Chi sono i Veri Pirati?

Di OnestaMente


Pirate land Somalia

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“A cosa miri pirata, che prendi possesso del mare?”

“A ciò a cui miri tu impadronendoti di tutta la terra; ma io, che lo faccio con una barca insignificante, vengo chiamato ladro mentre tu, che lo fai con una grande flotta, vieni chiamato imperatore”

Alessandro Magno a un pirata catturato, dagli scritti di Agostino d’Ippona “De Civitate Dei” 4,4.

Ora l’impero si chiama democrazia ma le sue navi da guerra ancora solcano i mari altrui. In questo caso la vittima è la Somalia, in particolare la regione oramai autonoma del Puntland.

Un po’ di storia, per capire:

Era il 1992 quando cadde Siad Barre, dittatore da un ventennio. Ali Mahdi e il generale Mohamed Farah Aidid, leader dei ribelli Hawiye presero il potere e poco dopo cominciarono a combattersi fra di loro, cominciando le guerre più distruttive nella storia della Somalia.

Come nella savana, quando la carcassa di un animale giace per terra,  si possono trovare sempre degli avvoltoi pronti ad approfittarne, allo stesso modo compagnie come la svizzera Achair Partners e l’italiana Progresso se ne approfittarono, cominciando lo smaltimento di rifiuti tossici nelle acque somale. Queste malefiche compagnie pagarono il signore della guerra Ali Mahdi per scaricare  a soli tre dollari a tonnellata, mentre in Europa gli sarebbe costato mille. Nel mentre, altre compagnie si occuparono di depredare le riserve ittiche della zona. Naturalmente questo fu solo l’inizio.  Le nazioni più coinvolte dalle attività di scarico sono paesi europei come  Francia, Germania, Norvegia, Spagna, Gran Bretagna, Italia e Grecia; oltre a Russia, Taiwan, Filippine, Cina, e Korea.

beach

Non bastasse, nel 2005 arrivò lo Tsunami su queste travagliate coste, portando con sé alcuni container di rifiuti tossici  che si riversarono sul territorio e fecero ammalare gravemente migliaia di abitanti del Puntland (la regione più colpita), i quali cominciarono ad avere anche figli deformi.

Piombo, cadmio, mercurio e altre scorie chimiche e nucleari, riempirono le spiagge, secondo Nick Nuttall, portavoce del programma delle Nazioni Unite per l’ambiente. Un altro inviato delle Nazioni Unite, tale Ould-Abdallah, sostiene che lo scarico di sostanze tossiche avviene ancora oggi, mentre nessuna delle compagnie o degli stati di cui sopra, ha ammesso una qualche responsabilità.

Qualche mese dopo lo Tsunami,  i pescatori stanchi di rimanere inascoltati da tutti e da tutti derubati,  si unirono con le milizie di quartiere e decisero di mobilitarsi per impedire questo scempio. Formarono una Guardia Costiera di Volontari Nazionali, poi diventati i pirati di cui oggi si parla tanto.

La pirateria Somala è nata dal bisogno di questa povera gente di difendere i propri mari e territori da i “nostri” atti di Vera Pirateria o  Pitateria Originaria. E’ stato solo successivamente (circa 2 anni) che hanno cominciato ad usare i riscatti in gran quantità e a non distinguere più tra chi li aiutava e chi no, arrivando anche a sequestrare una nave di aiuti alimentari  diretti alla stessa Somalia.

Tornando ai nostri giorni è facile notare come lo schema propaganditistico è il classico già usato per l’invasione dell’Iraq. Esso consiste nell’equiparazione dei pirati ai terroristi islamici, con tanto di fantomatiche minacce di attentati nel mondo occidentale, infiltrazione di Al-Quaeda e conseguente necessità di un intervento militare.

C’è poi un altro elemento molto importante da considerare. L’enormità di soldi che gira intorno  al businness dei rapimenti e riscatti e alle attività anti pirateria.

Per essere chiaro: se vi rapiscono qulcuno e vi richiedono un riscatto di 1.000.000 di Euro, dovrete spenderne altrettanti tra parcelle degli avvocati spese burocratiche enormi , spese per mediatori, che oltre a consegnare la valigetta ne hanno sempre un’altra per sé, con il lauto compenso . E’ quasi come se vi rapissero due volte. Se non ci credete, guardate fino in fondo il video di 20 minuti (in Inglese/English).

Per quanto riguarda le attività anti pirateria pensate alla quantità di comande che sono state date dai vari governi alle compagnie (private) produttrici di armi e al fatto che mantenere una flotta di navi da guerra sempre pronta all’azione,  insieme ai vari elicotteri e mezzi collaterali, costa cifre a sei zeri, se non a sette.

Pirati, o combattenti per la libertà e la salute del proprio popolo e territorio? Oramai sono entrambe le cose, ma è ora di chiedersi: di chi è la colpa di tutto ciò?

OnestaMente

Link all’articolo

http://onestamente.net/2009/05/14/chi-sono-i-veri-pirati/

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