Il meccanismo Cap & Trade nel trattato sul clima di Copenhagen

9 12 2009

http://cambiamoci.blogspot.com   di Chicco

Questo breve video vi spiega con semplicità quale è la soluzione che i nostri governi (o forse dovrei dire i poteri economici che li “guidano”) ritengono risolvera’ i cambiamenti climatici.

Mentre i giornali affrontano con superficialita’ la conferenza sul clima di Copenhagen, senza nemmeno descrivere il contenuto del trattato, il gruppo The story of stuff, lo ha studiato e ha tirato fuori un semplice video che ne spiega il funzionamento. In lingua inglese trovate anche altre informazioni sul sito Cap & Trade.

La soluzione sembra fallimentare già in partenza e sarà probabilmente l’ennesima occasione per far fare business ai soliti speculatori, senza di fatto risolvere alcun problema.

TRADUZIONE

Quando ho sentito dire che i nostri leader si stavano incontrando per parlare di soluzioni, ho tirato un sospiro di sollievo. No? Allora mi sono detta, aspetta un attimo. Che cosa hanno in programma per risolvere questo problema?

Così ci ho approfondito.
E devo dire, non tutte le soluzioni a cui stanno lavorando possono definirsi soluzioni. Infatti, la soluzione leader, conosciuta come “Cap & Trade” (taglia e scambia), o scambio delle emissioni, è in realtà un grosso problema.

So che questa è l’ultima cosa che volete sentire, ma il futuro del nostro pianeta è in gioco, quindi vale la pena prendersi del tempo per capire cosa sta succedendo.

Okay, metti dei tizi al centro della cosiddetta soluzione.
Tra questi ci sono persone della Enron, che ha progettato il commercio di energia, e i finanzieri di Wall Street, come Goldman Sachs, quelli che ci hanno portato alla crisi dei mutui subprime.
Il loro compito è quello di sviluppare un nuovo mercato. Essi sottopongono le loro richieste e, quando tutti, compresa la loro nonna vogliono entrare, se ne escono con enormi quantità di denaro dati che il mercato diventa una bolla gigante che scoppia.
La loro ultima bolla è appena scoppiata e ora hanno una nuova idea per un mercato: scambio di emissioni di anidride carbonica. Sono in procinto di sviluppare una nuova bolla di 3 mila miliardi. Ma quando questa scoppiera’, non tocchera’ solo i nostri portafogli azionari. Potrebbe smontare tutto!

Come funziona il “Cap & Trade”?

Beh, quasi tutti gli scienziati piu’ seri (Beh! + o -…  N.D. OnestaMente) concordano che se vogliamo evitare il disastro climatico dobbiamo ridurre la quantità di CO2 nell’atmosfera a 350 parti per milione. Negli Stati Uniti, questo significa ridurre le nostre emissioni dell’80%, forse anche di più, entro il 2050. Il problema è che la maggior parte della nostra economia globale gira grazie ai combustibili fossili, i quali rilasciano CO2: le fabbriche che producono tutte le nostre cose, le navi ed i camion che la trasportano in tutto il mondo, la nostra auto, gli edifici e gli elettrodomestici. Quasi tutto! Quindi, come facciamo a ridurre le emissioni di CO2 dell’80% senza dover ritornare a vivere come nella Piccola casa sulla prateria? Bene, questi tizi del “Cap & Trade” dicono che un mercato azionario di CO2 è il modo migliore per risolvere il problema. Il primo passo sarebbe l’accettazione dai governi di imporre un limite annuale sulle emissioni di carbonio.

Questo è il “cap”. E credo sia una cosa buona. Ma come faranno ad assicurare che le emissioni di carbonio rimangano sotto questo limite?
Beh, i governi dovrebbero distribuire una certa quantità di permessi ad inquinare.
Ogni anno ci sarebbero sempre meno permessi finche’ non si raggiunge l’obiettivo. Imprese di innovazione, entreranno in campo per la costruzione di alternative pulite e sempre più efficienti. Mano a mano i permessi diventeranno piu’ scarsi, e quindi piu’ preziosi.
In tal modo le aziende che ne hanno di più, vorranno vendere alle società che ne hanno bisogno.
Ecco dove entrano in gioco i traders. La logica è che dobbiamo rimanere al di sotto del limite. Non importa chi inquina e chi innova. Noi rispetteremo la nostra scadenza, in modo da evitare la catastrofe.
E oh yeah, questi tizi guadagneranno dalle commissioni finanziarie, visto che gestiranno le transazioni di questo racket di miliardi di dollari, ops volevo dire mercato (market). Salvare il pianeta e diventare ricchi, a chi non piacerebbe, giusto? Alcuni dei nostri amici che hanno veramente a cuore il problema, supportano il sistema “cap & trade”.

