Tre onde anomale convergenti, GEAB 36 parte I, II e III

30 06 2009

Seguono: “Disoccupazione di massa” e
“Fallimenti in serie e crisi terminale dei titoli di debito USA”

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europe2020-neg

Di Felice Capretta

Obama e la sua perfetta abilità dell’ammazzare mosche, questa è la notizia ripetutamente lanciata dai telegiornali (il che non è sfuggito ai lettori tra i commenti).

E’ anche strano che faccia notizia, visto che il Presidente degli Stati Uniti è anche il comandante in capo delle forze armate in stato di guerra ed evidentemente ad ammazzare (per interposta persona) è abituato.

Cio’ detto, passiamo alle notizie interessanti.

Sorvoliamo per ora, nonostante le richieste degli affezionati lettori, sulla proposta Obama – Geithner per la riforma del settore finanziario, con maggiori poteri alla Fed (“superpoteri”, secondo swissinfo). Sono 85 pagine e vorremo avere il tempo di studiarcele. L’impressione, per il momento, è che non sia niente di veramente nuovo: più potere a chi ha già potere ed ha avuto una consistente responsabilità nel portare al disastro l’economia americana.

Investito di maggior potere, chi è responsabile di un disastro puo’ solo combinare maggiori disastri.

Per il resto, è uscito il GEAB Report 36, numero estivo (se non sapete di cosa stiamo parlando potete leggere questo post introduttivo dedicato a quanto durerà la crisi) . Stiamo analizzando il report completo, mentre su ripensaremarx è già uscita la traduzione della prima parte gratuita. Ve la proponiamo, con opchi e leggeri aggiustamenti nella traduzione di G.P. (qui il pdf, qui l’originale francese).

Geab 36. Crisi sistemica globale. Lo shock cumulativo delle tre onde anomale nell’estate 2009

Come anticipato da LEAP/E2020 fin dall’Ottobre 2008, alla vigilia dell’estate 2009, la questione
della capacità degli Stati Uniti e del Regno Unito di finanziare i loro deficit pubblici, oramai incontrollati, si è imposta come un fatto centrale nel dibattito internazionale, aprendo la via al doppio fenomeno di una cessazione dei pagamenti degli Stati Uniti e del Regno Unito, da qui alla fine dell’estate 2009.

Così, a questo stadio di sviluppo della crisi sistemica globale, contrariamente al discorso mediatico
e politico attualmente dominante, l’equipe del LEAP/E2020 non ravvisa affatto una ripresa dopo
l’estate 2009, né, d’altronde, nei dodici mesi a venire.

Al contrario, a causa dell’assenza di un trattamento di fondo dei problemi all’origine della crisi, riteniamo che l’estate 2009 vedrà la convergenza di tre “onde anomale” particolarmente distruttrici che traducono il proseguimento dell’aggravamento della crisi e provocheranno degli sconvolgimenti storici da qui ai mesi di Settembre/Ottobre 2009.

Come è successo dall’inizio di questa crisi, ogni regione del mondo non sarà beninteso toccata allo stesso modo; ma, per i nostri ricercatori, tutti senza eccezione conosceranno una forte degradazione della loro situazione da qui alla fine dell’estate 2009.

Questa evoluzione rischia così di prendere in contropiede numerosi operatori economici e finanziari tentati dall’euforizzazzione mediatica attuale. In questo numero speciale “Estate 2009” del GEAB, la nostra equipe presenta naturalmente in dettaglio queste tre onde distruttrici convergenti e le loro conseguenze. E la nostra equipe descrive in conclusione le sue raccomandazioni strategiche (oro, immobili, buoni, azioni, divise) per evitare di essere spazzati da questa estate mortale.

