Impressioni da New York – parte 1 e 2

12 02 2010

di OnestaMente

Parte prima: L’arrivo

Le sette domande dell’apocalisse:

Sull’aereo in volo la Hostess mi porge un foglio verde e mi chiede di compilarlo per avere il visto di ingresso: “Rispondete alle domande che seguono:”

A) Soffrite di malattie contagiose o di patologie fisiche o mentali, siete tossicodipendenti o fate abuso di stupefacenti?      SI  NO

CHE?! (n.d. OnestaMente) E certo guarda, sono Doctor Me e mister Pazzo!

B) Siete mai stati arrestati o condannati per reato di depravazione morale o relativo a stupefacenti… oppure eravate dediti al commercio di stupefacenti o intendete entrare negli Stati Uniti per dedicarvi a attività criminose?  SI  NO

Inevitabilmente rido, chi sarebbe così imbecille da rispondere si? Poi penso che effettivamente la loro madre è sempre incinta, come s’usa dire.  Ma il meglio viene ora.

C)Siete mai stati coinvolti, ora o in passato, in attività spionistiche o di sabotaggio, terroristiche o tendenti al genocidio; oppure tra il 1933 e il 1945, siete mai stati coinvolti in attivitò di persecuzione emanate dal partito nazista tedesco o dai suoi alleati? SI  NO

Ora mi ritengo anche offeso;  considerano tutti gli europei  soggetti ad alto rischio di nazismo?

D) Intendete cercare lavoro negli stati uniti; oppure vi è stato interdetto l’ingresso o siete mai stati deportati o espulsi dagli Stati Uniti; oppure avete mai ottenuto o tentato di ottenere un visto di ingresso fraudolento o con false dichiarazioni? SI  NO

Per Carità, NO!

E) Avete mai trattenuto o sottratto un minore all’affidamento concesso ad un cittadino statunitense? SI  NO

Per la serie, non insidiare le nostre donne e  i nostri bambini.

F) Vi è stato mai negato un visto di ingresso negli Stati Uniti, o vi è stato mai annullato… Se si In che data?  Dove?  SI  NO

Ok questa finora è l’unica legittima. Ma ecco il Gran Finale!

G) Avete mai fatto valere l’immunità per sottrarvi ad azioni legali?  SI  NO

Quindi in America il Berlusca non dovrebbe neanche poterci entrare !

IMPORTANTE : Se la risporta è affermativa.. contattare l’Ambasciata degli stati Uniti PRIMA di mettervi in viaggio poiché l’ingresso potrebbe esservi negato.

E vabbé, c’è pure l’IMPORTANTE dove vaneggiano di improbabili salti indietro nel tempo.

Ma che cazzate.


“Benvenuti in America, sarete ora stipati in centinaia per ore e ore, potremmo anche aumentare il personale al controllo passaporti, ma il personale costa quindi voi soffrite; i vostri bambini piangeranno tutti dalla stanchezza e vi sentirete trattati come una mandria di vacche al macello. ” Questo dovrebbero dirti le hostess quando smonti dall’aereo. Certe famiglie con i bambini piccoli mi facevano proprio pena; potrebbero almeno organizzare una o due linee per loro.  E meno male che sono arrivato prima che succedesse quel casino dell’attentato fallito a Natale. Adesso deve essere anche peggio, perché ti fanno anche le perquisizioni corporali, che ho avuto comunque “l’ebrezza” di subire all’entrata di un discobar a Brooklyn.

Ma torniamo all’arrivo, finito l’inferno dall’attesa mi trovo faccia a faccia con il tipo un po’ latino, un po’ filippino, forse anche un po’ nero che al controllo passaporti mi prende tutte e 10 le impronte delle mani e lo scan della retina, oltre a chiedermi praticamente da dove vengo dove vado  e perché. Vorrei dirgli che neanche i grandi filosofi hannno saputo rispondere chiaramente a questa domanda, ma non voglio che mi arrestino. E devo dire che tutto sommato è stato breve e gentile.

Prendo le valige ed esco dall’aereoporto, per fortuna c’è qualcuno ad aspettarmi fuori con la macchina.

Parte seconda – Se vedi qualcosa dì qualcosa

Se vedi un pacco sospettoso o delle attività nella piattaforma o nel treno, non tenerlo per te. Dillo a un poliziotto o a un dipendente della metro. O chiama il numero verde Hotline Terrorismo.

Se vedi un pacco sospettoso o delle attività nella piattaforma o nel treno, non tenerlo per te. Dillo a un poliziotto o a un dipendente della metro. O chiama il numero verde Hotline Terrorismo.

Metropolitana e treni son pieni di questi cartelli in inglese e spagnolo. Immaginate la paranoia. Anche se uno volesse stare tranquillo e non preoccuparsi dell’ennesimo pericolo terrorista del cacchio, magari spegnendo la Tv e uscendo, non avrà fuga dalla follia, perché è pieno di cartelli che ti chiedono praticamente di improvvisarti sbirro. Altri sono ancora peggio. Io qui ci vengo ogni anno, ma la paranoia non diminuisce mai. E ora con la crisi, si sente una grande rabbia nell’aria…

Passeggiamo per Manhattan io e la mia graziosa consorte e mi rendo conto che questa città ogni anno che passa, somiglia più a San Paolo in Brasile. La sempre più gigantesca differenza tra ricchi e poveri è simile a molte metropoli del Sud America piuttosto che all’America di soli 10 anni fa. La differrenza fondamentale è che qui hanno una gran paura dei velivoli e  quindi i  ricchi, anziché muoversi sempre in elicottero come i Paolisti, usano gigantesche Limousine quasi sempre bianche.

Modello classico

Questo invece non so neanche come chiamarlo: Limogippone? Geepousine? Boh..

Tutti gli altri usano la metropolitana, che funziona a tutte le ore del giorno e della notte (altro che “Milano City”). Si possono anche prendere i taxy in questa folle città, sono d’appertutto, puzzano spesso di vomito o di sudore, e costano meno della metà di quelli italiani, ma non ci proverei tanto se avessi la pelle nera; i tassisti non ti pigliano se sei nero. Ogni volta che c’era da prendere un Taxy insieme ai miei amici di Brooklyn, era sempre il più bianco che si faceva avanti per chiamarlo, semplice calcolo delle probabilità, mi toccava farlo spesso, dato che sono pallido

anche a capodanno

ubriaco da far paura.


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4 06 2016
piante autofiorenti giganti cosa sono

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