Emancipazione?

Di OnestaMente

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Facciamo il punto sull’emancipazione dei giovani e meno giovani di oggi. Me compreso, intendo tutti quelli dai 18 ai 35 anni.

Sono stufo di cazzate, di sentir dire che bisogna lavorare di più, essere pagati sempre meno ed esserne anche grati perché c’è la crisi. Non sopporto quelli che si lamentano dei giovani d’oggi perché secondo loro non hanno abbastanza voglia di lavorare, che non hanno obbiettivi seri, che pretendono sempre troppo. Loro si che si facevano il culo e non si lamentavano, 20/30 anni fa! Peccato solo che quando un lavoro se lo trovavano, avevano anche un contratto a tempo indeterminato, quindi una certa sicurezza economica, tanto da  poter pensare a  cose come metter su famiglia, salvare dei risparmi,  il mutuo per la casa. Senza andare tanto indietro, solo ai tempi della Lira il costo della vita era di molto inferiore.

Un tempo bastava che uno solo dei genitori in famiglia avesse un lavoro come impiegato o anche solo come operaio, per riuscire a mantenere, nutrire e far vivere una vita dignitosa a tutta la famiglia (3/4 persone). Oggi tanti laureati con mille euro al mese come dovrebbero pagarsi l’affitto, le bollette, la scuola ai figli,e qualcosa di decente da mangiare? Magari anche una piccola vacanza ogni tanto?

Oggi i giovani hanno prezzi stratosferici e lavori sottopagati che, se gli va bene durano 6 mesi, poi son cazzi loro. Se poi riescono a trovare un appartamento decente, lo devono pure pagare come una reggia, grazie all’iperspeculazione edilizia degli ultimi 10 anni. Che sorpresa se poi si impegnano poco, non hanno seri obbiettivi nella vita e restano a vivere coi genitori a lungo!

Mammoni per forza.

Sopporto ancora meno  le accuse di non credere in nulla, di essere senza valori, perché loro si che i valori ce l’avevano. Qua si che mi sento punto nel vivo.

Ma che valori?

Il patriottismo? La fede religiosa? La sottomissione agli anziani ad ogni costo? La fede nella purezza della verginità, nel valore di una vita casta?  Quali di queste idiozie castranti e spesso omicide dovrebbero renderci peggiori da come erano loro? Come se fosse stupido  non abboccare  all’amo degli innumerevoli falsi miti che cercano di farci adorare da quando nasciamo, all’ultimo giorno della nostra vita!  Siamo noi da biasimare? Dovremmo considerare un difetto l’essere liberi e refrattari a qualsiasi propaganda? Io credo invece che siamo molto meglio di loro, noi che non crediamo ai dogmi, che siamo stufi delle stronzate della TV, che della morte dei giornali non ci potrebbe fregar di meno, perché usiamo internet e non abbiam bisogno di editori. (sopratutto i più giovani)

Ci rinfacciate di non credere nell’istruzione scolastica.

Ma vediamo ogni giorno come son ridotte le nostre scuole e le facce di chi ci dovrebbe insegnare. Vediamo che scempio della cultura fate, con le vostre obbrobriose riviste patinate e i vostri programmi televisivi idioti, colmi di donne appese come quarti di bue.

Ah le donne, povere donne italiane! Mai come oggi sono state bersaglio di volgarità sessuali e maschiliste, dai media. Esse sono oggeti di cornice, quando non semplici trastulli. Guardate l’ottimo documentario della Zanardo “Il corpo delle donne”  per capire a pieno ciò che intendo.

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Una volta le donnne che restavano a casa come mamme a tempo pieno erano considerate per lo meno arretrate, oggi se se lo possono permettere vengono viste come fortunate da quelle che invece devono lavorare.  Ci hanno spacciato per emancipazione e parità dei sessi quello che si è rivelato essere solo una pari schiavitù del precariato a vita e dell’indebitamento costante.

In America ad esempio, per studiare in una buona università si arriva a pagare cifre che ti costringono a indebitarti con le banche per decenni. Qua in Italia non siamo ancora allo stesso livello, ma la distruzione della pubblica istruzione sta facendo grandi passi avanti…

Infine lasciatremi dire una cosina sulla costituzione. Si, quella carta che dovrebbere difendere i nostri diritti:

La costituzione italiana è stata adottata il 12 magio 1948, scritta da soli maschi che vivevano in epoca sicuramente molto diversa da oggi. I tempi non vi sembrano abbastanza maturi per  rilevarne i limiti e dichiararne l’effettiva scadenza?

Diamo un’occhiata ai primi due articoli:

“L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.”

“La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.”

La sovranità appartiene al popolo, ma che cos’è il popolo, se non un grande insieme di individui in correlazione? E’ un controsenso. La sovranità quindi, dovrebbe essere degli individui, non dei popoli.

“La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità…”

I diritti dell’uomo… solo dell’uomo?

Sarebbe più giusto riconoscere i diritti della persona, come individualità, piuttosto che del popolo o dell’uomo; sarebbe ora di pensare anche ai diritti della Natura, prima che sia troppo tardi.

Il mondo è cambiato e le persone anche, è ora di scrivere un testo base nuovo e magari, con un nuovo nome. Abbiamo bisogno di un testo di diritto fondamentale che davvero parifichi e sia redatto da tutti i sessi, quindi da uomini e donne etero e omosessuali, un testo che si ispiri alla sovranità individuale e alla ricerca della felicità, insieme al rispetto per l’ambiente.

Abbiamo bisogno di una nuova Costituzione.

Pensateci

OnestaMente

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