Le tre onde anomale convergenti dell’estate 2009

Così, per LEAP/E2020, lontano dai “giovani germogli” (“green shoots”) scorti da due mesi in tutti gli angoli delle tabelle statistiche dai media finanziari internazionali, dagli esperti titolati e dai politici che li ascoltano, ci sono dieci onde particolarmente distruttrici per il tessuto socioeconomico che vanno a convergere durante l’estate 2009, traducendo la prosecuzione dell’aggravamento della crisi e trascinando degli sconvolgimenti storici fin dalla fine dell’estate 2009, in particolare delle situazioni di cessazione di pagamenti da parte degli Stati Uniti e del Regno Unito, entrambi al cuore del sistema globale in crisi:

  • 1. l’onda della disoccupazione massiccia: tre date di impatto che variano secondo i paesi dell’America, dell’Europa, dell’Asia, del Medio Oriente e dell’Africa,
  • 2. l’onda che si infrange con fallimenti in serie: Imprese, banche, Società immobiliare, Stati, regioni, città,
  • 3. l’onda della crisi terminale dei Buoni del Tesoro US, del dollaro e della sterlina e del ritorno dell’inflazione,

Queste tre onde non sono in effetti successive come le onde anomale chiamate le “tre sorelle” così distruttive; sono più pericolose perché sono simultanee, asincrone e non parallele.
Perciò, il loro impatto sul sistema mondiale è generatore di uno smembramento in quanto lo raggiungono da diversi angoli, a differenti velocità, con forze variabili.

La sola certezza a questo stadio, è che il sistema internazionale non è stato mai tanto debole e sguarnito di fronte ad una tale situazione:

  • la riforma del FMI e delle istituzioni della governance mondiale annunciata al G20 di Londra resta lettera morta,

  • il G8 somiglia sempre più ad un club moribondo di cui tutti si chiedono oramai a che cosa può ben servire,

  • la leadership americana non è che più l’ombra di sé stessa che tenta disperatamente di conservare degli acquirenti per i suoi buoni del tesoro,

  • il sistema monetario mondiale è in piena disintegrazione coi russi ed i cinesi che accelerano il loro gioco per posizionarsi nel dopo-dollaro,

  • le imprese non vedono nessun miglioramento all’orizzonte ed aumentano i loro licenziamenti,

  • gli Stati, sempre in numero maggiore, vacillano sotto il peso del loro debito accumulato per “salvare le banche” e dovranno avere a che fare con una serie di fallimenti a partire dalla fine dell’estate.

Le banche, del resto che, dopo avere spillato ancora una volta il denaro ai risparmiatori creduloni grazie all’imbellettamento dei mercati finanziari orchestrato in queste ultime settimane, dovranno riconoscere che sono sempre più insolventi a partire dalla fine dell’estate 2009.

Negli Stati Uniti come nel Regno Unito il colossale sforzo finanziario pubblico realizzato nel 2008
ed all’inizio 2009, a solo profitto delle grandi banche, ha raggiunto in particolare, un tale grado di
impopolarità che era diventato impossibile nella primavera 2009 prevedere nuove infusioni di fondi pubblici a vantaggio delle banche insolventi.

È diventato allora un imperativo quello di orchestrare una “bella favola” per spingere il risparmiatore medio ad iniettare i suoi propri fondi nel sistema finanziario. A colpi di “green shoots”, di indici borsisti spinti verso l’alto senza fondamento economico reale e di “rimborsi anticipati di fondi pubblici”, il collocamento è stato effettuato.

Così, mentre i grandi investitori delle monarchie petrolifere o dei paesi asiatici, approfittando della manna, uscivano dal capitale delle banche in questione, una moltitudine dei nuovi piccoli azionisti entrava lì piena di speranza. Quando scopriranno che i rimborsi dei fondi pubblici sono solamente una goccia d’acqua rispetto a ciò che queste stesse banche hanno ottenuto in termine di aiuto pubblico, particolarmente per garantire i loro attivi tossici, e che, di qui a tre e a
quattro mesi al massimo, come analizzato in questo GEAB N°36, queste stesse banche saranno di nuovo sul punto di crollare, constateranno, impotenti, che le loro azioni non valgono di nuovo più niente.

Intossicati dai finanzieri, i dirigenti politici del pianeta avranno di nuovo la sorpresa, dopo l’estate, di scoprire che tutti i problemi dell’anno passato andranno riemergendo, moltiplicati, perché non sono stati trattati, ma appena “nascosti” sotto le masse immense di denaro pubblico. Una volta dilapidato questo denaro dalle banche insolvibili, forzate a “salvare” i concorrenti in condizione peggiore di loro stesse, o nei piani di stimolo mal concepiti dell’economia, i problemi riemergeranno con più gravità.

