Questa guerra vi è offerta da …

20 12 2009

r-esistenza-settimanale.blogspot.com    Di Rita Pani

Non so se alla fine, nascosta tra le righe cavillose della finanziaria appena approvata a colpi di fiducia, ci fosse la brillante idea del ministro per la guerra la russa: privatizzare le spese di gestione dell’esercito. Io sono malfidata, e pensando tutto il peggio di questo governo sarei pronta a credere che a breve avremo l’Esercito S.P.A.

Come ogni privatizzazione italiana che si rispetti, nessuna trasparenza e molte imposizioni, a partire dal potere decisionale dello stesso ministro in merito alla spartizione di un intero ministero, e nemmeno uno qualunque. In sintesi, le forze armate italiane – la potente macchina bellica a difesa dello stato – diventerà una società privata e come tale avrà come unico obiettivo il profitto.

Lo scopo ultimo di questa lucida follia è infatti consentire una spesa annuale intorno ai 5 miliardi di euro, senza l’intervento parlamentare, e in più il modo in cui è stata studiata, permetterà di annientare la volontà e il dissenso popolare, attribuendo all’esercito compiti specifici anche nella gestione del settore energetico. Il progetto golpistico infatti, prevede di cedere non solo la gestione delle forze armate, ma di tutto il patrimonio immobiliare che passerebbe ai privati mantenendo le prerogative delle zone militari, nelle quale in piena logica “della casa della libertà” si potrà fare un po’ come cazzo gli pare. Non sappiamo dove mettere una centrale nucleare? Montiamola a Teulada, o al Salto di Quirra. Un termovalorizzatore per cui i cittadini del partito del No protestano? Facciamola nella caserma dei Carabinieri.

Questo ovviamente è solo uno dei pericoli più tangibili dell’ultima geniale trovata per lo smantellamento dello stato, perché come ogni cosa italica, nulla è chiaro e ben definito. Né la composizione del consiglio d’amministrazione dell’Esercito, né quali siano le reali competenze. Quel che è certo è l’utilizzo delle sponsorizzazioni in campo militare. C’è chi già si figura l’utilizzo delle frecce tricolori a scopi pubblicitari, che ne so? Magari le frecce tricolori utilizzate per messaggi pubblicitari da scrivere in cielo; ma perché non marchiare le bombe da lanciare in Afghanistan con: “Questa bomba ti è stata offerta da Divani e Sofà?” Magari le macchine dei Carabinieri potranno utilizzare il display a scorrimento sul tettuccio: “Rallentare… Hai la diarrea? Imodium … Pericolo Incidente … Rallentare … Mangiato pesante?…”

Ironia a parte, mi pare chiaro che ormai il popolo, il paese, la democrazia, la libertà, i diritti e persino i doveri dello stato, siano cose sorpassate. Il paese azienda inizia ad assumere una forma più inquietante di quella che qualunque teoria fantasiosa avrebbe mai potuto immaginare. Sono gli ultimi colpi per lo smantellamento definitivo dello stato. Fare danaro è l’unico scopo di questo governo. Persino gente come Craxi e De Lorenzo appaiono oggi dilettanti ladri di polli, al confronto di questi veri criminali.

Auguri, eh.

http://r-esistenza-settimanale.blogspot.com/2009/12/questa-guerra-vi-e-offerta-da.html





Una Fattoria per il futuro

17 12 2009

Sottotitoli in Italiano

Rebecca Hosking, nota documentarista naturalista inglese, affronta il tema della dipendenza dagli idrocarburi fossili delle filiere agro-industriali contemporanee.

Video di grande impatto, narra in forma autobiografica il percorso della stessa autrice alla ricerca di un nuovo modello produttivo della sua fattoria alla luce dell’imminenza del picco del petrolio.

Fantastiche riprese di fattorie sostenibili indipendenti dall’agrochimica e dai combustibili fossili (esempi di permacultura, agricoltura verticale, orti-giardini giardini-foresta,). Interviste a Colin Campbell, Richard Heinberg, Patrick Whitefield, Chris Dixon, Martin Crawford ed ai figli di Arthur Hollins. Sullo stesso tema si consiglia la lettura del documento del Post Carbon Institute “La transizione agroalimentare: verso un modello indipendente dai combustibili fossili” scaricabile al seguente link: http://www.transitionitalia.it/download/la_tran sizione_agroalimentare.pdf

Si ringraziano per la traduzione in italiano:
Agnese Aloise – Stefania Bottacin – Evelina Dezza – Michele Flammia – Deborah Rim Moiso – Dario Tamburrano – Giulio Vignoli che hanno liberamente collaborato in rete.

Parte prima, per visualizzare le altre 5

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LO VOGLIAMO SENZA FILTRO. Si parla di rete, minacce e minaccine

16 12 2009

Di Viola Afrifa           senzasoldisempre.blogspot.com

Da un po’ di tempo a questa parte pare che la fama di un personaggio la si misuri sulla base della quantità di utenti di Facebook che lo vogliono morto.

Domenica sera il Premier si è beccato un duomino d’alabastro in faccia. Vedendoselo lì, a portata di mano, un soggetto singolo, con qualche problema psichiatrico, non è riuscito a trattenersi.

Putiferio su Facebook. Gruppi pro-lanciatore che lo vogliono fare presidente. Gruppi contro-lanciatore che lo ammazzerebbero o che lo sbatterebbero in galera per la vita. Poi c’è il giallo del gruppi mutanti, quelli che da “Difendiamo il Made in Italy” si sono trasformati in “In sostegno al Premier Berlusconi”. Insomma, un pandemonio. Ministri che minacciano oscuramenti, filtri simil-cinesi e pene pecuniarie, altri gruppi che augurano la morte ai i creatori di gruppi pro-Tartaglia. Si aprono fascicoli dimenticandosi però che l’istigazione alla violenza non ha bandiera, o meglio, le ha tutte.

Spiegavo ai miei compagni svedesi che i ragazzi italiani son fatti così. Diciamo “ammazziamo” ma intendiamo “siamo arrabbiati”, si dice anche: “t’ammazzerei!”. Lo dicono le mamme ai figli quando sono esasperate. Sono iperboli, dico. Ma il mio uditorio non riesce proprio a concepirlo. Faccio zapping tra i gruppi di Facebook. Inserisco “uccidiamo” come query. I risultati sono più di 500. Alcuni si ripetono, addirittura. Gli utenti manco si prendono il disturbo di vedere se eventualmente c’è già un gruppo che ha scelto la sua stessa vittima. No, perché è il creare il gruppo che ti dà soddisfazione. È l’esserne creatore e amministratore. Poi, dopo aver augurato una morte lenta e dolorosa al VIP di turno, ciò che muore è solo il gruppo stesso che, dopo l’euforia della nascita, langue abbandonato nella Facebooksfera.

Le centinaia di gruppi pro-morte possono essere idealmente divisi in “morte-vip”, “morte-fantasy” e “morte-comune”.

Nella seconda categoria rientrano i gruppi che augurano la morte a Hanna Montana, Hello Kitty, Pingu e il gattino Virgola (vincitore indiscusso con 131 gruppi). Per “morte-comune” si intende l’eliminazione di fisica di perfetti sconosciuti: l’edicolante della stazione centrale, la vigilessa del quartiere, il bidello maleducato.

Il primo gruppo invece è la pietra dello scandalo di queste ore. Con che criterio chiudere di default i gruppi contro una sola persona? S’è mai visto Obama che minaccia di “rendere la navigazione difficoltosa” per scoraggiare i vari utenti che gli danno del NAZISTA buono solo a far da concime alla terra?

In Italia, la categoria “morte-vip”, bella nutrita, si concentra su una settantina di famosi e a sua volta può essere diviso in tre sub-categorie:

  • Politica e gionalismo: Prodi, Alfano, Bossi, Maroni, Bassolino, la Moratti, la Gelmini (gettonatissima), Marrazzo, Travaglio, Santoro, Fede, Mughini, Caressa, Signorini, Bruno Longhi.
  • Sport: Burdisso, Nedved, Toni, Dida, Mourinho, Vargas, Quaresma, Veron, Rivas, Ibrahimovic, Cannavaro, Drogba, Lippi, Bergomi, Rubinho, Valentino Rossi, Nadal, Josè Altafini, Cristiano Ronaldo.
  • Showbiz: FedericoMoccia, Leone di Lernia, Belen Rodriguez, Maria De Filippi, i Tokio Hotel, Tiziano Ferro, Gigi D’Alessio, Giusy Ferreri, Venditti, Arisa, Alex Britti, Mastrota, il compianto Pinping, Karina Cascella, Marzullo, Valeria Marini, Fabrizio Corona, Silvio Muccino, Anna Tatangelo, Yoko Ono, il cantante neomelodico Marco Marfè, Max Pezzali, Nicolas Vaporidis e i Negramaro al completo.

La crème de la crème della fama. I migliori, in negativo e in positivo, nel loro campo. C’è Ronaldo, Cannavaro, Vaporidis e Moccia, Corona e Belèn. C’è Bossi, Maroni, Prodi. Essere in questa lista nera significa essere al centro delle attenzioni, benevole e malevole, tenendo sempre a mente che quelle veramente pericolose non si preparano certo su Facebook alla luce del giorno. Perché Nadal? E Valentino Rossi? Tutti personaggi collegati dal fil rouge del talento che, quando manca (vedi Marco Marfè o Karina Cascella), è compensato dalla fama incontrastata. Solo se si ha uno zoccolo duro di sostenitori ci si può mettere un contraltare di delatori.

Alla luce di questo non posso fare altro che chiedermi: è possibile che in Italia ormai se non c’hai qualcuno che ti vuole morto vuol dire che non conti un tubo?

http://senzasoldisempre.blogspot.com/2009/12/lo-vogliamo-senza-filtro-si-parla-di.html





Quanto sangue vale una notizia? Dipende da chi e’ che lo versa

15 12 2009

http://www.mamma.am/

Va bene i bombardamenti, ma menare il premier e’ troppo

In democrazia tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge, ma non di fronte alla violenza

insertosatirico.com

Ulisse Acquaviva
Mi sono rotto un incisivo sbattendo il mento sul bordo della vasca da bagno con uno scivolone. La mia solidarieta’ con chi subisce traumi da dentista e’ totale e incondizionata, ma per me i denti sono tutti uguali. E allora non capisco perche’ sui giornali due denti del premier valgono di piu’ di tutti i denti spaccati in silenzio nelle carceri, nelle caserme, negli scontri tra polizia e cittadini.

Per uno strano meccanismo di “quotazione” delle notizie, piu’ ci si allontana dal centro del potere, piu’ la morte e la violenza perdono interesse. Mi sembra ingiusto che nel mio paese la violenza contro il capo d’Italia causata da un’impeto di follia debba suscitare piu’ sdegno della violenza di gente che si dichiara sana di mente ma ha lasciato per terra 80 feriti e 3 prognosi riservate per arrestare 93 innocenti nella scuola Diaz di Genova, ne’ mi spiego le ragioni per cui il sangue delle migliaia di persone morte in Iraq a causa della guerra ormai non fa piu’ notizia, mentre la rottura del setto nasale di un potente diventa una emergenza nazionale e globale.

Sul sito web del Fatto Quotidiano, Gomez e Travaglio si augurano che il picchiatore di Berlusconi venga punito con “assoluta severita’“. Io invece mi auguro che non venga trattato piu’ severamente di chi tira un oggetto in faccia a un signor nessuno, e che la sua posizione non venga aggravata solo perche’ il sangue che ha versato era sangue “nobile” e non sangue qualunque.

In questo caso il copione sarebbe simile a quello gia’ visto a Genova: se da incensurato sfasci una macchina nella trasferta della tua squadra del cuore hai fatto una ragazzata e puoi contare sulle attenuanti generiche e sulla sospensione condizionale della pena, ma se quella macchina la sfasci al G8 perche’ sei incazzato contro i potenti allora lo Stato accende a comando l'”assoluta severita’”, tira fuori dal cassetto il reato di devastazione e saccheggio, ci aggiunge l’aggravante dell’associazione a delinquere, e chiede fino a 15 anni di carcere bloccando la prescrizione che invece tocchera’ ai picchiatori in divisa di Bolzaneto e della Diaz.

E la massima severita’ diventa massima ingiustizia, che colpisce in modo diverso persone che hanno commesso gli stessi atti e addirittura premia chi era dalla parte giusta anche se ha commesso atti peggiori, cioe’ chi non ha spaccato macchine ma teste umane, e lo ha fatto indossando una divisa che gli ha garantito prescrizione e impunita’.

Per questa ragione mi auguro che la legge dei tribunali sia ancora uguale per tutti, che tutti i denti rotti e i nasi spaccati siano trattati allo stesso modo, e che la legge morale ci permetta di distinguere tra chi combatte la violenza sempre, comunque e contro chiunque e chi invece difende soltanto i propri amici e la propria casta di potenti, mentre gli altri possono anche crepare senza troppi problemi.

In questa vicenda ha il diritto di parlare solo chi non ha le mani sporche di sangue. Il governo stia zitto e pensi alle sue mani sporche di sangue italiano, afghano e iracheno versato da persone innocenti. La sinistra al caviale faccia un minuto di silenzio ricordando l’aggressione alla serbia e il sangue versato dalle bombe a grappolo Nato lanciate sul mercato di Nis il 7 maggio 1999 col beneplacito di Massimo D’Alema,

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Voyager – I giganti del passato

13 12 2009

Gli uomini GIGANTI del passato

La Prima parte, per vederlo tutto clicka su “guarda il filmato”

Giganti Italiani

Sulle tracce dei Giganti

Servizio affascinante, basato sul Tempio dei giganti situato a Baalbek in Libano. La zona è piena di siti archeologici risalenti ad epoca romana e il tempio si pensa possa avere 5 mila anni. La caratteristica incredibile che fa ipotizzare che la costruzione abbia avuto la mano dei giganti è la presenza di tre massi (monoliti) lunghi 20 metri e pesanti mille tonnellate. Altra costruzione così imponente è il tempio di Salomone, edificato dall’omonimo re. Nel servizio verrà citata la Bibbia che parla che in quell’epoca c’erano i giganti e quindi si parla dell’evoluzionismo citando Darwin e del famoso anello mancante tra la scimmia e l’uomo.  Fiorellum

Per vedere tutte le puntate di Voyager sul sito di RAI.TV  clicka QUI






CARTOLINA AD EFFETTO: Buon Solstizio d’Inverno

12 12 2009

clicca l’immagine per ingrandirla


Buon Solstizio d’Inverno

per ricevere gratis il file in formato PDF

per stampare la cartolina in alta qualità scrivi a:

axteismo@yahoo.it

:

da inviare a parenti e amici

ammalati di cancro del cattolicesimo.


http://nochiesa.blogspot.com/





“RABBIA E VERGOGNA” DI PAPA RATZINGER NEI CONFRONTI DEI PRETI PEDOFILI IRLANDESI: SI SONO FATTI SCOPRIRE, NONOSTANTE 50 ANNI DI COPERTURA OMERTOSA

12 12 2009

http://tostiluigi.blogspot.com

Papa Ratzinger, non potendo più coprire i crimini perpetrati dai preti irlandesi e smascherati dal “rapporto Murphy”, quel documento che attesta che per 50 anni circa 2500 bambini sono stati sodomizzati, abusati, seviziati e torturati con ogni tipologia di violenza, quella fisica a quella morale, presso istituti gestiti da religiosi cattolici, ha manifestato oggi “rabbia e vergogna” nei confronti di quei preti criminali, rei di essersi fatti scoprire, nonostante la copertura omertosa assicurata loro dalla Chiesa e dal Vaticano per 50 anni. L’indagine ha portato alla ribalta dati sconcertanti: abusi sessualli, pestaggi e umiliazioni inflitti da religiosi che avrebbe tentato di coprirsi l’uno con l’altro, mettendo sotto silenzio la faccenda. “Benedetto XVI – aggiunge padre Lombardi – vuole indirizzare una lettera ai fedeli dell’Irlanda nella quale saranno chiare le indicazioni circa la risoluzione della questione incresciosa e vergognosa per il nome di Cristo”. “Il papa è sconvolto e angosciato, condivide la rabbia, il senso di tradimento e la vergogna provate da così tanti fedeli cattolici irlandesi” si continua nella conferenza. E anche il nunzio apostolico in Irlanda, Giuseppe Leanza, si scusa per quegli errori taciuti dalla Santa Sede: “Noi condanniamo questi atti ma se dovesse emergere che un qualunque errore è stato commesso da parte nostra presentiamo le nostre scuse”. Basta che non ci chiediate soldi.
Lo scandalo, che è venuto alla ribalta in seguito ad un documentario televisivo che ha fatto emergere la storia delle violenze sui minori, è stato coperto omertosamente dalla Chiesa irlandese, disposta a salvare i suoi ministri e il “buon nome” della Chiesa cattolica. “Noi vescovi chiediamo scusa a coloro che hanno subito gli abusi dei sacerdoti quando erano piccoli, ai loro familiari e a tutti coloro che, giustamente, se ne sono scandalizzati. Siamo scioccati non solo per la portata degli abusi così come vengono riferiti in un rapporto, ci sentiamo anche coperti di vergogna di fronte ai tentativi di insabbiamento messi in atto dall’arcivescovado di Dublino”, afferma il sinodo dei vescovi irlandesi.
Queste notizie, che circolano sulla stampa e sulle televisioni estere da mesi, sono state sistematicamente occultate dalla stampa italiana, cioè della Repubblica Pontificia, sempre pronta a coprire, omertosamente, le malefatte del Vaticano.
Esprimo anch’io “rabbia e vergogna”: quella di vivere nella mafiosa e omertosa Colonia del Vaticano.

http://tostiluigi.blogspot.com/2009/12/rabbia-e-vergogna-di-papa-ratzinger-nei.html