Tanti gruppi ambientalisti che io rispetto. Sanno che non è una soluzione perfetta e non amano l’idea di affidare il futuro del nostro pianeta a questi tizi, ma pensano che sia un primo passo importante e che sia meglio di niente.
Io non sono così sicura. E io non sono la sola.
Un movimento crescente di scienziati, studenti, agricoltori, e lungimiranti imprenditori dicono “Aspetta un attimo!”. In realtà anche gli economisti che hanno inventato il “Cap & Trade” per affrontare problemi più semplici come l’inquinamento da fertilizzanti e il biossido di zolfo, dicono che il “Cap & Trade” non potrà mai funzionare per i cambiamenti climatici.
Ecco perché penso che abbiano ragione.
Quando si tratta di qualsiasi tipo di truffa finanziaria, come mutui subprime o schema a piramide Madoff, il diavolo si nasconde sempre nei dettagli. E ci sono un sacco di diavoli nei dettagli della proposta cap & trade.

Il Diavolo numero uno, ha il nome di Permessi Gratuiti, che è il motivo per cui alcune persone chiamano questo sistema “Cap e Giveaway” (taglia e butta via). In questo schema, gli inquinatori industriali otterranno la stragrande maggioranza di queste preziose autorizzazioni Gratis! Quanto più essi hanno inquinato, più otterranno. E’ come se li stessimo ringraziando per averci messi nei guai. In Europa, dove hanno provato il sistema Cap & Giveaway, il valore dei permessi e’ rimbalzato come pazzi, i costi energetici sono saliti per i consumatori, e indovinate un po? Le emissioni di carbonio sono aumentate! L’unica parte che ha funzionato è stata che gli inquinatori hanno fatto miliardi di dollari di profitti extra.

Gli economisti del MIT dicono che la stessa cosa probabilmente succederà qui negli Stati Uniti. Quei miliardi provengono dalle NOSTRE tasche.
Una vera soluzione sarebbe usare questo denaro per fermare i cambiamenti climatici. Invece di limitarsi a regalare permessi a chi inquina, potremmo venderli ed utilizzare i soldi per: costruire un’economia basata su energia pulita o darne ai cittadini una parte per pagare i prezzi elevati dei carburanti, mentre transitiamo verso energie pulite; oppure condividere con coloro che sono più colpiti dai cambiamenti climatici.
Alcuni la chiamano pagare il nostro debito ecologico. Visto che i nostri paesi ricchi hanno rilasciato la maggior parte di CO2 per secoli, e manteniamo uno stile di vita agiato, abbiamo o no la responsabilità di aiutare i più danneggiati?

E’ come se avessimo fatto una grande festa, senza invitare i nostri vicini, e poi gli avessimo presentato il conto per le pulizie. Non e’ per niente bello!

Lo sapevate che nel prossimo secolo, a causa dei cambiamenti climatici, interi nazioni isola potrebbero finire sott’acqua e le Nazioni Unite dicono che in Africa, 9 agricoltori su 10, potrebbero perdere la loro capacità di produrre cibo. Una reale soluzione non dovrebbe aiutare queste persone invece degli inquinatori?

Il diavolo numero due è chiamato compensazione.
I permessi di compensazione vengono creati quando una società apparentemente rimuove o riduce le emissioni. Ottengono un permesso, che può essere venduto ad un inquinatore che vuole emettere più CO2.
In teoria, uno compensa l’attività degli altri. Il pericolo è che è molto difficile garantire che il vi sia una riduzione di emissioni reale per creare il permesso.

Eppure tali permessi valgono soldi veri. Questo crea un incentivo molto pericoloso a creare false compensazioni – per barare. In alcuni casi, barare non è la fine del il mondo, ma in questo caso lo è. E ci sono gia’ troppi imbrogli in giro.
Ad esempio, in Indonesia, dove la Sinar Mas Corporation ha tagliato foreste indigene, causando grande distruzione ecologica e culturale. Poi, hanno preso il deserto che hanno creato e piantato palme d’olio. Indovinate che hanno ottenuto? Yup, permessi di compensazione. Carbonio in meno? No. Carbonio in piu’? Puoi scommetterci.

Le aziende possono anche guadagnare compensazioni non facendo nulla.
Ad esempio, gli operatori di una fabbrica inquinante possono dire che stavano progettando di espandere del 200%, ma ridotto i piani per espandere solo del 100%. Per tale domanda senza senso, ricevono permessi di compensazione, che possono vendere a qualcun’altro per inquinare! E’ veramente stupido! L’elenco delle truffe va avanti e molte delle peggiori avviene nel cosiddetto Terzo Mondo, dove le grandi imprese fanno quello che vogliono, a chi vogliono. E con le norme permissive ed le regole in materia di compensazioni,possono ottenere permessi come niente fosse. Diavoli uno e due, Cap e Giveaway e Compensazione, rendono il sistema ingiusto e inefficace.

Ma il diavolo ultimo, che io chiamo Disrtrazione, lo rende addirittura pericoloso.
Ci sono soluzioni reali là fuori, ma il “cap & trade” con le sue lacune e le promesse di ricchezze ha fatto dimenticare a molte persone quali sono le reali soluzioni. Non abbiamo nemmeno trovato un accordo globale su un tetto di emissioni di carbonio, e duh, questo è il cosa conviene il cap and trade. Ma invece di spingere per un accordo equo e forte, abbiamo deciso di mettere il carro davanti ai buoi e concentrarci su schemi di scambi e compensazioni.
Con tutti i progetti fasulli di compensaizione, omaggi a grandi inquinatori, e l’incapacità di affrontare le ingiustizie dei cambiamenti climatici come pensiamo che il Terzo Mondo possa salire a bordo con un tetto globale? Ne dubito. Se un cap & trade non ci fara’ ridurre le emissioni di carbonio, sara’ una distrazione pericolosa.

Non abbiamo bisogno che questi tizi progettino una soluzione.
Noi, con i nostri governi, possiamo fare le leggi e farlo da soli. Nel mio paese (USA), abbiamo già una legge, il Clean Air Act, che conferma che il CO2 è un inquinante che la nostra agenzia ambientale puo’ tagliare. Cosa stiamo aspettando? Vai EPA, vai! Taglia le emissioni! Mentre, una proposta cap & trade statunitense del 2009 spazza via il Clean Air Act, lasciando al mercato il compito di risolvere il problema. Se il cap & trade indebolisce la nostra capacità di fare leggi forti, è una distrazione.

I cittadini interessati da tutto il mondo devono parlarene e chiederedi ridisegnare le nostre economie lontano dai combustibili fossili. Ma cap and trade fara’ credere ai cittadini che tutto andrà bene, se guidiamo di meno, cambiamo le nostre lampadine e lasciamo che questi tizi facciano tutto il resto.
Se “cap and trade” crea un falso senso di progresso, è una distrazione pericolosa. Questo “cap and trade” serve per lo più a tutelare gli affari, come al solito.

Proprio adesso, gli Stati Uniti sovvenzionano combustibili fossili a più del doppio del tasso delle energie rinnovabili.
Cosa? Non dovremmo proprio sovvenzionare combustibili fossili! Questi tizi non sembrano rendersi conto che il modo più semplice per tenere il carbonio fuori l’atmosfera è di lasciarlo al sicuro sotto il terreno.

Il deputato del congresso americano, Rick Boucher, un amico conosciuto dell’industria del carbone ha promosso il Cap & Trade. Ha detto che “rafforza l’ipotesi di continuare a utilizzare il carbone per i nostri giocattoli”.
Nessuna legge che incoraggi l’uso dei CO2 può fermare i cambiamenti climatici. Punto.

Limiti forti, leggi forti, l’azione dei cittadini, e imposte sul carbonio per estinguere il debito ecologico e creare una economia basata su energia pulita, è così che possiamo salvare il nostro futuro.
La prossima volta che qualcuno vi dice che cap and trade è la soluzione migliore, non credetegli! Meglio se ci parlate.
Probabilmente anche loro vogliono un futuro al sicuro dai cambiamenti climatici.
Forse hanno solo dimenticato che si puo’ trovare un compromesso su un punto prima ti trovare una vera soluzione. So che tutti non vorremmo rimetterci nulla, salvare il pianeta ed arricchirci facendolo.

Ma siamo realisti! Questa è la più grande crisi che l’umanità abbia mai affrontato.
Non la possiamo risolvere con la loro mentalità, la stessa che ci ha portato in questo pasticcio.
Abbiamo bisogno di qualcosa di nuovo.
Non sarà facile, ma è tempo di pensare in grande.
È arrivato il momento di progettare una soluzione ai cambiamenti climatici che funzioni davvero.

http://cambiamoci.blogspot.com/2009/12/il-meccanismo-cap-trade-nel-trattato.html


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