MANIFESTO HACKER

26 08 2009

by The Mentor

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Ne è stato arrestato un’ altro oggi, è su tutti i giornali: “Ragazzo arrestato per crimine informatico”, “Hacker arrestato dopo essersi infiltrato in una banca”…

Dannati ragazzini. Sono tutti uguali.

Ma avete mai, con la vostra psicologia da due soldi e il vostro Tecno-cervello da anni 50, guardato dietro agli occhi dell’Hacker? Non vi siete mai chiesti cosa abbia fatto nascere la sua passione?
Quale forza lo abbia creato, cosa può averlo forgiato?

Io sono un Hacker, entrate nel mio mondo…

Il mio è un mondo che inizia con la scuola… Sono più sveglio di molti altri ragazzi, quello che ci insegnano mi annoia…

Dannato sottosviluppato. Sono tutti uguali.

Io sono alle Junior School, o alle High School.
Ho ascoltato gli insegnanti spiegare per quindici volte come ridurre una frazione, l’ho capito.
“No, Ms. Smith, io non mostro il mio lavoro. E’ tutto nella mia testa…”

Dannato bambino. Probabilmente lo ha copiato. Sono tutti uguali.

Ho fatto una scoperta oggi. Ho trovato un computer. Aspetta un momento, questo è incredibile!
Fa esattamente quello che voglio. Se commetto un errore, è perchè io ho sbagliato, non perchè io non gli piaccio… O perchè si senta minacciato da me… O perchè pensi che io sia un coglione… O perchè non gli piace insegnare e vorrebbe essere da un’altra parte…

Dannato bambino. Tutto quello che fa è giocare. Sono tutti uguali.

Poi è successa una cosa… una porta si è aperta su un mondo… correndo attraverso le linee telefoniche come l’eroina nelle vene di un tossicomane, un impulso elettronico è stato spedito, un rifugio dagli incompetenti di ogni giorno è stato trovato, una tastiera è stata scoperta. “Questo è il luogo a cui appartengo…”

Io conosco tutti qui… non ci siamo mai incontrati, non abbiamo mai parlato faccia a faccia , non ho mai ascoltato le loro voci… però conosco tutti.
Dannato bambino.
Si è allacciato nuovamente alla linea telefonica.

Sono tutti uguali.

Ci potete scommettere il culo che siamo tutti uguali… noi siamo stati nutriti con cibo da bambini alla scuola mentre bravamamo una bistecca… i pezzi di cibo che ci avete dato erano già stati masticati e senza sapore. Noi siamo stati dominati da sadici e ignoranti, dagli indifferenti.

I pochi che avevano qualcosa da insegnarci trovavano in noi volenterosi allievi, ma queste persone sono come goccie d’acqua nel deserto. Ora è questo il nostro mondo… il mondo dell’elettrone e dello switch, la bellezza del baud.

Noi facciamo uso di un servizio già esistente che non costerebbe nulla se non fosse controllato da approfittatori ingordi, e voi ci chiamate criminali.

Noi esploriamo… e ci chiamate criminali. Noi cerchiamo conoscenza… e ci chiamate criminali. Noi esistiamo senza colore di pelle, nazionalità, credi religiosi e ci chiamate criminali. Voi costruite bombe atomiche, finanziate guerre, uccidete, ingannate e mentite e cercate di farci credere che lo fate per il nostro bene, e poi siamo noi i criminali.

Si, io sono un criminale.
Il mio crimine è la mia curiosità.
Il mio crimine è quello che i giurati pensano e sanno non quello che guardano. Il mio crimine è quello di scovare qualche vostro segreto, qualcosa che non vi farà mai dimenticare il mio nome.

Io sono un Hacker e questo è il mio manifesto.
Potete anche fermare me, ma non potete fermarci tutti…
Dopo tutto, “Siamo tutti uguali”.

“Hacker Kulture For All”

http://www.dvara.net/HK/mentoritalia.asp






Allarme Hacker?

26 08 2009

La storia dell’hacker più famoso del momento, Gary McKinnon. Rischia 70 anni di galera. Ma chi minaccia veramente i nostri computer?






