Non aiutate l’Africa…

… o almeno, non aiutatela così…
ade
Aldo Vincent

http://www.giornalismi.info/aldovincent/index.html

Sono anni che lo vado predicando: gli aiuti (così come sono organizzati) fanno male agli Africani!! Vedo che finalmente pure qualche economista se n’è accorto, e con immenso piacere torno sull’argomento per ribadire il concetto.

Premetto che non sono depositario di nessuna Verità inerente l’Africa perché la conosco molto poco. Ho navigato tutto il Nilo per arrivare in Sudan e nel Sahel; poi Niger, Mali, Mauritania e in volo alla Sierra Leone da dove, attraversando Guinea Bissau sono arrivato a Banjul e quindi in Senegal. Il mio viaggio è durato 30 mesi ma il maggior tempo l’ho speso in Gambia e sul fiume Shaloum dove ho costruito una scuola, ho scavato pozzi, ho coperto fogne ed ho portato l’acqua. Come vedete la mia esperienza è limitatissima, però qualche cosa ho visto e ne sono testimone.
Ho visto per esempio, americani che fingevano di organizzare gli aiuti ma erano agenti della CIA
Ho visto tedeschi che disboscavano l’Africa e spedivano legni pregiati in Europa
Ho visto inglesi (i più razzisti di tutti) stipendiati da Oxfam o Save the Children, con macchine lussuosissime e con aria condizionata, che avevano fatto fare lavori per trasferire l’acqua con cui annaffiavano i giardini delle loro ville e che alle cinque facevano servire il te dai locali in guanti bianchi.
Ho visto progetti UNICEF che costavano dieci volte il necessario per insegnare ai bambini la pittura ma che si sono rifiutati di vendermi (vendermi, badate bene) la penicillina per salvare il mio villaggio da una terribile epidemia.
Ah quante cose ho visto!

Ma sto divagando. Dov’eravamo rimasti? Ah, sì. Gli aiuti agli africani.
Procediamo con calma. Cominciamo con la struttura familiare.
Di solito vivono in un compound che è costituito da un clan di appartenenti alla stessa famiglia. Un uomo sposa quattro mogli e ogni donna per sentirsi realizzata deve fare almeno tre figli. Ne consegue che se fossero solo numeri, il primo uomo avrebbe 12 figli, la seconda generazione 72, la terza 432 e la quarta 2600 e così via. In pratica un compound di una ventina di persone in quarant’anni diventerebbe grande come una cittadina italiana. Per fortuna ci pensa una natura benevola che uccide i bimbi più deboli rendendo drammatica ma vivibile la situazione demografica.
Ma qui interviene l’uomo bianco. Perché andare in giro a raccogliere soldi dicendo che sono per i bambini, rende di più e così si prendono costosissime iniziative per salvare soggetti che in Africa con le sole proprie forze non sopravvivrebbero.

Badate bene, con questo non voglio dire che le intenzioni non siano nobili, perché tutto lo sforzo per salvare anche solo una vita umana, è encomiabile. Però bisogna essere pragmatici e l’Africa è un Paese durissimo dove basta un taglietto per rischiare di morire perché una moltitudine di insetti ha nella saliva sostanze narcotiche e anestetiche, che non ti fanno sentire dolore mentre ti mangiano vivo.
E la notte nemmeno ti immagini quanti miliardi di zanzare sono pronte a succhiarti tutte insieme il sangue. Ricordo sul fiume Gambia una farfallina che di notte entrava nel naso dei bambini che dopo qualche tempo avevano dentro il corpo vermi sottili e lunghi anche venti centimetri che dall’interno si facevano strada fino agli occhi, rendendoli ciechi in poco tempo.

In Africa ci sono malattie così dolorose che noi nemmeno immaginiamo, e se i deboli muoiono nel primo anno di vita, la natura benevola li fa morire incoscienti.
Se invece li tieni in vita con i farmaci, questi individui, di per sé deboli e soccombenti PER TUTTA LA LORO VITA dovrebbero essere tenuti in vita con i farmaci. Ma qua succede l’incredibile: l’uomo bianco degli adolescenti se ne fotte!

Eh sì, perché quando questi ragazzi sono arrivati attorno ai sedici/diciotto anni non c’è nessuno che si occupa di loro e vivono sbandati ai margini del loro gruppo sociale diventando pericolosi estremisti. Chi credete che siano i giovani kamikaze, i moderni schiavi, le nuove leve della criminalità e dello spaccio?
Sono giovani africani emarginati dalla loro stessa comunità (giovani leoni sessualmente affamati e quindi pericolosi per lo status quo della tribù) e dalle organizzazioni internazionali che spendono l’ottanta per cento delle loro risorse PER MANTENERE in piedi la macchina amministrativa, gli stipendi, le auto di lusso con cui muoversi, l’aria condizionata, i viaggi delle famiglie… il rimanente serve per le foto: belle faccie di bimbi emaciati e via! Una nuova campagna per la raccolta fondi.

Voi mi direte, ma via, non sempre, non tutti, non dappertutto.
Certo avete ragione. Ma se fate un paio di conti, con i soldi che si spendono, le persone che si impiegano, i governi che si mobilitano, dovrebbe saltarvi agli occhi che c’è qualcosa di sbagliato, perché in tutto questo tempo non siamo riusciti a rimediare quasi a nulla! Abbiamo tante e tali ben qualificate schiere di volontari e tanti di quei mezzi, che se veramente volessimo risolvere il loro problema LA’ DA LORO, si potrebbe fare…

Invece siamo qui, a ripetere il rito di sempre: gettare la monetina nel cappello del povero fuori dalla chiesa ed entrare sollevati a fare la Comunione…

(Aldo Vincent)

http://www.giornalismi.info/aldovincent/articoli/art_2518.html

9 responses

16 08 2009
ivan

i penan del borneo anno rifiutato dalla compagnia di disboscamento samling un acquedotto… i penan non anno bisogno di acqudotti.. i penan anno bisogno della loro foresta che rende l’acqua limpida e l’aria pura..la stessa aria che permette a noi di vivere.. la stessa foresta che stiamo distruggendo ai penan,noi tutti usando olio di palma e mogano meranti…un caloroso saluto…ivan di maddalena..

17 08 2009
Onesta Mente

Un caloroso saluto a te Ivan.
Il migliore aiuto che possiamo dare a questa gente è lasciarli finalmente e veramente liberi. Se volessimo aiutarli dovremmo smettere di fomentare violenze e di vendergli tonnellate di armi, perchè Ogni acquedotto, pozzo, ospedale, eccetera, che i non Africani hanno costruito è venuto al prezzo di tanto sangue, e dello stupro sistematico di Madre Africa. Molte di queste associazioni “umanitarie” sono messe li più per giustificare lo scempio, per pulirci un pochino la coscienza. Spesso finanziate dagli stessi saccheggiatori. Smettiamo di finanziarle, anche i nostri 5×1000 o i 10 euro di donazione al banchetto, messi tutti insieme valgono molto.

14 11 2009
Gi

Ciao, io sono ancora acerba su questi argomenti, ma ho testimonianze di mia nonna che mi hanno fornito un po’ di spiegazioni. Pochi giorni fa è tornata in Kenya dopo una piccola “vacanza” passata a far visita ai propri cari. Mi ha mostrato foto e raccontato fatti che accadono laggiù. Ne sono rimasta parecchio colpita, ma nello stesso tempo non riuscivo e non riesco tutt’ora a capire cosa la spinge a vivere così. Lei mi racconta di tutti quei bambini che vivono in condizioni pessime dove la morte è padrona. Mi racconta di come li accudisce, di come li aiuta, di tutto quello che fa per loro.
Lei mi ha detto che qua in Italia non si trova bene, che adora stare in mezzo ai bimbi e adora farli felici, per quel poco che riesce a fare. Ma leggendo il tuo intervento mi sarebbe tanto piaciuto poterle fare la domanda: Ma una volta cresciuti cos’avresti fatto per loro?
Quindi appena tornerà in Italia glielo domanderò.
Sono comunque daccordo con ciò che hai scritto, sono sempre stata contraria agli aiuti “umanitari” verso altri popoli non sviluppati quanto noi. Come si vede tristemente in giro servono solo a creare maggiori sfruttamenti e piaghe.
L’uomo ogni giorno che passa mi disgusta sempre più.

A parte questo, ti faccio i miei complimenti, adoro il tuo blog, l’ho appena scoperto e non riesco più a staccarmene!
Alla prossima 🙂 [p.s. perdona eventuali errori grammaticali]

17 11 2009
Onesta Mente

Grazie per i complimenti Gi e non preoccuparti della grammatica, che mi sembra anche buona(ma hai visto la mia?).

Una cosa volevo dirti.
Capisco che tu sia disgustata, ma ricordati sempre che come c’è tanto di cui aver disgusto dell’uomo, bisona sempre distinguere,anche in mezzo a tali associazioni ci sono molte persone buone e ancora di più se ne possono incntrare al di fuori.

30 12 2009
ivan olivieri

una cassa di birra due di sapone di zucchero e di sale questo e il prezzo pagato ai villaggi congolesi in cambio della loro foresta millenaria che da sempre i congolesi anno custodita per dare la vita a tutti noi, non solo se si oppongono a questo vengono arrestati, e noi per ringraziarli che facciamo li giudichiamo quasi sempre come dei poveracci e usiamo legno come iroko che e sporco di sangue africano , e che viola il diritto che anno i bimbi di vivere.. vorrei ringraziare tutte le tribu’ africane , milioni di persone che si stanno opponendo a questo scempio.. siete la speranza che tutti noi e sopratutto i bimbi anno di vivere… ivan di maddalena

17 01 2010
Onesta Mente

Ben detto Ivan sono d’accordo con te.
Ma se noi non ci svegliamo e diventiamo più consapevoli di come spendere i nostri soldi, per loro non c’è speranza.
Se non la smettiamo di ponerci sempre come i bianchi civilizzati che aiutano i poveri neri, per noi non ci sarà speranza.

22 01 2010
ivan olivieri

dedicato a rene’ngongo…e a rene’ sinafasi.. se gli abitanti del congo sono ignoranti solamente sempicemente perche’ gli stiamo distruggendo la loro foresta che da’ a noi la vita e loro si oppongono rischiando spesso la vita per la nostra.. allora vuol dire che io ivan olivieri sono l’essere piu’ ignorante del mondo… grazie onesta mente…. ti ringrazio di cuore… ivan di maddalena

30 07 2010
Rei

Vorrei aggiungere che, secondo me, stiamo anche distruggendo la loro cultura imponendogli la nostra, perché è inevitabile che noi occidentali se andiamo lì viviamo da occidentali influenzando le popolazioni, soprattutto perché ci occupiamo di crescere i bambini… E’ un po’ difficile da spiegare ma spero di aver dato un’idea generale

4 08 2010
ivan olivieri

ciao onestamente entra nel sito di survivl international vai nella voce gibe3,questa diga vuole distruggere cio’ che tu mi spieghi…a presto ivan

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