Diario dalla Repubblica Sandinista del Nicaragua

10 09 2009

http://radicalshock.wordpress.com

sandinoL’ombra di Sandino

Il viaggio in autobus è lungo sulla Panamericana. Entrando in Nicaragua fa caldo. Piove. E c’è un grosso cartello che dice “Cumplirle al pueblo es cumplirle a Dios”. Meno male va. Allora va tutto per il meglio.

Infatti mi pare ancora più povero dell’Honduras sto paese. Strade sfonnate, vacche pascolando sulla strada migliore del paese (l’unica), la Panamericana. Due DUE corsie in tutto. Cioè una e una. E basta. E vacche. Cavalli. Regazzini che giocano a pallone in mezzo alla panamericana. Insisto su questo punto perché vorrei che si capisse che è come se sul brennero pascolassero le vacche altoatesine e i trentini ci giocassero a pallone o a hockey sopra.

Dice che il Nicaragua è il secondo paese più povero dell’America latina. E solo perché Haiti è imbattibile.

Ok. A Managua mi aspetta Amalia. Una collega periodista nicaraguense con cui abbiamo condiviso esperienze comicogrottesche nella barzelletta di Tegucigalpa.

Managua di notte. Una città senza centro. Non capisco bene com’è. Devo vedere.

Ma mi pare che pure qua di problemi non ne mancano.

Per strada vedo un pupazzo gigante che cammina. È inquietante. A fianco una specie di nano con una testa enorme. Tamburi. Ecco qua. So finito in un altro posto surreale. Si avvicinano. Che faccio?

Ah, quella è la gigantona e il suo enano cabezón!! dice Amalia.

Certo… la gigantona y el enano cabezón… come ho fatto a non riconoscerli? Sono proprio il più stronzo…

Sono un retaggio indigeno. Vanno in giro per le strade suonando il tamburo, parlando in versi e prendendo in giro tutti. C’è sempre la gigantona, che sembra una dama spagnola, un pupazzo alto due metri con dentro un ragazzino che regge l’impalcatura di legno (facendosi un mazzo non da poco), poi c’è quello che suona il tamburo e fa le rime. E poi el enano cabezón. Possono anche essere due i nani.

A me sta cosa dell’enano cabezón mi fa ammazzare da ridere. Non so perché.

Sto regazzino de 6 anni con un capoccione enorme di cartapesta unito al nome ha un effetto comico davvero notevole.

Insomma sono le pasquinate. I buffoni. Contro il potere. So compagni. Forti.

Con Amalia ci prendiamo la prima birra di sera dopo quasi due settimane di toque de queda, coprifuoco. Nella plaza della rotonda, dove svetta un albero di natale fatto di lucette alto 20 metri.

E questo che cazzo è? Un albero di natale acceso il 12 luglio? A Managua?

Eh, la first lady ha pensato che poteva rimanere qui da Natale. In cima ha un grosso numero 30 luminoso. E siccome quest’anno si festeggiano 30 anni della rivoluzione sandinista…

Certo allora lasci per sei mesi un albero di natale in mezzo alla strada. Mi sembra proprio appropriato. Considerato poi che è pieno di alberi di natale qui tra un banano e una pianta di caffè.

Altra cosa che c’è sempre qui nella rotonda sono i mariachi.

Allora circondato da lucine e mariachi assaporo la birra fresca e mi sento di nuovo a casa.

Domani comincerò a capire dove cazzo sono adesso. Ma già mi sento sollevato per non stare più in mezzo al popolo codardo dell’Honduras.

È qualcosa.

http://radicalshock.wordpress.com/2009/07/15/diario-dalla-repubblica-sandinista-del-nicaragua/

Parte 2

C’è da dire che qui in Nicaragua sono stati un po’ presi per il culo. Domenica ci butteremo tutti in Plaza de la Revolución a festeggiare i 30 anni del triunfo sandinista. Cazzo che emozione! Dopo 30 anni i sandinisti al potere in Nicaragua. Tutto deve essere da paura. I sandinisti so compagni. Hanno riportato questo paese centroamericano a dei livelli di vita decenti. Finalmente!

Certo, peccato che il centro di Managua pare che l’abbiano bombardato due ore fa, invece è il terremoto del ‘72 che l’ha raso al suolo.

E poi non hanno fatto in tempo a ricostruirlo. Te credo, con tutte le cose strafighe che dovevano fare.

Certo, peccato che non ci sono strade e la città è piena di monnezza perché non hanno costruito infrastrutture, ma chissà quante cose sono state fatte invece.

Certo, la gente dice che si muore di fame e io vedo in giro persone povere, case povere, strade povere e sguardi smarriti. Ma sicuramente tra sandinisti e neoliberali, che sono stati al potere per 16 anni, avranno fatto infrastrutture da paura che a me non è ancora capitato di vedere.

Certo, Daniel Ortega, il presidente sandinista, fa un po’ di affari con Hugo Chávez, ma sicuramente non sarà vero quello che dice padre Fernando Cardenal, uno dei 12 intellettuali che ha inventato la rivoluzione sandinista, quel gesuita che a mille anni lavora ancora insieme ai ragazzini di strada per insegnargli a leggere e scrivere, non sarà vero quello che dice lui, che il FSLN si magna ogni anno 400 milioni e non investe proprio un cazzo nel paese lasciando il popolo nicaraguense a marcire nella miseria.

Saranno voci. Ma sono tutte le voci che sento. È un coro di gente che ha creduto nel sandinismo e mo gli hanno fatto un buono. Dice, e che vor dì? Che se la pijano nder culo.

Ma sicuro io mi sbaglio. Sicuro ci deve essere un’altra spiegazione a questa miseria. E sono io, europeo, superficiale e cazzone che non ho la capacità di vedere.

In compenso incontro persone gentili, disponibili, generose. Allora mi dico che come al solito io non ci capisco un cazzo. Tanto per cambiare.

Ci sono dei laghi e dei vulcani in Nicaragua. C’è una bellissima città coloniale che si chiama Granada. E ci sono molte banane anche qui. Io continuo a andare in giro a intervistare i reduci della rivoluzione sandinista per farmi spiegare perché non capisco un cazzo.

Fa caldo e mi mangiano le zanzare. E in città c’è ovunque l’ombra di Sandino. Non in senso metaforico. In senso stretto. Tipo gli enormi tori neri che campeggiano in Spagna. Ecco. Qui sono enormi “ombre di Sandino”. Dove ci vediamo? Rispetto all’ombra di Sandino due cuadras verso il lago.

Forte.

http://radicalshock.wordpress.com/2009/07/15/diario-dalla-repubblica-sandinista-del-nicaragua-2/

Parte 3

gigantona-fsln

Se devi andare in un posto a Managua non ci sono indirizzi. Vai dal tassista e gli dici, dove stava il cinema Colon, tre cuadras verso il lago, mezza abajo, e due al sud. E lui capisce.

Siccome dal 72, anno del terremoto che ha sbragato la città, non si è ricostruito più niente, non ci sono molti punti di riferimento. Quindi magari il cinema Colon non c’è più da 20 anni. Ma è un punto di riferimento ideale. Se lo inventano. Il lago è per dire nord. Dove sta il lago. abajo e arriba è est e ovest. E davvero questo non so perché.

La gente però arriva nei posti. Questo sì. Ma a casaccio.

Il 19 luglio tanta gente è andata in un posto. A festeggiare 30 anni della rivoluzione sandinista. Emozionante. Decine di migliaia di anime con le bandiere rosse e nere dei sandinisti. Peccato che sul palco c’era il peggio della politica nicaraguense.

Daniel Ortega è un uomo fosco. Pare che se sia magnato parecchi soldi di questi poracci. Dice che gli arrivano 400 milioni di dollari all’anno dal Venezuela di Chávez. Ma nel paese non ci sono le strade, nel paese si magna solo gallo pinto. Nel paese la gente sta colle pezze al culo di brutto. Dove cazzo li inverte i soldi questo rotto in culo? La moglie dal palco balla. È una pazza che canta e balla. La gente dice che fa le messe nere e parla coi morti. Rosario Murillo detta la Chaio. è evidentemente squilibrata. Nessuno l’ha eletta, eppure detiene grossa parte del potere in Nicaragua. Vedere questi pagliacci che hanno tradito gli ideali della rivoluzione sandinista, mi fa venire da vomitare. Manipolano un popolo che ha saputo ribellarsi, ha saputo creare una rivoluzione innovativa. E ora è ridotto a elemosinare cibo e dignità.

La piazza si riempie di gigantone, ognuna col suo enano cabezón.

Io mi squaglio al sole.

La sera prima sono andato al Cueto Club. È un table dance di Managua. Si pagano 10 cordobas per entrare. Tipo 30 centesimi di euro.

Sedie di plastica bianche. Una pista di muratura con le maioliche del bagno. luci soffuse. Anzi, spente. Questo posto emana uno squallore totale. Ci lavorano 22 ballerine. Panzone. Vederle muoversi e spogliarsi annoiate e incapaci le rende più grottesche di quanto già sarebbero su dei tacchi a zeppa di venti centimetri. La birra è pure tiepida. Mi viene una tristezza senza fine. Su uno schermo c’è una partita di baseball. Sull’altro un film porno. Il baseball non l’ho mai capito. Mi è sempre sfuggito il succo di questo sport. Preferisco guardare gli yankees che le ballerine. Perché leggono nel mio sguardo la tristezza e il disappunto. Non vorrei offenderle. Ma davvero è più sexy l’iguana che ho visto scuoiare oggi al mercado Oriental.

Il mercado Oriental è grande 90 manzanas. 90 isolati. Ci passano una media di centomila persone al giorno. È un delirio brulicante. Lì ti ci vendono le iguane vive. che ti scuoiano lì per lì. Pare che siano molto buone. Gli arabi in questo mercato hanno fatto i soldi. Gli arabi in Nicaragua sono rispettati.

Managua si merita di meglio di quello che ha. Questa gente si merita di meglio di un buffone con una visione della sinistra obsoleta che ruba soldi e racconta cazzate per ore a una piazza che si scioglie sotto il sole. Sul palco c’è Rigoberta Menchú. Lei nella vita fa il premio nobel per la pace. La rispettavo prima di vederla su quella tribuna. Ora no.

Col Nicaragua non ho finito. Per ora lascio la piazza e vado a vedere il lago, cercando di non farmi spanzare da ragazzini di 14 anni che ti rapinano con un coltello a qualsiasi ora del giorno e della notte, per comprarsi la colla che si pippano. Bel destino per il sogno sandinista. Grazie FSLN. Grazie davvero.

http://radicalshock.wordpress.com/2009/07/21/diario-dalla-repubblica-sandinista-del-nicaragua-3/


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