Vivere senza pubblicità e relativo lavaggio del cervello

20 08 2009

Di OnestaMente

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-Parte Prima: Lasciatemi sfogare

L’altro giorno mentre stavo a casa di amici mi è capitato di vedere la tv, elettrodomestico che ho deciso da tempo di eliminare per la salvezza della mia coscienza. Sono rimasto sorpreso dalla quantità di pubblicità che riuscivano a infilare ogni pochi minuti, quelli in Italiano ma ancor più per i grandi network americani e inglesi. La cosa assurda è che io guardo sempre programmi satirici come The Daily Show with John Stuart e The Colbert report (il primo in questo caso) ma li guardo in internet dal loro sito originale o su altri che ti forniscono i link. La differenza era enorme, non riuscivo a seguirlo, a godermi le battute. Le continue interruzioni pubblicitarie annullavano la mia concentrazione e pazienza, tanto che rinunciammo a guardarlo tutto, e ripeto è uno dei miei show televisivi preferiti!

Il problema essenziale, infatti non è tanto la TV, quanto la gigantesca mole di pubblicità che ci propina. Una volta non era così, i nostri anziani si ricorderanno dei caroselli in bianco e nero che educatamente chiedevano al pubblico di scegliere il proprio prodotto. Oggi le pubblicità sembrano annunciare la fine del mondo e hanno un atteggiamento generalmente molto più aggressivo verso i telespettatori. Per quello che pubblicizzano e sopratutto per come lo fanno, impongono un vero e proprio lavaggio del cervello alle persone.

Si vede molto chiaramente quando pubblicizzano farmaci e sopratutto antidepressivi (questo per fortuna più in USA che in Europa). Cieli grigi, un mondo apocalittico in bianco e nero, persone disperate insieme a musica e una voce triste ma comprensiva, che ti introduce a questo meraviglioso prodotto, il quale entra in scena alla grande accompagnato dal sole splendente e dall’improvviso ritorno del colore, di persone felici e realizzate. Scene martellanti che vanno in onda innumerevoli volte al giorno e a qualsiasi ora. Funzionano maledettamente bene, al punto da farti chiedere se anche tu in realtà non sia una persona depressa e malata. Non sei triste perché il tuo lavoro fa schifo, vieni pagato poco; non ti senti triste perché la tua vita è piatta e noiosa e hai bisogno di cambiarla, non hai bisogno di un po’ di relax e aria pulita, no niente di tutto ciò… Sei solo malato, sei depresso, prendi Flomax, Strivor, Prozac, eccetera e vedrai il Sole, un mondo di colori riempirà la tua vita, anche se abiti in una suburbia grigia e squallida.

Tutta questa meraviglia è seguita sempre da una caterva di disastrosi effetti chiamati furbescamente collaterali, ma che sono spesso gli unici effetti sicuri del farmaco/droga.

Sono anche, queste pubblicità con il loro bombardamento quotidiano a spingere molti alla depressione e a farsi curare per altre malattie che spesso non hanno. In una sorta di effetto placebo al contrario, ci convincono di essere troppo stanchi e di non farcela senza le loro pillole. Approfittano dei nostri periodi difficili per renderci schiavi dei loro farmaci costosissimi e dalla forte dipendenza.

Il metodo è molto simile anche per lo shopping e l’acquisto di prodotti di consumo.La vita non ti soddisfa, sei annoiato, hai bisogno della nuova consolle, della giacca nuova per l’autunno/inverno e di una ventina di prodotti diversi per pulire la casa, quando ne bastano due o tre.

Guardate invece come ci spingono a comprare le loro auto! Ultimamente sembra che tutti stiano cercando di salvare il pianeta dai danni che hanno causato, proponendo nuovi modelli Eco-qualcosa, ma che di ecologico non hanno nulla, perché vanno ancora tutte a benzina o a GPL(Gas di Petrolio Liquefatto); anzi proponendo sempre la rottamazione dell’usato aumentano vertiginosamente la quantità di spazzatura non riciclabile in circolazione. Dovrebbero proporre la sostituzione del motore a scoppio con l’elettrico o ad aria compressa, ma questa è un’altra storia.

Il peggio del peggio l’ho visto raggiungere dall’intenso sfruttamento di bambini…

PER LA SECONDA PARTE (dove spiego i trucchi per evitare la pubblicità) E IL SEGUITO DELLA PRIMA, CLICKATE SU “CONTINUA A LEGGERE….”

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Ci stiamo mangiando il pianeta

20 08 2009

di Rachele Malavasi http://www.terranauta.it

L’industria intensiva della carne affama i paesi in via di sviluppo, e su scala mondiale determina degli effetti che, a medio-termine, saranno catastrofici per tutti i paesi, industrializzati o meno. Dobbiamo privarcene completamente?

1202814000[Prelievo del latte con metodi meccanizzati]

L’uomo non è un carnivoro, su questo non ci sono dubbi. “Carnivoro” è per definizione un animale che si nutre prevalentemente o del tutto di carne. Questo non significa tuttavia che chi mangia carne abbia un comportamento innaturale. La tendenza alimentare dell’uomo, come degli altri primati, è onnivoro-frugivora. Tutti i primati integrano la propria dieta con proteine animali provenienti da larve ed insetti, e Scimpanzé e Bonobo, i nostri parenti più prossimi, possono mangiare Gazzelle o addirittura individui della stessa specie.

Con il passare del tempo, l’uomo ha assunto le caratteristiche di un “carnivoro acquisito”, abituandosi ad un regime dietetico che non gli è proprio. Il graduale aumento nel consumo di carne è dovuto principalmente a fattori sociali, secondo quanto afferma Craig B. Standford, nel suo libro Scimmie cacciatrici.

Il reperimento della carne richiede (o ha richiesto) un forte impegno fisico e mentale; per l’uomo contemporaneo, un impegno in termini economici. Essere in grado di procurare la carne al proprio nucleo familiare significava garantire benessere, quindi la carne ha assunto un valore che va al di là delle sue caratteristiche nutritive. I maschi di Scimpanzè e Bonobo si affermano sulla femmina anche portando i frutti della caccia. Carol Adams, in The Sexual Politics of Meat, osserva come in molte società patriarcali le donne consumino una dieta principalmente vegetariana, mentre gli uomini consumano più carne. Per questo elevato “valore mistico” della carne, nell’antichità e in molte attuali culture tribali l’uccisione di un animale veniva celebrata con un rito sacro in segno di rispetto.

Oggi, purtroppo, sebbene sia rimasta l’abitudine a consumare la carne in maniera sproporzionata rispetto alla dieta onnivoro-frugivora, il senso di rispetto per gli animali di cui ci nutriamo si è perso nella storia. La caccia ha lasciato il posto all’allevamento brado, che a sua volta è stato soppiantato dall’insostenibile allevamento intensivo.

Si stima che il fabbisogno di carne mondiale sia aumentato di 213 milioni di tonnellate negli ultimi 40 anni, arrivando agli attuali 284 milioni. Questo aumento ha coinvolto i soprattutto i paesi in via di sviluppo e si ritiene che entro il 2050 il trend raddoppierà.

Le conseguenze di tale richiesta sono a dir poco ingestibili. Secondo la Fao, gli allevamenti intensivi sono responsabili di 1/5 delle emissioni di gas serra della Terra. Uno studio dell’Istituto Nazionale di Scienze dell’Allevamento Giapponese (2007) ha calcolato che una bistecca di manzo da 1kg equivale, in termini di biossido di carbonio, alle emissioni di una vettura di media cilindrata su una distanza di 250km. Oltre agli impianti dell’allevamento, infatti, c’è da considerare il trasporto degli animali da macellare (tralasciando il lato etico della questione) e dei mangimi ad essi destinati.

Gli allevamenti intensivi, che già nel 1996 producevano il 43% della carne sul mercato, sono in buona parte responsabili dell’inquinamento delle acque, in cui scaricano antibiotici, ormoni, diserbanti ed immense quantità di deiezioni (ricche di azoto e fosforo e quindi responsabili dell’eutrofizzazione).

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LE ALTERNATIVE A YOUTUBE (v1.5)

18 08 2009

Di OnestaMente

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Sai che non esiste solo youtube?
Vorresti vedere video più lunghi dei miseri 10 minuti? Vuoi qualità più alta?
Hai paura che ti cancellino i video che hai pazientemente caricato?  O semplicemente hai voglia di provare qualcosa di diverso dal grande fratello Google, proprietario di questo famoso sito di video streaming?

Innumerevoli sono i video cancellati dalla censura su YouTube. Senza preavviso e senza possibilità di rivalsa vengono cancellati video e interi canali; spesso per questioni legate ai diritti d’autore, o ai contenuti eccessivamente erotici o violenti. Questo è comprensibile data l’importanza e conseguente pericolosità di questo nuovo media che è sicuramente il canale più seguito al mondo (altro che la Bbc).  Purtroppo sono scomparsi anche canali importanti di denuncia sociale; come nel caso del giornalista egiziano Wael Abbas, il quale aveva caricato dei video che denunciavano le irregolarità di voto e la brutalità della polizia. Altri canali cancellati, stavano diventando un punto di riferimento dei così detti cospirazionisti, che io chiamo critici delle menzogne ufficiali.
Ci sono stati episodi di censura addirittura di tipo clericale; come nel caso della canzone di Mimmo Cavallo a cui hanno cancellato video e canale solo per ragioni morali. Il video si può vedere su Shockart.tv
Ci sono esempi di censura politica, come nel caso della misteriosa scomparsa di molti video di Marco Travaglio.

Si potrebbe dire che tanto se ne trovano comunque, ma questa censura, colpendo così facilmente, mi preoccupa.

Ai canali cancellati sono arrivate e-mail come questa…
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Perché?
Chi l’ha richiesto?
Perché non sono state date reali spiegazioni e nessuna possibilità di ricorso?

Domande senza alcuna risposta da parte di Google/Youtube.
Un silenzio che puzza di bruciato….

Per chi volesse correre ai ripari propongo delle valide alternative, seguite da brevi recensioni.

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L’origine del Male

18 08 2009

Un documentario teatrale scritto, diretto, interpretato da Christian Biasco

http://biasco.ch

La prima parte

La versione completa

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con subtítulos en castellano / with English subtitles

Sinossi

Alla fine degli anni ’50, un virus delle scimmie, denominato SV40, fu involontariamente trasmesso a milioni di persone attraverso i vaccini antipolio di prima generazione. Fortunatamente questo virus non sembra avere conseguenze nell’uomo, ma solo per caso fu sfiorato un disastro sanitario di vaste proporzioni.

L’HIV, il virus che provoca l’AIDS nell’uomo, ha il suo progenitore nelle scimmie. È possibile che l’HIV, come l’SV40, sia stato trasmesso dalle scimmie all’uomo attraverso un vaccino antipolio sperimentato in Africa alla fine degli anni ’50?

Dopo più di tre anni di ricerche rigorose, interviste, confronti con esperti di diversi campi, Christian Biasco presenta al pubblico il suo spettacolo, da lui definito un documentario teatrale, in cui non racconta la storia di un personaggio, ma quella di un’idea sull’origine dell’AIDS: la teoria del vaccino orale antipolio contaminato con un virus delle scimmie.

Lo spettacolo ripercorre la storia e l’evoluzione della teoria del vaccino orale antipolio, attraverso gli articoli, i dibattiti, i sostenitori e gli oppositori, gli argomenti e le critiche, gli attacchi e le censure, i misteri e i colpi di scena, cercando di offrire un quadro il più esaustivo possibile di questa controversia scientifica complessa e dai possibili gravi risvolti sociali e politici.

Lo spettacolo diventa poi il pretesto per raccontare dell’Africa coloniale, dell’etica nella sperimentazione, della lotta alla poliomielite, del funzionamento della scienza moderna, ma soprattutto delle nostre responsabilità come cittadini che hanno il diritto e il dovere di informarsi e conoscere. L’AIDS è probabilmente la malattia più “mediatica” e mediatizzata, eppure quanto conosciamo su di essa?

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Lo scopo del lavoro non è quello di attaccare la scienza o di condannare le campagne di vaccinazioni, ma al contrario vuole invece coinvolgere il pubblico a partecipare nella discussione di temi scientifici e a sviluppare un proprio senso critico.

Troppo spesso il pubblico non specialistico, ritenuto per definizione incompetente, resta all’oscuro di temi scientifici complessi (oppure ne riceve una versione banalizzata), lasciando alla coscienza dei soli scienziati o di compagnie private, il compito di decidere di questioni etiche che invece dovrebbero coinvolgere l’intera società.

“Ho scelto il teatro perché è un luogo privilegiato, dove persone in carne ed ossa si incontrano, si divertono, si appassionano. Ma il teatro è anche il mezzo di comunicazione più umano”, dice Biasco. Nella versione teatrale la regia è stata curata da Mariela Reyes Hernandez, giovane attrice e regista di origine venezuelana, formatasi presso il Taller Experimental de Teatro (TET) di Caracas.

In caso di problemi guarda il video su Youtube

Puoi anche guardare il video in Streaming da arcoiris.tv:

Oppure puoi scaricarlo dal sito di Arcoiris.tv (MPEG-2 oppure Xvid/AVI).

http://biasco.ch/originedelmale/video





La Teoria Economica del Dodo

17 08 2009

di Eugenio Benettazzo       http://www.eugeniobenetazzo.com

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Il dodo è stato un simpatico pennuto inetto al volo vissuto sino alla fine del XVII secolo nell’Isola di Mauritius, alto poco più di 70 cm, dall’andatura goffa vista l’atrofizzazione delle ali, sviluppò abitudini alimentari e di nidificazione nel terreno: ha ispirato anche un personaggio dei fumetti Disney (Spennacchiotto, l’inventore che faceva concorrenza ad Archimede). Purtroppo per quanto innocuo ed innocente potesse essere questa inimitabile creatura, il dodo non esiste più da circa 400 anni (l’ultimo avvistamento risale al 1681) a seguito dell’introduzione nell’isola da parte dei coloni portoghesi di specie animali antagoniste (come maiali, cani, gatti, ratti e scimmie), le quali iniziarono a predare molto voracemente le sue uova. La sua estinzione fu resa possibile, oltre alla scarsa difendibilità dovuta alla nidificazione a terra ed alla esiguità delle covate, anche dall’indole ingenua del trapassato bipede piuttosto tonto ed accorto dal difendersi da minaccie sino ad allora mai viste. Ancora oggi nel dialetto portoghese il termine “doudo” indica chinque possa essere preso di mira per la sua bonarietà.  Allora nessuna autorità istituzionale avrebbe pensato che l’ingresso  di specie alloctone avrebbe cagionato la scomparsa del volatile inerme.

Basta aspettare ed anche il cosidetto Made in Italy farà presto la fine del dodo ovvero si estinguerà.  Proprio come è accaduto al povero pennuto secoli or sono nessuno ha mai pensato di difendere il Made in Italy da predatori esterni che sono stati fatte entrare in Italia senza tanti complimenti, con il solo fine di inchinarsi alle esigenze della produzione imposte dalla tanto osannata globalizzazione (conosciuta anche nel mondo non accademico con il termine di sodomizzazione). Il Made in Italy che avrebbe dovuto essere il vanto italiano nel mondo in un’epoca di profondi cambiamenti storici è stato svenduto e trasformato in preda, portandolo lentamente all’estinzione. Ormai nell’immaginario collettivo, il termine Made in Italy, ha ancora ben poco di quanto potevamo vantarci negli anni passati: più che produrre in Italia con maestranze, manifattura e ricerca italiana si pensa il più possibile a come far diventare un prodotto “Made in Italy” siglandolo con questa ormai ridicola diciutura.  A livello politico non esiste corrente o forza che si sia fatta promotrice della difesa dell Made in Italy e di tutto quello che esso comporta e genera a livello di indotto.

Vi è di più: pensate che abbiamo avuto governi tanto di destra quanto di sinistra che hanno spinto i nostri industriali a chiudere lo stabilimento italiano per riaprirlo nella provincia del Guandong, aiutandoli successivamente a reimportare tutto l’output produttivo per farlo spacciare come se fosse un prodotto italiano.

Forse è il momento di salvare il dodo prima dell’estinzione proponendo l’abbandono delll’insignificante dicitura “Made in Italy” sostituendola con “Prodotto Italiano ©” (marchio inequivocabile che dovrà identificare una merce prodotta in Italia al 100 %, quindi con ideazione, progettazione, manifattura e manodopera operaia esclusivamente italiana).
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