Per le centinaia di milioni di abitanti dell’America, dell’Europa, dell’Asia e dell’Africa, l’estate 2009 sarà una terribile transizione verso un impoverimento duraturo a causa della perdita del loro lavoro, senza prospettive di ritrovarne uno prima di due, tre o quattro anni, o a causa della vaporizzazione dei loro risparmi collocati direttamente in borsa, nei fondi pensione a capitalizzazione o degli investimenti bancari legati alla borsa o formulati in Dollari US o in Sterline britanniche; o a causa degli investimenti nelle imprese spinte ad aspettare disperatamente una ripresa che non verrà per molto tempo.

Si conclude qui la prima parte riassuntiva del GEAB Report 36 – speciale estate 2009.
La ripubblicazione è consentita mantendo attivi i link a questo articolo originale: “tre onde anomale convergenti – geab 36 parte I” e alle fonti informazione scorretta e ripensaremarx.

Saluti felici

Felice Capretta

Disoccupazione di massa – GEAB 36 parte II

Le tre onde anomale dell’estate 2009 – disoccupazione di massa

Eccoci tornati con la seconda parte del GEAB Report n.36 di Europe2020.

Se avete perso la prima parte la trovate qui: tre onde anomale convergenti , mentre se non sapete di cosa stiamo parlando potete leggere questo post introduttivo dedicato a quanto durerà la crisi.

Dopo la prima parte gratuita e riassuntiva, Europe2020 si dedica all’analisi delle tre onde anomale:

  • 1. l’onda della disoccupazione di massa: tre date di impatto che variano secondo i paesi dell’America, dell’Europa, dell’Asia, del Medio Oriente e dell’Africa
  • 2. l’onda che si infrange con fallimenti in serie: Imprese, banche, Società immobiliare, Stati, regioni, città,
  • 3. l’onda della crisi terminale dei Bond US, del dollaro e della sterlina e del ritorno dell’inflazione

In questa seconda parte il focus passa alla prima onda anomala: la disoccupazione di massa.

GEAB 36. Parte II – L’onda della disoccupazione di massa: tre date differenti di impatto in funzione delle nazionii. America, Europa, Asia, Medio Oriente e Africa

L’estate del 2009 sarà ricordata come il punto di svolta per quanto riguarda l’impatto della disoccupazione sul corso degli eventi della crisi sistemica globale. Infatti, sarà il momento in cui, invece di una conseguenza della crisi, la disoccupazione in tutto il mondo diventerà un fattore aggravante.

Naturalmente, questo processo non si svilupperà nè allo stesso passo dovunque, nè con le stesse conseguenze. Comunque, dovunque senza eccezioni, diventerà una elevata priorità sia per il grande pubblico sia per i leader economici.

Secondo LEAP/E2020, questa ondata di disoccupazione di massa colpirà le regioni principali del mondo in tre momenti differenti:

  • A) Alla fine dell’estate 2009 nel caso di USA, UK, Irlanda e Spagna
  • B) A fine autunno 2009 nel caso di Cina, sudest asiatico, sudamerica, nuovi stati membri dell’UE, Turchia, medio Oriente, Africa
  • C) Nell’inverno 2009/2010 nel caso delle nazioni del nocciolo della Zona Euro, più Danimarca, Svezia e Giappone.

Il momento in cui una regione o una nazione viene colpita dipende da due fattori essenziali: la crescita della disoccupazione stessa; e la qualità degli ammortizzatori sociali nelle regioni / nazioni stesse.

A) USA, UK, Irlanda, Spagna: lo shock a fine estate 2009
Stati Uniti.

Una cosa certa oggi è che una prima ondata di milioni di disoccupati, non più aventi diritto a benefici assicurativi, colpirà gli USA tra Luglio e Settembre 2009. Sono tutte quelle persone che sono state lasciate a casa durante il quarto trimestre del 2008, quando i licenziamenti hanno iniziato a colpire 500.000 persone al mese.

[…]

La situazione è ancora peggiore dal momento che, subito dopo, altre ondate altrettanto grandi seguiranno a fine 2009. Anche le persone più ottimiste negli USA hanno smesso di credere che l’occupazione ripartirà entro la fine del 2009.

