proprio la famosa e tanto pubblicizzata “social card”), le spese farmaceutiche.

Nuove entrate? si, certo. Favorendo lo sviluppo del gioco d’azzardo (vera piaga sociale di questi ultimissimi anni). Spiega L’unità:

Il ministero prevede «nuove lotterie ad estrazione
istantanea», «ulteriori modalità del gioco del lotto», «l’apertura
delle tabaccherie anche nei giorni festivi». Il decreto fa cenno anche
all’ipotesi di giochi da attuare nei supermercati. È prevista infatti
«l’attivazione di nuovi giochi di sorte legati ai consumi». Ma il
grande affare arriverà con le nuove slot machines e con nuove
possibilità di poker on line. L’introduzione di macchine di nuova
generazione, con il collegamento diretto all’anagrafe, consentirà di
incassare per ogni macchinario cambiato una una tantum di 15mila euro:
pr attrarre più giocatori, potrebbe abbassarsi la giocata minima a 50
centesimi (oggi è 3 euro) e alzarsi la vincita massima da 10 a 50mila
euro.

In definitiva, chi paghera’ per la ricostruzione? le aree
sottosviluppate, le famiglie bisognose, la sanità pubblica, i
dipendenti dal gioco d’azzardo. Ovvero, una buona fetta di popolazione
che, al contrario, avrebbe maggior bisogno di aiuti, economici e non
solo.

Alla faccia della solidarieta’, della sussidiarieta’ orizzontale, degli aiuti ai bisognosi, della carita’ cristiana, dell’art.2 della Costituzione.

RASSEGNA STAMPA

Arrivano i soldi per il terremoto, dai poveri
Pubblicato il decreto “terremoto”: prevede 1,152 miliardi di euro per
il 2009. Il resto è spalmato fino al 2032. Agli stanziamenti si
provvede mediante «corrispondente riduzione» del fas, delle risorse
destinate al bonus famiglie.
di Bianca Di Giovanni
L’Unità, 28 aprile 2009

Il grande inganno del dopo terremoto
Dott.ssa Rosella Graziani
cittadina di L’Aquila; attualmente ospite del padre, insieme alla sua famiglia, in Paglieta (CH)
Il Messaggero, 3 maggio 2009

L’Aquila e il decreto abracadabra
Piccola Italia, di Antonello Caporale
La Repubblica, 5 maggio 2009

Sisma, il decreto prevede che i fondi per la ricostruzione siano erogati entro il 2033
Gran parte del denaro verrà racimolata con nuove lotterie e provvedimenti anti-evasione
Terremoto, rabbia in Abruzzo
“Sui soldi il governo mente”

di GIUSEPPE CAPORALE
La Repubblica, 5 maggio 2009

Ricostruzione: decreto, scontro sui fondi
A chi è senza casa meno soldi per la ricostruzione. Scontro sul decreto
Abruzzo del governo. Il Pd: è un bluff. Chiodi: va corretto. Alla
nostra regione trattamento peggiore rispetto all’Umbria. Mantini (Udc):
«Scelte inadeguate gli indennizzi vanno dati al 100%» Le imprese: serve
l’Obiettivo 1
Il Centro, 5 maggio 2009

Chiodi al lavoro per apportare modifiche al decreto del Governo
PESCARA Chiodi al lavoro per migliorare il decreto sulla ricostruzione delle zone terremotate.
Il Tempo, 5 maggio 2009

http://www.ldenews.info/?p=1425#more-1425

Leggete anche

“Oltre al danno la doppia beffa” di OnestaMente


Azioni

Information

One response

15 05 2010

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: