Climategate – il meteoscandalo difficile da insabbiare

5 12 2009

http://www.edicola.biz       http://svolte-epocali.blogspot.com

Colpo di scena metereologico! Ignoti hackers hanno rubato un archivio di emails di scienziati impegnati della diffusione della tesi del riscaldamento globale causato da attività umane, e le hanno rese pubbliche. Sopresa: in privato gli scienziati non condividevano le loro opinioni pubbliche, e discutevano come tacitare gli scienziati che dissidevano sull’argomento….

E’ uno scandalo di proprozioni notevoli quello che sta montando nel vero teatro moderno dell’informazione – Internet – e di cui hanno iniziato ad occuparsi alcuni (pochi) grandi media, alcuni seriamente, altri cercando di insabbiare (vedi i vari video in calce all’articolo). Migliaia di email private sono state rese pubbliche, nelle quali importanti scienziati che pubblicamente sostengono a spada tratta la tesi del riscaldamento globale causato dall’uomo, tradiscono in privato opinioni ben diverse, e si confidano di falsare i dati per rafforzare le loro teorie. Non si tratta di scienziati qualunque. Sono scienziati della università della East Anglia Climate Research Unit (CRU), riconosciuta come una delle istituzioni in prima linea nel mondo nella scienza della metereologia e dello studio del riscaldamento globale antropogenico. Insomma, si tratta dei vate che ci illuminano sulle catastrofi climatiche che inevitabilmente ci attenderebbero, e ai quali abbiamo sempre creduto perché dopotutto di chi ci si dovrebbe fidare, se non degli scienziati più autorevoli al mondo nella loro materia? Peccato che dalla lettura delle loro email private adesso si evinca che pur di sostenere la loro tesi essi siano giunti a falsare i dati, una bestemmia scientifica in grado di discreditare completamente e per sempre qualsiasi scienziato. E si tratta scienziati di spicco, finanziati (fra l’altro) anche dal Dipartimento Statunitense dell’Energia (nonostante l’istituto faccia capo a Londra), e fortemente implicati nel IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change). L’istituto ormai sputtanato si difende dalle accuse, sostenendo che la tempistica dell’attacco sia finalizzata a screditare la imminente conferenza di Copenhagen sul tema. Può essere, ma la sostanza delle emails non cambia. Qualcosa puzza, e di sicuro abbiamo la dimostrazione che non ci si può fidare neppure dei più rispettati scienziati, anzi soprattutto dei più rispettati scienziati, poiché rispetto e denaro vanno solitamente a braccetto, e a decidere quale tesi scientifica debba venire “dimostrata” dagli scienziati “rispettati” è ormai quasi sempre il committente, colui che paga, come le “spiegazioni scientifiche” ufficiali sui motivi dei crolli delle torri dell’11 settembre ha già ampiamente dimostrato.

Il riscaldamento globale ad opera dell’uomo è quindi solo una bufala, un mito creato ad arte finalizzato a bloccare lo sviluppo del terzo mondo e la salvaguardia delle risorse residue (quelle sì, in esaurimento), nonchè un pretesto per l’inizio dell’introduzione di un sistema di tassazione globale e transnazionale (a partire dalla cosiddetta “carbon tax”), prodromo dell’avvento di un governo mondiale? Non balzerei a conclusioni affrettate, ma neppure lo escluderei in partenza. La lezione da trarne è che in assenza di dati certi il scetticismo va esercitato a 360° e sospendere il giudizio fino a quando non se ne sappia di più. Ma saperne di più in questo caso è reso difficile dal fatto che come abbiamo visto non puoi credere neppure ai dati presentati dai più autorevoli scienziati.

Nelle emails incriminate si discute anche su come emarginare, isolare e censurare gli scienziati scettici rispetto alla tesi del riscaldamento globale. E’ curioso che a smascherare la disonestà intellettuale di tali scienziati non siano stati i servizi segreti di alcun paese, bensì dei semplici hacker, che hanno poi reso disponibili i files su un server russo. E’ probabilmente la prima volta che un hacker riesce dove tutti i giornalisti e servizi segreti del mondo falliscono – scoprire una verità importante e ben celata e rivelarla al pubblico. Questa primizia è intensamente surreale, poiché l’hacker è tipicamente un’entità anonima, una presenza veggente, ma invisibile, nel Villaggio Globale. Dobbiamo quindi abituarci all’idea dell’hacker come il superdio dell’informazione, un Robin Hood Ontologico che ruba le informazioni ai ricchi delle stesse per distribuirle ai net-peones, gli ignoranti globalvillici, cioè noi? Ad Elio e le Storie Tese l’ardua sentenza (chi altri rimane, quando non si può più credere a scienziati e telegiornali? E anche dei posteri mi sa che c’è poco da fidarsi…)

La CNN ha impiegato sei giorni prima di accorgersi dello scandalo, e quando ne ha parlato ha cercato di minimizzare, senza entrare nei dettagli. Un esempio di grande giornalismo.

Originariamente pubblicato su Edicola Punto Biz
Articolo pubblicato con licenza diritti Creative Commons, ovvero è permessa la libera riproduzione di questo testo purché in forma inalterata (comprensiva dei link ed eventuali referenze in esso contenuti) e purché la pubblicazione non abbia carattere commerciale

Segue – “CLIMATEGATE” di Nicolò

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Fossi in voi, se possedete dei titoli azionari di una compagnia che si occupa di energie alternative, comincerei a pensare a come sbarazzarmene. Il complotto dietro il riscaldamento globale antropogenico è stato improvvisamente e brutalmente smascherato dopo che un hacker si è introdotto nei computer della Climate Research Unit [*1], nell’Università della East Anglia, recuperando 61 megabytes di informazioni confidenziali (disponibili su *ThePirateBay). In totale si tratta di 1079 e-mails e 72 documenti, che coinvolgono un numero consistente di distinti ricercatori, di cui è sufficiente leggerne anche solo una piccola parte per comprendere per quale motivo si trattasse di corrispondenza confidenziale. Potrebbe trattarsi di uno dei più grandi scandali della scienza moderna, considerato che il CRU è ritenuto (almeno fino ad oggi, si spera) uno dei laboratori più influenti nello studio del riscaldamento globale dovuto a cause umane, e ha giocato un ruolo fondamentale nell’ultimo documento dell’Ipcc, il panel intergovernativo delle Nazioni Unite che studia i cambiamenti climatici. É interessante andare a spulciare fra le mail perchè leggendole risulterà evidente che siamo davanti a un’autentica manipolazione di dati. Riporto di seguito alcuni estratti della corrispondenza, ritrovabili nel file che ho linkato, oppure in un’ampia trattazione sul blog di *Bishop Hill.

Manipolazione dei dati:

From: Phil Jones
To: ray bradley ,mann@XXXX, mhughes@XXXX
Subject: Diagram for WMO Statement
Date: Tue, 16 Nov 1999 13:31:15 +0000

Dear Ray, Mike and Malcolm,

Once Tim’s got a diagram here we’ll send that either later today or first thing tomorrow.I’ve just completed Mike’s Nature trick of adding in the real temps to each series for the last 20 years (ie from 1981 onwards) amd from 1961 for Keith’s to hide the decline…

PER CONTINUARE A LEGGERE L’ARTICOLO E VEDERE TUTTI I 9 VIDEO, CLICKA SU “LEGGI IL SEGUITO DI QUESTO POST”

..E C’è addirittura il video clip! – “Hide the decline”

Dubbi sul reale riscaldamento del globo:

From: Kevin Trenberth
To: Michael Mann
Subject: Re: BBC U-turn on climate
Date: Mon, 12 Oct 2009 08:57:37 -0600

Well I have my own article on where the heck is global warming ? We are asking that here in Boulder where we have broken records the past two days for the coldest days on record. We had 4 inches of snow. The high the last 2 days was below 30F and the normal is 69F, and it smashed the previous records for these days by 10F. The low was about 18F and also a record low, well below the previous record low. […]
The fact is that we can’t account for the lack of warming at the moment and it is a travesty that we can’t. The CERES data published in the August BAMS 09 supplement on 2008 shows there should be even more warming: but the data are surely wrong. Our observing system is inadequate.

Omissione di prove:

From: Phil Jones
To: “Michael E. Mann”
Subject: IPCC & FOI
Date: Thu May 29 11:04:11 2008
Mike,

Can you delete any emails you may have had with Keith re AR4? Keith will do likewise. He’s not in at the moment – minor family crisis.Can you also email Gene and get him to do the same? I don’t have his new email address.We will be getting Caspar to do likewise.

Tentativi di cancellare periodi storici come il periodo caldo nel Medioevo (MWP):

……Phil and I have recently submitted a paper using about a dozen NH records that fit this category, and many of which are available nearly 2K back–I think that trying to adopt a timeframe of 2K, rather than the usual 1K, addresses a good earlier point that Peck made w/ regard to the memo, that it would be nice to try to “contain” the putative “MWP”, even if we don’t yet have a hemispheric mean reconstruction available that far back….

L’aspetto più riprovevole è costituito da una serie di messaggi in cui si discute il metodo migliore per eliminare gli scienziati non allineati da qualsiasi rapporto, al fine di creare un movimento unico di climatologi allineati nell’affermare l’insidacabile esistenza del riscaldamento globale antropogenico.

“This was the danger of always criticising the skeptics for not publishing in the “peer-reviewed literature”. Obviously, they found a solution to that–take over a journal! So what do we do about this? I think we have to stop considering “Climate Research” as a legitimate peer-reviewed journal. Perhaps we should encourage our colleagues in the climate research community to no longer submit to, or cite papers in, this journal. We would also need to consider what we tell or request of our more reasonable colleagues who currently sit on the editorial board…What do others think?”

“I will be emailing the journal to tell them I’m having nothing more to do with it until they rid themselves of this troublesome editor.”“It results from this journal having a number of editors. The responsible one for this is a well-known skeptic in NZ. He has let a few papers through by Michaels and Gray in the past. I’ve had words with Hans von Storch about this, but got nowhere. Another thing to discuss in Nice !”

Un duro colpo per i fautori della certezza scientifica, che vedono il loro taglia e cuci da abili sarti smascherato. Ma a subirne le conseguenze non è solo il mondo scientifico, bensì anche il mondo politico, le cui posizioni diventano meno solide. Il dibattito sul global warming è infatti ormai politicizzato da anni (ne è un esempio il Nobel per la Pace a Al Gore), a partire dagli anni Settanta. Questo sviluppo fornisce anche l’occasione per ricordarci che un elemento da tenere bene in vista è la crescita esponenziale del potere da parte delle agenzie dell’ONU e dei governi, già affrontato più volte in questo spazio [*2*3*4] direttamente proporzionale agli allarmi lanciati dagli scienziati allineati. Le manipolazioni del CRU costituiscono l’ennesima prova che non sia questione di salvare il pianeta, ma di soldi e potere. Gestite da burocrati, con un crescente concentrarsi di risorse finanziarie nelle loro mani, le agenzie dell’ONU sono diventate ormai un fattore fondamentale di cambiamento nelle politiche internazionali. Un esempio recente è il vertice romano di quel colosso mangiasoldi noto come FAO. Si potrebbe obiettare che anche le compagnie energetiche investano denaro nel contrastare l’azione di coloro che sostengono il riscaldamento globale. Lo scorso marzo, nell’arco di due settimane, le tre più grandi fondazioni californiane hanno deciso di investire in studi sul GW fino a 1.5 miliardi di dollari [*5]. Il colosso petrolifero Exxon, in dieci anni, per finanziare ricerche sul riscaldamento globale ha speso 19 milioni. Milioni. Investimenti giganteschi, soprattutto di soldi pubblici [*7], per una “verità scientifica” che in realtà è solo un’ipotesi. Condivisa peraltro anche da poche persone [*8].

http://svolte-epocali.blogspot.com/2009/11/climategate.html

“10 mins to Expose Global Warming Scam”

http://www.edicola.biz/2009/11/27/climategate/


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