Questo significa che più di 4 milioni di nuovi disoccupati […] aspetteranno Natale con nessuna altra speranza se non i benefit delle assicurazioni sulla disoccupazione, e nessun lavoro all’orizzonte.

Socialmente ed umanamente parlando, è una tragedia che eclisserà rapidamente la Grande Depressione del 1929.

(NDFC: vi proponiamo qui il famoso grafico dei dati di occupazione USA dal gennaio 2004 al marzo 2009. L’avrete certamente visto come immagine su altri siti e blog, questa è pero’ l’animazione originale che rende particolarmente l’idea. Cliccate su play per avviare l’animazione)

[…]

In UK, come in Irlanda e in Spagna, ma in un contesto monetario e politico di gran lunga peggiore, i primi milioni di disoccupati generati dalla crisi da metà 2008 in poi giungereranno al termine o quasi dei loro sussidi di disoccupazione […].

In Spagna in particolare, la cattiva stagione turistica in arrivo (in una nazione dove il turismo è un settore che crea posti di lavoro in quantità) trasformerà l’estate 2009 in un momento drammatico di verità per la nazione.

[…]

Già per settembre 2009 tutte queste nazioni dovranno fronteggiare un problema analogo: come gestire milioni di disoccupati con nessuna prospettiva di lavoro nel medio periodo e nessun sistema sociale efficiente per sostenerli.

Se l’Irlanda, essendo una nazione più piccola, puo’ sperare di trovare un sostegno efficace nei finanziamenti europei, la dimensione del Regno Unito, così come la molteplicità delle crisi che lo stanno colpendo, lascia nessun’altra prospettiva che una crisi generale.

B) Cina, Asia e sudamerica, Russia, nuovi stati dell’UE, Turchia, Medio Oriente e Africa: autunno 2009

I leader cinesi sono consapevoli dei pericoli per l’ordine politico e sociale della nazione della disccupazine di massa che continuerà a salire dopo l’estate del 2009. Per questo motivo, il loro piano di stimolo all’economia include una ampia sezione dedicata allo sviluppo del loro sistema di sicurezza sociale nelle campagne. Si stanno convincendo che saranno capaci di evitare il crollo della “paratia socio-politica” eretta negli anni 80 del secolo scorso tra una economia di mercato nascente ed il monopolio politico del partito comunista. Sotto il peso di 50-100 milioni di nuovi disoccupati senza più risorse entro l’autunn 2009, questa paratia potrebbe improvvisamente cedere.

Nel sudest asiatico, dove i sistemi sociali sono embrionali, avranno uno shock analogo entro l’autunno del 2009, in uno scenario di esportazioni in calo.

Finora, l’america latina ha fronteggiato meglio la crisi, ma le condizioni globali e le chiusure delle principali aziende esportatrici di materie prime dovrebbe prendere piede nella regine nell’autunno del 2009. Il livello dell’integrazione regionale non è ancora sufficiente per sostenere una domanda globale sempre più debole.

In Russia si preferisce non pagare i salari piuttosto che licenziare in massa. Questo metodo aiuta a mantenere il tasso di disoccupazione ufficiale sotto controllo più a lungo. […] questa “soluzione” non è sostenibile nel lungo periodo… a meno che il prezzo del petrolio schizzi a 100 dollari al barile entro l’estate 2009 (sempre se il dollaro non crolla nel frattempo) e i benefici derivanti siano massicciamente impiegati per pagare i salari satali.

I nuovi stati dell’UE avranno massiccia disoccupazione nell’autunno del 2009. I loro sistemi di protezione sociale sono stati ridotti da un decennio di “adattamenti” forzati ai dogmi neoliberali.

(NDFC: a proposito, i nostri affezionati lettori di stanza in Lettonia ci informano nei commenti sullo stato di salute dello stato baltico in pericolo. Lo stesso premier Dombrovskis ha dichiarato che senza prestito FMI / EU lo stato baltico avrà finito i soldi entro Agosto e non sarà più in grado di pagare stipendi, pensioni o “altri pagamenti”, leggasi in pratica default sul debito pubblico. Articolo originale su baltic-course)

[…]

Nel Medio Oriente (e nel mondo arabo in generale), la disoccupazione diventerà un fenomeno esplosivo dopo l’estate 2009. Anche le ricche nazioni del Golfo raggiungeranno il limite dei loro sistemi di “welfare”una volta che andranno in frantumi tutti i sogni di sviluppo economico basato sulla previsioni di un mondo che nel 2008 è scomparso (Dubai è l’esempio più tragico).

Africa. Che sia direttamente o indirettamente integrata con la zona economica europea, come il nordafrica o come l’africa nera, collegata all’europa grazie ai flussi migratori, comunque avrà un’improvviso picco di disoccupazione nell’autunno del 2009, come conseguenza di una recessione persistente in EU.

C) Blocco Zona Euro, Danimarca, Svizzera, Svezia, Canada e Giappone: inverno 2009 / 2010

Solo una manciata di nazioni sono protette fino al quarto trimestre del 2009 dalle peggiori conseguenze della disoccupazione di massa. Sono stati i cui ammortizzatori sociali e sistemi sociali sono i più avanzati, come Germania, Francia, Olanda, la Scandinavia, Canada e Giappone (NDFC: l’Italia non è citata).

Finora, la crescita della disoccupazione è stata sostanzialmente inferiore alle altre nazioni sviluppate.

Tuttavia, in queste nazioni il processo sta raggiungendo i limiti finanziari in termini di volume (durata e numero delle richieste di sussidio). Dall’estate 2009 in poi, il numero dei nuovi disoccupati inizierà a crescere in modo significativo.

Poi , a fine 2009, i primi milioni di disoccupati lasciati a casa a fine 2008 non avranno più diritto ai sussidi, sovraccaricando i sistemi sociali e provocando squilibri ulteriori nei bilanci dei sistemi di protezione sociale.

Concludiamo qui la seconda parte del GEAB Report n.36 , mentre potete trovare la prima parte qui: Tre onde anomale convergenti – GEAB 36 parte I.

A breve, come sempre, seguira’ la traduzione di altri stralci del report completo: i fallimenti di massa a catena, la crisi finale dei bond americani e del dollaro e i suggerimenti economici di Europe2020.

Ricordiamo che la ripubblicazione è consentita mantendo attivi i link all’interno dell’articolo e a questo articolo originale “Disoccupazione di massa – GEAB 36 parte II” e alla fonte informazione scorretta.

Saluti felici

Felice Capretta

Titoli T-Bond USA, crisi terminale – GEAB 36 parte III

Eccoci tornati con la terza ed ultima parte del GEAB Report n.36 di Europe2020.

Se avete perso la prima parte la trovate qui: tre onde anomale convergenti
La seconda parte qui: disoccupazione di massa
mentre se non sapete di chi e di cosa stiamo parlando potete leggere questo post introduttivo dedicato a quanto durerà la crisi .

In questa terza ed ultima parte il team LEAP/E2020 si concentra sulle altre due onde anomale: i fallimenti in serie e la crisi terminale dei bond USA, del dollaro, del pound.

Infine, il team dà qualche suggerimento sugli investimenti. Teniamo a sottolineare che sono i suggerimenti di Europe2020 e non i nostri. Come sapete preferiamo astenerci sull’argomento.

GEAB 36: Le tre onde anomale dell’estate 2009 – Fallimenti in serie, crisi terminale dei bond USA

L’onda dei fallimenti in serie: aziende, banche, immobiliari, regioni, stati, città.

Negli USA, in UK e in Spagna in particolare una seconda ondata di pignoramenti è in fase di gestazione, così come un’ondata di default di stati, regioni e città, durante l’estate.

Per un gran numero di aziende grande, medie e piccole, l’estate del 2009 è vista come l’estate dell’ultima possibilità. O, come nel caso di molti stati e regione, dipendono in modo critico dal turismo e, dopo molti mesi piatti, necessitano disperatamente di una buona stagione estiva per evitare di fallire in Settembre, oppure dipendono da una buona ripresa in autunno per coprire le perdite degli ultimi nove mesi.

Sfortunatamente, secondo E2020, in entrambi i casi, la ripresa non è in vista:

  • I turisti, se arrivano, hanno ben pochi soldi

  • I consumatori, se hanno in salario, sono troppo preoccupati per acquistare

Il nocciolo di questa onda anomala che si sta infrangendo è la morte dello stravagante consumatore occidentale, in particolare del consumatore americano.

Si potrebbe sempre provare a risollevarne lo spirito, dandogli buone notizie e nascondendogli le cattive (NFDC: questa è la strada più affine al governo italiano, come avranno certamente notato gli affezionati lettori). Si potrebbe promettergli sconti e suggerigli di andare di nuovo nel debito infinito. Niente pero’ funziona… e niente funzionerà, perchè lo spensierato consumatore drogato di credito non esiste più: semplicemente non ha più soldi oppure è troppo preoccupato di fare qualunque cosa che non sia risparmiare.

[…]

Tutte le nazioni che dipendono dalle esportazioni, la Cina in primis, nonostante il suo disperato tentativo di creare urgentemente uno “stravagante consumatore cinese”, stanno per toccare con mano la stessa disillusione: i loro vecchi clienti non esistono più, lo stravagante consumatore occidentale è morto.

Infatti, dietro le grandi dichiarazioni dei leader politici e finanziari, la realtà sta già prendendo piede, come mostra il grafico sotto che mostra l’evoluzione del consumo di corrente elettrica in Cina (il più affidabile indicatore della reale crescita di questo paese).

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Questo è ancora più serio dal momento che l’ ondata di fallimenti nel settore privato, e le conseguenze in termini di occupazione che gli si abbinano, aggraveranno le conseguenze dell’ondata dei default pubblici (stati, regioni, città). Per USA e UK, come anticipato in numerose edizioni precedenti del GEAB Report, l’estate del 2009 sarà il tempo del default. Tuttavia, dal Messico alla Turchia, al sudest asiatico, agli stati baltici, i default sul debito stanno iniziando ad affiorare ovunque.

La forma che prendono questi default puo’ essere diversa, con tre principali aspetti in comune:

  • massiccia svalutazione (organizzata o imposta)

  • budget da austerity (con drastici tagli al welfare e ai servizi pubblici)

  • massicci aumenti fiscali

In queste nazioni, questo tipo di misure possono uccidere qualunque speranza di ripresa economica nel medio periodo (2/3 anni) ed aumentare i rischi dell’esplosione socio-politica. Inoltre, questo contribuirà alla riduzione della domanda di beni e servizi in tutto il mondo, aggravando la depressione economica nelle altre nazioni.

Negli stati federali o semi-federali le cui regioni hanno goduto di poteri fiscali e di budget si svilupperanno gli stessi processi (salvo la svalutazione). La California, come almeno 40 dei 50 stati degli USA è già in una situazione simile.

Al di la’ degli aspetti economici, queste situazioni metteranno alla prova la forza dei legami interni in molte nazioni, il che contribuirà al trend del dissesto geopolitico globale.

Per concludere, i fallimenti delle banche torneranno nei titoli dei giornali negli USA, UK, Europa e Giappone alla fine dell’estate 2009, perchè tutti i fallimenti aziendali, pubblici e personali creeranno tanti “asset tossici” attualmente segnati come crediti nei bilanci delle banche. Ma, a tre mesi da oggi, si saranno trasformati in bombe finanziarie.

L’onda della crisi terminale dei Bond USA, del dollaro e della sterlina e il ritorno dell’inflazione

Il primo summit del BRIC è il primo segno di dissezione geopolitica globale (approfondite a questo link) . L’argomento principale di discussione non era un fattore militare o strategico, ma un argomento monetario e finanziario: cosa farsene delle centinaia di miliardi di dollari USA (nella forma dei titoli di debito) accumulati da queste 4 nazioni negli ultimi anni?

(NDFC: gli affezionati lettori ne erano già al corrente, si veda l’articolo Bric o la fine del dollaro )

Cinesi e russi hanno già notato che i loro dollari non sono sempre i benvenuti negli USA, in Europa o in Australia quando cercano di usarli per investire in asset strategici. Con Brasile ed India, hanno avviato una grande quantità di accordi swap nelle loro rispettive valute (un trend che prenderà piede dopo il summit) e stanno cercando di comprare tutto quello che possono con i loro dollari finchè ci sono nazioni ancora in grado di vendere le loro ricchezze in cambio di dollari.

