LO VOGLIAMO SENZA FILTRO. Si parla di rete, minacce e minaccine

16 12 2009

Di Viola Afrifa           senzasoldisempre.blogspot.com

Da un po’ di tempo a questa parte pare che la fama di un personaggio la si misuri sulla base della quantità di utenti di Facebook che lo vogliono morto.

Domenica sera il Premier si è beccato un duomino d’alabastro in faccia. Vedendoselo lì, a portata di mano, un soggetto singolo, con qualche problema psichiatrico, non è riuscito a trattenersi.

Putiferio su Facebook. Gruppi pro-lanciatore che lo vogliono fare presidente. Gruppi contro-lanciatore che lo ammazzerebbero o che lo sbatterebbero in galera per la vita. Poi c’è il giallo del gruppi mutanti, quelli che da “Difendiamo il Made in Italy” si sono trasformati in “In sostegno al Premier Berlusconi”. Insomma, un pandemonio. Ministri che minacciano oscuramenti, filtri simil-cinesi e pene pecuniarie, altri gruppi che augurano la morte ai i creatori di gruppi pro-Tartaglia. Si aprono fascicoli dimenticandosi però che l’istigazione alla violenza non ha bandiera, o meglio, le ha tutte.

Spiegavo ai miei compagni svedesi che i ragazzi italiani son fatti così. Diciamo “ammazziamo” ma intendiamo “siamo arrabbiati”, si dice anche: “t’ammazzerei!”. Lo dicono le mamme ai figli quando sono esasperate. Sono iperboli, dico. Ma il mio uditorio non riesce proprio a concepirlo. Faccio zapping tra i gruppi di Facebook. Inserisco “uccidiamo” come query. I risultati sono più di 500. Alcuni si ripetono, addirittura. Gli utenti manco si prendono il disturbo di vedere se eventualmente c’è già un gruppo che ha scelto la sua stessa vittima. No, perché è il creare il gruppo che ti dà soddisfazione. È l’esserne creatore e amministratore. Poi, dopo aver augurato una morte lenta e dolorosa al VIP di turno, ciò che muore è solo il gruppo stesso che, dopo l’euforia della nascita, langue abbandonato nella Facebooksfera.

Le centinaia di gruppi pro-morte possono essere idealmente divisi in “morte-vip”, “morte-fantasy” e “morte-comune”.

Nella seconda categoria rientrano i gruppi che augurano la morte a Hanna Montana, Hello Kitty, Pingu e il gattino Virgola (vincitore indiscusso con 131 gruppi). Per “morte-comune” si intende l’eliminazione di fisica di perfetti sconosciuti: l’edicolante della stazione centrale, la vigilessa del quartiere, il bidello maleducato.

Il primo gruppo invece è la pietra dello scandalo di queste ore. Con che criterio chiudere di default i gruppi contro una sola persona? S’è mai visto Obama che minaccia di “rendere la navigazione difficoltosa” per scoraggiare i vari utenti che gli danno del NAZISTA buono solo a far da concime alla terra?

In Italia, la categoria “morte-vip”, bella nutrita, si concentra su una settantina di famosi e a sua volta può essere diviso in tre sub-categorie:

  • Politica e gionalismo: Prodi, Alfano, Bossi, Maroni, Bassolino, la Moratti, la Gelmini (gettonatissima), Marrazzo, Travaglio, Santoro, Fede, Mughini, Caressa, Signorini, Bruno Longhi.
  • Sport: Burdisso, Nedved, Toni, Dida, Mourinho, Vargas, Quaresma, Veron, Rivas, Ibrahimovic, Cannavaro, Drogba, Lippi, Bergomi, Rubinho, Valentino Rossi, Nadal, Josè Altafini, Cristiano Ronaldo.
  • Showbiz: FedericoMoccia, Leone di Lernia, Belen Rodriguez, Maria De Filippi, i Tokio Hotel, Tiziano Ferro, Gigi D’Alessio, Giusy Ferreri, Venditti, Arisa, Alex Britti, Mastrota, il compianto Pinping, Karina Cascella, Marzullo, Valeria Marini, Fabrizio Corona, Silvio Muccino, Anna Tatangelo, Yoko Ono, il cantante neomelodico Marco Marfè, Max Pezzali, Nicolas Vaporidis e i Negramaro al completo.

La crème de la crème della fama. I migliori, in negativo e in positivo, nel loro campo. C’è Ronaldo, Cannavaro, Vaporidis e Moccia, Corona e Belèn. C’è Bossi, Maroni, Prodi. Essere in questa lista nera significa essere al centro delle attenzioni, benevole e malevole, tenendo sempre a mente che quelle veramente pericolose non si preparano certo su Facebook alla luce del giorno. Perché Nadal? E Valentino Rossi? Tutti personaggi collegati dal fil rouge del talento che, quando manca (vedi Marco Marfè o Karina Cascella), è compensato dalla fama incontrastata. Solo se si ha uno zoccolo duro di sostenitori ci si può mettere un contraltare di delatori.

Alla luce di questo non posso fare altro che chiedermi: è possibile che in Italia ormai se non c’hai qualcuno che ti vuole morto vuol dire che non conti un tubo?

http://senzasoldisempre.blogspot.com/2009/12/lo-vogliamo-senza-filtro-si-parla-di.html


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One response

17 12 2009
vio

lusingata. passi pure quando vuole. ora mi faccio un giro sul tuo blog

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