Jacques Attali – il ritorno

11 06 2009

http://novoordo.blogspot.com

di Gaia

attali

Ricordate questa faccia?
Ma sì: ne abbiamo parlato giusto a fine maggio, sottolineando come nelle idee di questa mente eccelsa sia compresa anche la bontà intrinseca di una bella pandemia: eh sì, perché una pandemia sarebbe proprio quel che ci vuole per dare l’ultima spintarella verso il nuovo ordine mondiale.
Ohibò. Alla faccia della
real-politik.

Ma Attali torna alla carica, intervistato da EuroNews: seguiamo i passi salienti del discorso del nostro eroe (ma vi consiglio comunque di ascoltare il video dell’intervista completa).

—-

Jacques Attali: “Governo europeo, o sarà la fine dell’euro”
4 giugno 2009

Dopo una carriera di docente universitario, consigliere economico del presidente della repubblica francese Mitterrand e presidente della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo, Jacques Attali è oggi alla testa di Planet Finance, una società internazionale specializzata nello sviluppo e nella microfinanza. Attali ha pubblicato una quarantina di titoli, tradotti in 20 lingue. La sua specialità è l’analisi dei trend, ovvero l’interpretazione del futuro economico.

Ascoltiamo dunque questo mago della finanza che consiglia presidenti e istituzioni europee.

Domanda:
Le elites sottolineano l’importanza del più grande scrutinio del pianeta, ma gli elettori sembrano avvertire una sorta di indifferenza.

J.A.:
No, non è esattamente così. […] quando votano per le elezioni europee, sanno che non esiste un governo europeo, e ne ricavano una impressione molto più indefinita. […] La gente andrà a votare quando davvero sarà chiamata a eleggere un presidente europeo.

Ah ecco.. la sfiducia non può essere dovuta al fatto che la gente non vuole l’unione europea -giammai si dica una cosa del genere- quanto piuttosto al fatto che il governo centrale europeo non c’è ancora e quindi la gente non riesce a vedere quanto buono possa essere.
Non si può dire che molti hanno mangiato la foglia e non credono nella farsa delle elezioni tout-court.. anche perché se no si rompe il giochino.


Domanda:
Lo scarto tra integrazione economica e politica dell’Europa è troppo ampio. La crisi ci ha preso alla sprovvista?

J.A.:
[…] Oggi abbiamo bisogno, davanti alla crisi, di un potere politico forte come quello degli Stati Uniti e della Cina, cioè di un potere capace di decidere il rilancio dell’economia, piani di grandi opere, interventi a sostegno della ricerca, nazionalizzazioni europee… Però in nessuna lingua europea si può parlare di “nazionalizzazioni per l’Europa”, o di “europeizzazione”. Mentre al giorno d’oggi servirebbe non tanto “nazionalizzare” delle imprese, ma farle diventare proprietà dell’Unione europea. Anche se questo appare ancora inconcepibile.

Rilancio dell’economia.. piani di grandi opere, nazionalizzazioni..
Dove ho già sentito queste frasi?

“Farle diventare proprietà dell’unione europea”
……

Attimo di silenzio.

Sì sì, ha detto proprio così.

Silenzio di tomba.

[…] il modello attuale di rispetto dei servizi pubblici, dello sviluppo di una giustizia sociale, di uno stato-protettore capace di orientare l’evoluzione globale […] dovrebbe diventare un modello universale.

Stato-protettore [attimo di sospensione del battito cardiaco..] capace di orientare l’evoluzione globale” ?
Stato-protettore… come sempre, si dimentica di specificare
protettore di chi.


Poi se dovesse tirar fuori dal cilindro anche il
risveglio delle coscienze sotto la stella polare dell’unione europea, sarebbe pronto per ricevere il premio del Buzzword Bingo.

[…] Ancora più importante del risultato delle elezioni sarà la ratifica del Trattato di Lisbona, che costituirà una tappa verso il progresso dell’integrazione europea.

“Trattato”, non “costituzione”: che altrimenti bisogna farla passare per i referendum, e dopo le batoste a ciclo continuo ricevute da vari paesi europei non è bello far vedere che ‘sto obbrobrio non lo vuole nessuno.

Oltretutto, se il Trattato di Lisbona verrà ratificato, le elezioni europee assumeranno tutt’altro significato, perchè permetteranno di avanzare ancora più avanti. [verso cosa? fammi indovinare..] La storia ci dice che se nei prossimi anni l’Europa non si dota di un vero governo europeo, tutta la costruzione europea è destinata a crollare. [primo spauracchio – e comunque, per molti sarebbe un bel giorno] Perchè se non si avanza si retrocede. [secondo spauraccio] E se non saremo capaci di darci un ministro europeo delle Finanze, una politica unitaria di bilancio, una politica fiscale comune, una politica sociale condivisa, l’euro non esisterà più. [terzo spauracchio]

Domanda:
Quindi l’Unione europea di domani o sarà politicamente integrata, o non sarà…?

J.A.:
Esattamente. Altrimenti ciascuno tornerà al suo protezionismo. Che è la minaccia su scala mondiale. [BU! quarto spauracchio: il protezionismo. Accettate il nuovo ordine mondiale, o verrà il babau!] Se non ci metteremo sulla strada di qualcosa che somigli a un governo mondiale, si rischieranno dei protezionismi continentali. [quinto spauracchio, in crescendo]

Domanda:
Però l’evocare questo termine, governo mondiale, continua a far paura a tanti…

J.A.:
Certo, ed è normale, perché si tratta di qualche cosa che pare fantasmatica.

Alla faccia dell’argomentazione.

[…] Se non saremo capaci di avere uno spazio economico, accanto allo spazio politico, sulla scala europea, non accadrà nemmeno su scala mondiale. E se lo spazio economico mondiale ne risulterà frammentato, torneremo a una grande depressione economica.

Sesto ed ultimo spauracchio.

Notare come mai il nostro eroe si premuri di argomentare gli
slogan che così generosamente ci elargisce..

Chi governa può farlo solo con la paura.
Terrorizzandoci in modo più o meno velato, ma sempre facendo leva sulle nostre paure, reali o
indotte che siano (e molto spesso sono chiaramente indotte).

Scrolliamoci di dosso questa cappa di terrore che ci hanno volutamente scaricato addosso, una volta per tutte.

E al prossimo che ci viene a raccontare simili corbellerie, rispondiamo con una bella pernacchia. Che è il livello di discussione che certa gentaglia si merita.

http://novoordo.blogspot.com/2009/06/jacques-attali-il-ritorno.html


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One response

16 06 2009
giuditta

Manipolazione influenza, un post che credevo si commentasse da solo! Va bene cosi’?
http://tuttouno.blogspot.com/2009/06/francia-sette-casi-di-influenza-ah1n1.html

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