[i paesi del BRIC] hanno deciso di acquistarsi a vicenda i loro titoli di debito, riducendo quindi la loro dipendenza dai titoli di debito americani.

LEAP/E2020 ritiene che questo Summit è probabilmente l’ultimo tentativo di riconciliazione da parte dei paesi del BRIC prima del divorzio. Se le richieste di una rapida e profonda riorganizzazione dei meccanismi di voto all’interno del FMI ed altre organizzazioni internazionali non saranno accettate ed implementate rapidamente da USA, UK, Giappone ed UE, il prossimo summit del BRIC sarà un summit di rottura, che svilupperà strategie indipendenti o anche opposte al trio USA/Giappone/EU.

Con i titoli di debito USA che eccedono la cifra di 100 miliardi al mese (in contrapposizione ai 10 mliardi degli anni precedenti, il passo della rottura si impone naturalmente da se’. Come anticipato da LEAP/E2020 nei GEAB precedenti, è alla fine dell’estate 2009 che i disperati bisogni di prestito di USA e UK ed il crescente sospetto da parte dei potenziali acquirenti (dei loro titoli di debito, NDFC) si combineranno e raggiungeranno l’ora della verità.

L’ora della verità potrà manifestari in un solo modo: il rifiuto da parte degli acquirenti di continuare ad acquistare titoli di debito T-Bond USA e Gilt britannici. In questo senso, la decisione dei paesi del BRIC di acquistarsi a vicenda i titoli di debito è un primo segno che un colpo agli acquirenti di T-Bond USA sta per arrivare.

In questo contesto, un primo scenario è che la Fed e la Banca d’Inghilterrra iniziano ad acquistare massicce quantità di bond emessi dai loro governi, quindi le loro valute crollano e cresce la creazione di moneta, mentre i prezzi delle altre valute schizzano in alto.

Avviene quindi la svalutazione che molti leader americani sognano.

Dichiareranno di essere vittime dei cinesi cattivi, dei russi cattivi, etc, facilitando le misure protezionistiche in un tentativo di ridare fiato alle aziende americano. Naturalmente, in questo processo, il potere di acquisto dei cittadini americani sarà improvvisamente dimezzato, ma non è sicuro che questo passerà inosservato a New York e Washington…

In un secondo scenario, Obama, Geithner e Bernanke devono dichiarare pubblicamente che il dollaro ha perso dal 30 al 50 percento del suo valore contro le altre monete come misura per risolvere l’impossibilità del governo americano di ripagare i titoli di debito USA (T-Bond). Questo scenario corrisponde all’opzione “Nuovo Dollaro”.

In una situazione in cui USA e UK fanno default sul debito ad il dollaro crolla, i prezzi delle materie prime denominate in dollari e pound certamente saliranno, anche se, in confronto con le altre valute, potrebbero stagnare o diminuire al peggiorare della recessione. Questo mercato è di conseguenza difficile da anticipare precisamente, il che non aiuta le aziende.

In USA e UK, con la discesa delle monete e la salta della stampa di moneta a fronte di una economia in contrazione, la situazione risultante puo’ essere solo una forte fiammata inflattiva (o anche iperinflazione momentaneamente). Fortunatamente, grazie al fatto che le loro esportazioni sono non-strategiche (contrariamente alle materie prime e all’energia), l’inflazione non sarà esportata e, al contrario, potrà essere largamente compensata dall’effetto deflazione, in altre nazioni, dell’aumentato valore di altre monete.

Raccomandazioni strategiche

Valute e Oro

Le onde anomale dell’estate 2009 provocheranno gravi turbolenze e porteranno ai default sui titoli di stato. Il mercato delle valute sara’ su una strada particolarmente accidentata. A questo punto, LEAP/E2020 non è in grado di anticipare prezzi precisi perchè i cambiamenti saranno così improvvisi e vari che solo trend generali possono essere previsti.

Il dollaro ed il pound subiranno nuove cadute.
Il dollaro scenderà a 0,65 e il pound sotto la parità con l’euro.

Quando il default degli USA apparirà inevitabile, il tasso di cambio andrà verso 1 EUR = 2 USD.

Il Real e lo Yuan prenderanno valore nel medio-lungo periodo.

L’oro resterà un rifugio sicuro per i mesi a venire.

Immobiliare

I mercati non hanno ancora raggiunto il loro livello più basso. Dovreste ignorare tutte le raccomandazioni che vi dicono di tornare ad acquistare (a meno che non sia assolutamente necessario). Negli USA, il nostro team stima che i prezzi scenderranno di un altro 20% in media durante l’estate del 2009 (NDFC:”estate 2010″ nell’originale, probabilmente un refuso).
In UK è atteso un trend analogo.

Azioni e obbligazioni

Fate attenzione alle aziende che vi voglio fare un regalo! Specialmente le banche americane offrono un “buon prezzo” per le loro azioni, fate attenzione. Le banche si stanno preparando per altre grandi perdite per la fine del 2009, e stanno tentando di trasferire l’inevitabile caduta delle loro azioni ai piccoli investitori.

Titoli di stato

Devono essere evitati i titoli emessi dalle nazioni che non hanno finanze pubbliche solide e/o una concreta possibilità di alzare le tasse senza provocare disordini di piazza o senza significativo miglioramento dei ritorni perchè il contribuente è troppo povero.

Oggi la crisi sta mettendo gli stati sotto pressione, in particolare quelli al cuore del sistema che sta crollando, ovvero USA e UK. I loro titoli di debito (T-Bond e Gilt) non sono altro che cambiali sostenute dalle loro economie e valute.

Di conseguenza, valgono tanto quanto valgono le loro economie e le loro monete, ovvero sempre meno con il passare dei mesi.

I più grandi detentori di questi asset si stanno preparando pubblicamente per uscirne (come mostrato dal recente summit del BRIC). La principale domanda di questi detentori non è “se” ma “quando” iniziare la svendita dei titoli di debito americani e inglesi. Vogliamo ricordare che, secondo LEAP/E2020 questo avverrà alla fine dell’estate 2009. In ogni caso, pensiamo che sia oggi pericoloso acquistarli.

Si conclude qui il GEAB Report 36.

Tutte le parti:
tre onde anomale convergenti
disoccupazione di massa
fallimenti in serie e crisi terminale dei titoli di debito USA

E’ possibile ripubblicare questo articolo lasciando i link attivi nell’articolo e alla fonte Informazione Scorretta.

Saluti felici

Felice Capretta


Azioni

Information

2 responses

12 07 2009
Anonimo

BERLUSCONI dopo il G8 del 2009 ha fatto il punto della situazione ben molto piu’ rosea togliendo non a caso la pandemia perche’ bisogna essere ottimisti affermando addirittura che il peggio e’ passato ,lasciandolo dietro alle nostre spalle e bisogna guardare aòl futuro con nuove strategie economiche . SI è tornati felicemente alla normalita’? il popolo beve tutto quello che i grandi della terra offrono facendo pagare a loro il conto .MA…….chi manovra realmente dietro le quinte il sistema finanziario? uno tra gli illuminati e’ colui che si fa chiamare SANTO PADRE avendo mano libera nel gestire il proprio capitale mondiale al punto di ottenere l’immunita’ da ogni contracolpo nel gestire il proprio potere credo che nessuno al mondo abbia un tale potere . CHI governa i movimenti del NO GLOBAL e’ la SANTA SEDE , infatti l’incontro tra il papa e BERLUSCONItre giorni prima del G8 ne è la prova , dopo quel l’incontro chiarificatore non si sono avuti scontri violenti coi manifestanti dei NO GLOBAL dietro a questi fatti il denaro e il potere ha fatto la sua parte.

13 07 2009
Onesta Mente

Ma per favore.
Primo, Ci sono stati scontri a Roma e in altre città, decine di attivisti sono stati arrestati in diverse città ancora prima del g8, quanti esattamente non so dirti.
Secondo, la santa sede governa i movimenti no-global? Ma fammi il piacere!
Chi sono i no-global? Che vuol dire no-global?
Loro in strada non si definiscono certo così, la propaganda governativa nei media li chiama così. Ci sono varie correnti ovviamente, varie forme di attivismo.
Non generalizzare. Tutti sanno che la globalizzazione è un processo storico oramai avvenuto e per molti versi irreversibile, quello per cui protestano, per la maggioranza, è solo perché sia più equo.

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